Consiglio di lettura: I colori dopo il bianco

“I colori dopo il bianco” di Nicola Lecca

 

Il libro che consigliamo oggi è “I colori dopo il bianco”, di Nicola Lecca, scrittore cagliaritano, nato nel 1976, con una passione prorompente per il viaggio, che lo spinge, da Cagliari a Venezia, da Vienna a Innsbruck, da Barcellona a Londra, a ricercare ispirazioni sempre nuove per i suoi romanzi.

Nicola Lecca
Nicola Lecca

Come suggeriscono già il titolo e la copertina del libro, la storia che ci accingiamo a presentare ruota attorno ai colori, dalle nuance più fresche a quelle più cupe, utilizzati per comunicare e descrivere, in modo efficace, sensazioni ed emozioni, albergate nelle personalità che animano il romanzo.  

La trama del libro si delinea, pian piano, per mezzo di Silke, ragazza di agiata famiglia, ma con uno spirito ribelle, che le impedisce di vivere secondo regole imposte, troppo strette per chi pretende la felicità, la realizzazione e vuole vivere in armonia con se stesso.

La protagonista non vive del tutto, non è soddisfatta, si sente da sempre fuori posto in una famiglia apparentemente perfetta, impeccabile, abitudinaria, fin troppo relegata alle catene della loro condizione sociale, che configura un modo di vivere e pensare quasi ovattato, irrigidito da regole fisse e tradizionali, alla stregua di un orientamento religioso da seguire alla lettera. 

Silke è una ragazza ancora da formare, confusa nella sua indecisione giovanile, ma con un coraggio, a volte dai toni maggiori, a volte minori, che la spinge a cambiare aria, atmosfera e vita: decide di trasferirsi momentaneamente a Marsiglia, in una città caotica, ma viva, lasciando dietro di sé le montagne, la rigidità e il grigiore di Innsbruck. 

I colori di Marsiglia
I colori di Marsiglia

Nella colorata città francese, Silke appare come una ragazza piuttosto insicura, spaesata in un ambiente troppo rumoroso, agitato e criminale: i primi giorni non saranno facili ovviamente, la distanza tra Innsbruck e Marsiglia non si rifà solo a chilometri, ma alla diversità caratteriale, culturale e strutturale delle due città, che le fa figurare agli antipodi. 

Silke però, non si lascia vincere dalla paura della diversità, dello sporco e della criminalità, che farebbero inorridire la sua famiglia e il modo di pensare a cui l’ha costretta suo padre, persona illustre nel panorama austriaco.  

Silke combatte contro se stessa, contro i pregiudizi e la realtà che le si presenta, ogni giorno, a Marsiglia: lei sa che, oltre la barriera costruita dai suoi genitori, perfezionisti e puritani, esiste un mondo bello, pieno di vita e buono.

Dopo una serie di ostacoli, più interiori che fisici, la protagonista si ritroverà a crescere, ad ambientarsi e a capire meglio il senso della vita, del suo privare e dare, e soprattutto, riesce a trovare una pace e una gioia che non credeva trovare mai, la strada giusta da percorrere per essere felice, il luogo dove creare il proprio mondo ideale, dove avere una rivincita e la libertà di essere se stessi, senza vergogna.

Quartiere Marsiglia
Quartiere Marsiglia

Questo romanzo è un monito alla vita, in tutte le sue forme, in quelle rigide e in quelle più tenui, in quelle più cupe e in quelle più vivaci.

Perché la vita è l’insieme del bello e del brutto, dove dietro il brutto si nasconde spesso il buono, e dietro il bello, il malvagio.  

“I colori dopo il bianco” è un libro sicuramente da leggere, che consiglio vivamente.  

Come accennato prima, non è soltanto la protagonista, con le sue peculiarità, a movimentare le scene; a dar tono al romanzo si trovano anche i colori, mezzo comunicativo, utilizzato in forma considerevole dallo scrittore, per descrivere sentimenti ed emozioni che si mescolano nella protagonista e nelle città e donano alla narrazione qualcosa di unico e speciale.

Nella prima parte del viaggio che affronta Silke, i colori risultano essere troppo forti, invadenti, in grado di spaventare la protagonista, ma poi, nel corso della lettura, saranno proprio i colori a dare la salvezza, insinuandosi, a poco a poco, nell’anima scura di Silke, e a tinteggiarla di tonalità vive e allegre.

Commento

Tramite una scrittura tanto semplice, quanto elegante, priva di troppa raffinatezza, ma ricca di elementi sensoriali quali i colori, i gusti, i rumori, Nicola Lecca è in grado di coinvolgere, di invitare il lettore a riflettere e a prendere in mano la propria vita.

Proprio per questo, “I colori dopo il bianco” è un romanzo che consiglio fortemente, soprattutto ai giovani, a chi è alla ricerca della propria strada verso il futuro e la realizzazione, ma anche a coloro che si sentono spersi, disorientati, in un periodo della propria vita, in cui ci si sente rinchiusi in un tunnel senza luci, senza apparentemente via d’uscita.

Libro I colori dopo il bianco
Libro I colori dopo il bianco

Il romanzo di Nicola Lecca può risultare utile per riuscire a trovare se stessi e a migliorarsi. Grazie al suo ottimismo, alla sua natura coinvolgente e alla sua forza, “I colori dopo il bianco” incita a lottare contro gli ostacoli interiori che non permettono di vivere pienamente e in armonia con se stessi e il mondo che circonda, per vincere e finalmente essere liberi e felici. 

Questo libro insegna il famoso precetto dell’ homo faber ipsius fortunae, la forza dell’uomo di essere superiore al destino, perché la propria esistenza e il corso della vita non devono essere pilotati dal destino, dalla sorte, ma da se stessi: l’uomo è artefice del proprio destino, del corso degli eventi.  

Questo precetto è stato ben illustrato dall’autore: Silke, grazie al sostegno di una serie di personaggi, che si prendono cura di lei, riesce a combattere la sorte, a ottenere ciò che il destino ha tentato di portarle via, prendendo in mano la sua vita e vincendo contro tutto e tutti. 

La morale che dona il romanzo fa riflettere, offre il coraggio di combattere contro qualcosa che apparentemente è più grande di noi e per questo invincibile.

L’esortazione è quella di mettersi in gioco, di essere forti e motivati, di rinascere, anche in un’altra città, se tutto appare morto attorno e dentro di noi, perché solo noi siamo gli artigiani del nostro destino, in qualunque momento.

Sara Erriu

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