Figli del Terrore: ”Generazione Don Chisciotte”

Ripensare il Terrorismo

Il teatro del terrore imbastito dai frequenti atti terroristici dev’essere giudicato nella consapevolezza che ‘’uno strappo nel cielo di carta’’, direbbe Pirandello, si è verificato.
Certezze e chiavi di lettura fino ad ora funzionanti devono essere riformulate.

Un nuovo personaggio si è aggiunto a questa compagnia itinerante.
Un protagonista cresciuto all’ombra dei ‘’martiri’’ fanatici e completamente ciechi dell’Is, figlio dell’abisso senza fondo dell’odio puro verso la vita, che senza dubbio il terrorismo islamico ha contribuito a diffondere insegnando a barattare sofferenza con altra sofferenza.
Questo nuovo teatrante, assoluto protagonista, è la Follia.
Il passaggio all’atto chiaramente psicotico, al pensiero onnipotente. Passaggio che porta a negare l’esistenza di una realtà univoca e comune.

La natura della Violenza stessa è cambiata subendo la stessa deriva psicopatologica: ha perso il suo ultimo barlume di luce, non conosce più argini etici, tanto meno razziali, ma si esprime unicamente come serva della morte. Ciò a cui assistiamo sono manifestazioni di odio nei confronti della vita, intesa in tutte le sue declinazioni, capaci di mettere da parte la parola di Dio, anche del più severo: si uccide in nome della propria illusione, in nome del proprio Nome, della propria onnipotenza allucinatoria, si combatte per la propria causa in un culto disperato del proprio Io. 

 

In cosa consiste un’allucinazione ?

Per Freud rappresenta un modo estremo per evitare la frustrazione imposta dalla realtà, negandola furiosamente e cinicamente.
Allucinare significa annichilire, non lasciar traccia di ciò che ci risulta indigesto. È il battito di palpebre che separa la Realtà dal sogno e che inghiottisce come un buco nero tutta la materia circostante: passanti mai incontrati prima, visi anonimi, esistenze.
Tutti condannati alla medesima sorte.

Per questo motivo, le vicende sulla Promenade des Anglais a Nizza, quelle nella Baviera tedesca, quelle di Istanbul, della stazione di Düsseldorf e per finire di Londra non possono essere interpretate nei termini di una vocazione al martirio né ad un’ancestrale purificazione, ma solo come atto senza una Meta, che si sottrae ad ogni legge e senso.
Un gesto rifrangente che si specchia soltanto nell’ideale del carnefice.

Si intuisce che dal punto di visto socio-culturale si stia vivendo un periodo fitto di strappi e ri-allacciamenti, attraversato dal fiume del cambiamento che travolge tutto ciò che si frappone al suo corso.
Sono crollate le colonne dell’esistenza che domina l’Occidente, quella materialista e quella Narcisistica. Due facce della stessa medaglia ma che sembra essere stata coniata in epoche diverse e in climi culturali diametralmente opposti.
Da una parte il crollo dei valori, talaltra l’ossessiva restaurazione, il pensiero libero e autocritico contro il dogmatismo, un mondo patinato che si copre il capo con un foulard di seta solo per gusto e malinconia di Grace Kelly opposto a una repressione austera e spesso a una realtà filtrata dalla maglia a nido d’ape di un Burka.

 

L’esercito ”Don Chisciotte”

I profili dei ‘’nuovi’’ terroristi sono quelli di emarginati sociali, menti fragili in cerca dell’occasione per dare un senso alla propria vita.
Il gesto che genera terrore può rendere infatti un’esistenza anonima finalmente nominata e ricordata, pubblicizzata dalla cronaca. Vittime come tanti dei mali del nostro tempo, alle prese con l’instabilità, la povertà, le differenze, il pregiudizio e in assoluto l’ignoranza che adombra ogni speranza.

Spesso giovani, giovanissimi, e di conseguenza maggiormente esposti alla crisi in un momento della vita cruciale, che deve emanciparsi dalla ‘’madre buona’’ presente durante l’infanzia ma non ancora irrobustiti dalle spine dell’esperienza – sono Don Chisciotte moderni – .
A volte trascinati in mondi fantastici da certe letture – come per lo stesso Cervantes- , dove i deboli hanno la meglio sui forti, i torti vengono ripagati a dovere e i fantasmi della mente trasformano bizzarrie in minacce, cosicché  i mulini a vento diventano giganti e greggi di pecore un esercito di Arabi schierati.

Allo stesso modo si può rileggere quando accaduto lo scorso Luglio in un centro commerciale di Monaco: quei bulli che anni addietro si erano imposti con violenza contro un coetaneo iraniano, come in un sogno ad occhi aperti, ora non possono scampare ai colpi di un arma, non possono sfuggire alla vendetta dei torti subiti, sono prigionieri dell’incantesimo.

Scrive Massimo Recalcati, ‘’Una volta Sartre scrisse che furono i nazisti, durante la loro occupazione della Francia, a far conoscere ai francesi il vero senso della libertà. Si può dire oggi lo stesso del terrorismo? Sarà questa l’occasione per farci assumere davvero, senza incertezze e tentennamenti, gli Stati Uniti d’Europa come il nostro destino più proprio? ’’.

 

Che sia questa la soluzione dell’incantesimo?

 

Gabetta Filippo 

 

Rispondi