Istanbul: cambia la concezione di ‘Sicurezza’

L’ultima strage terroristica ad Istanbul ci deve far aprire gli occhi sul concetto di sicurezza

Istanbul, una nuova scia di sangue

La strage consumatasi ieri ad Istanbul è solo l’ultima della serie di attentati verificatisi negli ultimi due anni. Francia, Germania, Stati Uniti e Turchia sono stati solo gli ultimi teatri di tragedie perpetuati dalla guerriglia, perché di fatto è di questo che si tratta, jihadista. Le imponenti misure di sicurezza non hanno attenuato la violenza del colpo. A questo punto sorge lecita la domanda: perché?

L’ultima strage

 Accade tutto in pochi minuti. Nella notte tra il 2016 e il 2017, un uomo non ancora identificato irrompe in una popolare discoteca sul Bosforo. Apre il fuoco con un’arma automatica. La conta dei morti arriva a 39, numerosissimi i feriti. Un cane sciolto, è questa l’ipotesi più accreditata dalle autorità turche. Si erge maestosa dietro l’ennesima strage l’ombra dell’Isis. Nessuna rivendicazione, per il momento. Inutile domandarsi il movente, follia e odio trascendono ogni ipotesi logica. Il contrattacco dell’estremismo islamico è oramai tristemente noto a tutti.

Il governo turco

Difficile avere a che fare con la controinformazione dettata da Ankara. Erdogan, infatti, a seguito del presunto golpe di pochi mesi fa, ha disposto un no comment generale ed  ha imposto il più assoluto silenzio stampa degli organi d’informazione, web incluso. Una misura precauzionale, ma per chi? È comunque evidente che l’intento sia quello di non aderire al credito passivo prodotto dalla guerra mediatica intrapresa dagli jihadisti 2.0 censurando e controllando ogni informazione sul caso. Tattica, questa, controversa al punto da far presumere l’ipotetica implicazione turca nei panni sporchi del Medio Oriente. Nulla di nuovo, comunque.

Alcuni parenti delle vittime fuori dall’obitorio di Istanbul

La sicurezza non è quella che conosciamo

Interessante il dato relativo alle misure di sicurezza adottate ad Istanbul, in particolare, e in tutte le principali città europee ed americane. Le statistiche presentano infatti la città turca, ultimo teatro di violenza, come la prima classificata per densità di agenti per abitante. Questo dato è rimasto invariato da settembre, ovvero due mesi prima dell’attentato nel quartiere Besiktas in cui persero la vita 29 persone e ne rimasero ferite 166 in seguito all’esplosione di un’autobomba. Si evince quindi che la vera contromisura efficace e possibile per contrastare questo tipo di terrorismo – già conosciuto in Europa negli anni della Resistenza, delle Brigate Rosse e dei vari movimenti indipendentisti in Spagna, Francia, Regno Unito e Irlanda – sia quella dell’Intelligence. 

Sicurezza o Privacy

Inutile girarci intorno, per la nuova frontiera della sicurezza interna è necessario rinunciare alla privacy. Telefonia, mail e social network sono la chiave per prevenire tali eventi. Alternative? Solo l’educazione al multiculturalismo, una direzione molto più ragionata sul lungo periodo.

Gianluca Minuto

 

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