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Il viaggio di 10’000 miglia del canadese scomparso

Cinque anni di viaggio e 16mila chilometri alle spalle

Il canadese scomparso cinque anni fa è stato ritrovato a migliaia di chilometri di distanza in una città dell’Amazzonia. Sembra che abbia compiuto la maggior parte del viaggio a piedi.

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Il ritrovamento dopo cinque anni dalla scomparsa

Anton Pilipa, 39 anni, che era stato visto l’ultima volta dalla sua famiglia nel 2012, è stato ritrovato mentre vagava a piedi nudi e privo di documenti nei pressi di Manaus, la capitale dello stato dell’Amazzonia, in Brasile. Il fratello Stefan ha riferito ai media dei problemi psichici di Anton, il quale aveva iniziato un trattamento per la schizofrenia poco prima di scomparire.

L’avviso di scomparsa di Anton Pilipa, 2012, Canada

Sembra che Anton abbia attraversato due continenti a piedi e a tratti in autostop, sopravvivendo di accattonaggio ed elemosinando cibo.

«Sono contentissima che sia vivo e del fatto che se la sia cavata per così tanto» – ha dichiarato la madre alla CBC. «Ho vissuto in uno stato di angoscia per tutto il tempo, continuando a chiedermi “Dove sarà Anton?”, “Che cosa gli sarà successo?”»

I dettagli del viaggio rimangono incerti. Il tragitto per 16mila chilometri è stato riportato direttamente dalle parole di Pilipa una volta tornato a Vancouver, dove abita.

 

 

Un viaggio alla Into the Wild

Dopo aver attraversato gli Stati Uniti, Anton avrebbe attraversato almeno altri 10 confini tra stato quali Messico, Honduras, Guatemala, Panama e Colombia. Secondo la famiglia, Anton sarebbe stato diretto verso Buenos Aires, in Argentina dove, a quanto dice lo stesso Anton, sarebbe stato respinto presso la Biblioteca Nazionale. Da qui la decisione di tornare verso nord, in Brasile.

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Il viaggio di Anton Pilipa da Vancouver al Sud America

Anton fu in primo arresto per accattonaggio registrato a novembre dalla polizia brasiliana nello stato della Rodonia.

Helenice Vidigal, un’agente Brasilo-canadese di stanza dice: «Ero certa non si trattasse di un senzatetto dalla sua postura e dal suo comportamento. Era molto diverso da quello cui siamo abituati». L’agente di polizia riesce a rintracciare la famiglia di Anton, ma quest’ultimo fugge dall’ospedale dirigendosi verso la jungla. «Quella è un’area in cui vivono molti animali pericolosi, dai giaguari ai coccodrilli. Avevamo paura potesse esser stato attaccato e mangiato» – continua l’agente Vidigal.

 

Due settimane dopo, Anton viene ritrovato lungo l’autostrada che costeggia la città di Manaus. L’agente Vidigal si mette in contatto con la famiglia attraverso i social media

 

Di nuovo in Canada

Viene aperta una campagna internet per pagare il viaggio di ritorno ad Anton e per l’affitto di un appartamento a Toronto. In pochi giorni vengono raccolti più di 12mila dollari. La famiglia Pilapi – dice Anton – è di matrice pauperistica.

Una volta rimpatriato, Anton viene prima arrestato a causa di un reato commesso nel 2011, poi rilasciato su cauzione.

Tony Tracy, un amico di famiglia, scrive sul sito della fondazione anti-povertà gestito dai Pilapi: “Sono felicissimo di sapere che il nostro caro amico Anton sia tornato in Canada illeso. Come tutti quelli che conoscono Anton da vicino e che hanno lavorato con lui in passato, la sua scomparsa mi aveva molto scosso”.

Questo articolo è stato tradotto dal quotidiano The Telegraph. L’articolo è opera di Nick Allen, Washington.

 

Gianluca Minuto

 

 

 

 

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