inganno

L’Inganno

Misery non deve morire (1864 version)

La notte brava del soldato Colin Farrell


L’inganno di Sofia Coppola. Di Sofia Coppola

Ci sono pochi registi mainstream di cui io non abbia visto veramente nulla. Sofia Coppola fino a poco tempo fa era una di questi. Nessuno dei film (cinematografici) della regista figlia di Francis Ford mi era mai passato sotto mano. Sapevo solo che la Coppola è una che tratta a pennellate di rosa qualunque suo film, da Maria Antonietta a Lost in traslation. Ora ho visto L’inganno- NDR. Questo è forse il motivo per cui fino ad ora la Coppola l’ho ignorata. –

L’inganno, però, è riuscito ad attirare la mia attenzione per due fattori.

  1. L’idea di base della trama. Un soldato nordista ferito viene salvato da un gruppo di seminariste sudiste e con il passare dei giorni le seduce.
  2.  L’esistenza di un precedente adattamento del romanzo da cui è tratto, diretto da Don Siegel e con protagonista Clint Eastwood.

 Da una parte la regista rosa, dall’altra un’idea avvincente. Se leggete questa recensione è facile capire cosa abbia vinto tra le due cose.

Quel pomeriggio in Mississippi

Il punto 2 si riferisce a La notte brava del soldato Jonathan, che dicevamo è un film di Don Siegel (Invasione degli ultracorpi, La grande fuga) con Clint Eastwood, degli anni ’70. Se conoscete un po’ questi due vi renerete conto da soli che il rosa non è proprio il loro colore. Questo adattamento precedente, uscito cinque anni dopo la pubblicazione del romanzo, punta molto di più della versione di Coppola sull’ossessione che il bel soldato genera nelle ragazze dell’istituto. Potremmo tranquillamente accostare nei temi la versione del 1971 a Misery non deve morire.

Questa è la macrodifferenza tra i due film, ma non è la sola e ce ne sono altre altrettanto importanti. Ecco alcuni esempi. Da ora in avanti per comodità userò Beguiled per parlare del primo film e L’inganno quando parlo del film di Coppola

L’utilizzo del sonoro

  • L’inganno utilizza principalmente suoni all’ interno della storia, come ad esempio il canto degli uccelli o il rumore degli insetti, e gli inserti musicali sono quasi tutti eseguiti dalle ragazze del collegio al piano o al violino. 
  • Beguiled si affida invece a musiche quasi oniriche, completamente distaccate dalla realtà, che danno al film un’aria più inquietante e irreale, come se la storia del bel soldato fosse soltanto un incubo.

Lussuria

  • Sarebbe stato fin troppo facile, nel 2017, puntare su un pubblico di ragazzini, ipersessualizzando una storia che è di base così “scabrosa”. Invece paradossalmente la versione più recente è quella che appare più puritana, dove il sesso non c’è.
  • In Beguiled invece il sesso è volutamente volgare, si vede, lo si sogna e lo si racconta con dialoghi e flashback, che ancora di più ci fanno scendere in fondo in questo onirico viaggio.

SPOILERT ALERT. La gamba.

Entrambi i film hanno una scena di amputazione. O meglio uno dei due ha una scena di amputazione, l’altro ha un accenno all’amputazione, che però troviamo già avvenuta con l’uso del montaggio. Ennesimo esempio di una privazione che la Coppola fa alla carne nel suo film

Fazzoletto blu sul cancello

Il problema de L’inganno è essenzialmente questo. Il lavoro di privazione del film sulle emozioni e sui corpi rende il tutto poco umano e troppo composto. Un film che dovrebbe parlare di passione tra un uomo e una o più donne che manca di questo elemento “sanguigno” non può considerarsi riuscito. Gli attori non si sprecano a creare vera empatia tra di loro, il desiderio sessuale è invisibile, sia quello di Colin Farrell nei confronti di Nicole Kidman/Kristen Dunst/Elle Fanning, che quello della di lui innamorata. Un altro punto a sfavore del film è la sceneggiatura che non riesce a reggere le immagini, a volte splendide e ispirate in qualche modo ad Auguste Renoir. Ancora un esempio, sebbene SPOILEROSO, può aiutarci a sostenere questa tesi.

Qui parte lo SPOILER

Nel finale le donzelle decidono che è il momento di liberarsi del nostro Colin, benissimo. Avveleniamolo coi funghi, pensano, ottimo. Quando però glieli servono a cena questi funghi, non lo dicono alla loro amica Kristen Dunst. Ci sta perché lei avrebbe svelato il segreto, ma quando quest’ultima si sta per servire lei stessa i funghi le amiche le ricordano che a lei i funghi non piacciono. Lei ha un’epifania ed evita di mangiarli, evitando così di morire. Geniale. Sono le amiche a ricordarle che a lei i funghi non piacciono e a salvarle l’amica. Geniale

Insomma, la mia prima esperienza con Sofia Coppola non mi ha particolarmente invogliato a recuperare tutto quello che mi sono perso. La ritengo una regista migliore di quanto sia come scrittrice, che riesce a comporre delle belle immagini ma che non riesce a dare al film una vera anima. Non sempre i pregi dei padri (Francis Ford) ricadono sui figli.

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