Non è possibile intervistare Kellyanne Conway

La “first lady ufficiosa” che si è inventata i fatti alternativi è dannatamente difficile da intervistare.

A febbraio 2017 Vox ha fatto uscire un video dove spiegava come  Kellyanne Conway riusciva a fregare regolarmente i media.

Ma prima di tutto, chi è Kellyanne Conway?

Viene definita First Lady ufficiosa perché Melania, la moglie di Trump, è rimasta a New York con il figlio Barron e non è mai sembrata troppo interessata ad una carriera politica. Tutti pensavano che sarebbe stata sostituita dall’intraprendente figlia Ivanka ma così non è stato. Davanti ai riflettori è finita Kellyanne Conway.

Prima donna a condurre e vincere una elezione presidenziale negli USA, è subito diventata consigliera di Donald Trump ed è una delle poche persone a poter entrare nello studio ovale senza essere annunciata.

È l’unica funzionaria ad essere protetta dai servizi segreti oltre a Trump e Pence. Il suo nome in codice è Blueberry perché nell’84 è stata Miss New Jersey Blueberry Princess. Ha anche vinto il titolo di World Champion Blueberry Packer per l’abilità di impacchettare mirtilli.

Tutto vero

America First

Secondo Molly Ball è l’architetta occulta del Trumpismo perché dopo la sconfitta di Mitt Romney nel 2012 aveva portato avanti un sondaggio che dimostrava che essere più aperti sui temi dell’immigrazione, come credevano i repubblicani, non era davvero la soluzione.

La Conway era infatti prima di tutto una sondaggista e nel 1995 ha fondato la sua propria agenzia. Nel 2014 aveva pubblicato un sondaggio dove diceva che c’era una buona parte di elettorato che voleva politiche di immigrazione più restrittive. Il frame doveva essere “America first”.

Così mentre i repubblicani cercavano un modo per piacere di più ai Latinos che li avevano snobbati nel 2012, la Conway puntava la working-class bianca che aveva disertato le urne. Quando il ciclone Trump è arrivato, gli altri erano troppo indietro per recuperarlo.

Il candidato dei bad hombres ha vinto le ultime elezioni, Kellyanne aveva ragione.

We have some bad hombres here and we are going to get them out

Trump al femminile

Secondo Olivia Nuzzi Kellyanne Conway è la versione femminile di Donald Trump. Competitiva e scaltra ma anche opportunista, prima di lavorare con l’attuale presidente era nello staff di Ted Cruz e aveva accusato Trump di essere volgare, non presidenziale e altre nefandezze.

Questo non le ha impedito poi di entrare nel suo staff e di vincere le elezioni ma la parte più difficile doveva ancora arrivare.

Kellyanne Conway viene definita dalla Nuzzi come affascinante e magnetica e non ha timore a presentarsi davanti alle telecamere. Il problema è che facendolo si trova a dover difendere un uomo che cambia opinione nel giro di poche ore e tweetta a tutto spiano dopo aver guardato Fox News. 

La Conway non si è scoraggiata ed è passata all’attacco. Dai fatti alternativi al mai avvenuto “massacro di Bowling green” la consigliera di Trump ha portato avanti la sua lotta contro i media. 

Kate McKinnon di Saturday Night Live l’ha interpretata così

Il caso Flynn

Non sempre la Conway è riuscita a trionfare. La situazione più complessa nella quale si è trovata riguardava Micheal Flynn e i suoi rapporti con il presidente.

Il 13 febbraio 2017 il generale Micheal Flynn si è dimesso per aver mentito al vicepresidente Pence sulle sue telefonate all’ambasciatore russo prima della vittoria delle elezioni. Poche ore prima delle dimissioni la Conway aveva detto ai giornalisti che Trump aveva piena fiducia in Flynn lasciando pensare che non ci sarebbero state le dimissioni.

I fatti quella volta la hanno smentita così velocemente ed evidentemente che non è riuscita a manipolarli e qualcuno ha cominciato a dire che forse non era così vicina a Trump come si credeva.

Nonostante questo Blueberry continua ad essere adorata dai supporter di Trump, anche più della figlia Ivanka che in campagna elettorale sembrava prepararsi al ruolo da First Lady ufficiosa. 

Who says that lying is not an art?

Torniamo al video di Vox che trovate qui. Carlos Maza ha parlato con Seth Gannon, definito un maestro dell’oscura arte del combattimento verbale. Ha evidenziato 4 tecniche che la Conway usa durante le sue interviste.

  1. Ad ogni domanda cerca un’apertura per sviare il discorso e preferibilmente dipingere il governo come vittima. Le aperture sono spesso delle parole chiave che può ripetere per collegarsi al discorso ma allontanarsi dalla domanda.
  2. La Conway è molto educata, i giornalisti hanno molte domande e non sempre molto tempo. Interrompere non è bello e non tutti lo fanno. Qualche giornalista deve necessariamente passare alla domanda successiva senza aver ottenuto una risposta.
  3.  Lo scaricabarile. Kellyanne Conway non partecipa allo sviluppo di politiche nella Casa Bianca. A volte, quindi, può semplicemente dire “non lo so” o “non ero presente”.
  4.  Ultimo ma non per importanza: inventarsi qualcosa. Questa è forse l’abilità più grande della Conway, se di abilità stiamo parlando. La consigliera di Trump è uno degli esempi più evidenti di quanto i fatti nella nuova amministrazione contino meno. Ben venga l’era della post-verità.

Secondo Maza e Gannon, dunque, ascoltare la Conway non ha senso. Dovrebbe servire a capire meglio cosa stia facendo il Presidente ma confonde solo di più le idee.

Il suo lavoro principale rimane quello di ostacolare e confondere i media, anche a costo di diventare lei stessa una notizia. Se ha ragione Kate McKinnon, la cosa potrebbe addirittura non dispiacerle.

Matteo Gabbrielli

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