False notizie da scovare

Spacciatori di informazione, oppio clickbait e false notizie

Le notizie di Pinocchio: il proficuo mercato delle fake news

In tempi di Internet e di informazione online il mondo va veloce e le news si ricevono a tempo di ‘click’. Ma in questa frenesia tecnologica che ci assale, solo una cosa resta costantemente: le bufale. Nemiche dell’informazione pulita, si mimetizzano imperterrite e pronte a mettere in pericolo le nostre conoscenze. Così le fake news si fanno strada nelle nostre vite, accoltellando il buonsenso ed impossessandosi delle menti impreparate.

Facebook è la piattaforma delle notizie fake
Facebook: le notizie fake si condividono qui

#BastaBufale non è solo un hashtag

Domenica 2 aprile è andato in onda un servizio de ‘Le Iene’ sul business nascosto dietro alla diffusione di bufale. Lo spunto è nato dalla storia di una ragazza, completamente estranea ai fatti, che ha trovato la propria foto con l’ex compagna come copertina di un articolo sull’ omicidio di un bambino. Inutile sottolineare lo sgomento e il timore che una simile trovata può causare ai danni dell’interessato in questione. Ed imbarazzante il malriuscito tentativo di difesa, colorito di qualche immancabile ammiccamento omofobo, del furbo promulgatore di notizie come questa. Una dimostrazione concreta del tipo di persone  che gestiscono la divulgazione di notizie false, per divertimento. O meglio ancora, per andare “contro il sistema”, dato che va tanto di moda dirlo.

Ma poco più di un mese fa la iena Matteo Viviani aveva realizzato un servizio simile, riguardante un altro “bufalomane”. Un vero e proprio imprenditore delle bufale online, che accoppiando sfrontati titoli clickbait ad un giro di pubblicità ricavava non pochi profitti. Sì, perché l’unico interesse di chi gestisce questi siti e pagine internet è il puro, assoluto guadagno.

Per gli imprenditori della finzione non esiste coscienza che impedisca di prendersi gioco degli altri utenti del web. E proprio questi ultimi, ahimé, sembrano cadere ogni giorno nella trappola delle notizie lampo, dimostrando poco senso critico. Così, con scarsa astuzia, condividono e alimentano il mercato di fake news senza neanche accorgersene.

Lo sappiamo bene, maggiore è la libertà a noi concessa e maggiori sono i pericoli da cui dobbiamo proteggerla.  Soprattutto per quanto riguarda la comunicazione, che troppo spesso viene minacciata. Ecco perché l’ hashtag  lanciato dal programma è entrato in poco tempo nelle tendenze di Twitter. Ma #BastaBufale è anche un progetto, lanciato dall’ Onorevole Boldrini, per sostenere il diritto ad essere informati correttamente. L’ interessante iniziativa permette a tutti di essere coinvolti, attraverso la firma dell’appello online. Un’azione davvero semplice ma alla quale tutti dovrebbero dedicare qualche istante.  A dimostrazione del fatto che la volontà di ricevere un’ informazione pulita c’è, la consapevolezza su dove e come cercarla – forse – un po’ meno. 

A caccia di siti burloni

Ho deciso, non senza rammarico, di addentrarmi in uno di questi siti macinatori di falsità, per pochi minuti. Solo uno (perché di più non ce la faccio) e a giudicare da quel che vedo, il peggiore. Tralasciamo la sensazione di incredulità che mi ha fatto sentire come un pesce abboccato all’amo. E tralasciamo anche la tristezza con cui, ad ogni mio click, immaginavo una monetina cadere nelle loro ricche tasche. Ciò che mi si è presentato davanti è il paese dei balocchi degli stolti, il parco giochi dei creduloni.

Secondo questo variegatissimo website, che dalla grafica potrebbe benissimo sembrare una  testata qualsiasi, in un giorno sarebbero successe parecchie cose. In ordine sparso:

  •  UFFICIALE: MATTEO SALVINI SI DIMETTE DALLA LEGA
  • ULTIM’ORA: FURTO A CASA DELLA BOLDRINI, MALMENATI I DOMESTICI
  • ITALIA SVENDUTA, INTESA RAGGIUNTA: LA CINA ACQUISTA TRENITALIA
  • GENTILONI: ‘DOPO I VOUCHER ABOLIREMO ANCHE I CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO’

Insomma, un brainstorming di menzogne, un flusso continuo di fandonie ed inganni celati dietro a titoli provocatori e per nulla indifferenti. Una sagra della burla che, una volta raggiunto lo scopo di farti aprire l’articolo, si autodenuncia con frasi tipo:” Niente di ciò che è scritto è vero ma tanto si sa che nessuno apre gli articoli”. Oltre al danno la beffa, si direbbe.

 Uno stile che mi ricorda quasi quello fasullo ed ingannevole che solitamente finisce con un “Condividi se sei indignato”. Formula che è la specialità degli immigrati digitali over 40 e l’emblema della cattiva informazione.

Le finte notizie fanno male alla verità
Dove finisce la verità

Se sei indignato, non condividere

Un pizzico d’odio, una spruzzata di razzismo, un filo di omofobia ed il tutto condito con un po’ di frustrazione repressa e buona dose di populismo. Et voilà, ecco servita la finta notizia perfetta pronta ad essere gustata dai mangiatori d’informazione. Ma, per chi ancora non l’avesse capito, questa non è informazione.

Partiamo dal presupposto che informare significa molto semplicemente trasmettere una conoscenza o, in questo caso, una notizia. Se vogliamo essere informati correttamente non dobbiamo dunque lasciare che sia il fraintendimento a fare da padrone.

Siamo immersi nella società dell’informazione ma non dobbiamo condividere l’informazione più semplice e banale che si presenta davanti agli occhi. Se vogliamo essere sicuri di ciò che leggiamo e dimostrarci persone intelligenti, ecco tre consigli che possono tornare utili.

  • Se una notizia ci interessa particolarmente, verifichiamo il suo contenuto su più testate d’informazione. Più prospettive da cui leggerla danno maggiori spunti di riflessione.
  • Non affidiamoci alle pagine Facebook o simili che a prima vista sembrano essere la brutta copia di testate giornalistiche importanti. 
  • Quando leggiamo una notizia, stiamo attenti anche al modo e alla forma con cui è diffusa. Una foto o un pezzo da cui ricaviamo solo astio, risentimento e rabbia nei confronti di chiunque altro non sono fonti di informazione. Essere informati significa anche accrescere le proprie conoscenze, non fomentare l’odio.

Per cui, la prossima volta che dopo la lettura di una notizia sarete indignati, pensateci due volte prima di condividerla.

Carola Varano

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