Nadal

Esiste un vero rivale di Nadal sul rosso?

Rafael Nadal è il più forte tennista sulla terra rossa e quest’anno lo sta dimostrando in maniera inequivocabile. Ci possono essere alternative?

The King of clay. Rafael Nadal è il re della terra battuta. Senza ombra di dubbio il migliore di tutti i tempi su questa superficie. Lo dice il campo. Lo notano gli avversari. Lo ammettono le glorie del passato. Lo riferiscono le statistiche. A partire dal 2005 si è rivelato nel complesso l’assoluto dominatore dei tornei su terra battuta. Su 12 Roland Garros 9 sono state le vittorie. 10 su 13 al Masters 1000 di Montecarlo, 7 su 12 sul meno amato Masters 1000 di Roma. E ancora, 10 su 13 sul 500 di casa a Barcellona. Un complessivo di 51 (cinquantuno) tornei vinti sulla terra battuta, record assoluto. Una media vittorie-sconfitte sulla terra in carriera di 375-34 (92%). E tutto questo a 30 anni. Impressionante, inarrivabile, inespugnabile.

Un inizio di 2017 senza gloria

La stagione 2017 non era partita nel migliore dei modi per il tennista maiorchino. Il cemento e Federer, l’avversario di sempre, non gli sono stati tanto amici, concedendogli nessuna possibilità di vincere i tornei di inizio stagione. Le critiche sul maiorchino sono piovute abbastanza frequenti, senza troppo andare a analizzare le difficoltà che il 2016 gli aveva lasciato e senza troppo prendere in considerazione la sua scarsa propensione verso il cemento. I commenti erano sempre ingenerosi: incredibilmente in difficoltà nei confronti dello svizzero; incapace di sfruttare le opportunità fornitegli dal calo Djokovic-Murray; poco pronto a reggere il ritmo che il cemento impone.

Finalmente la terra

Ma poi arriva l’amata terra, classico terreno di caccia di ogni anno dello spagnolo. E con la terra arrivano anche le prime due vittorie dell’anno, al Masters 1000 di Montecarlo e al Masters 500 di Barcellona. E così da criticato che era, oggi è divenuto oggetto di lodi a dismisura, essendo queste due vittorie il decimo trofeo conseguito in entrambi i tornei, cosa che a nessun maschio è mai riuscita in qualsiasi torneo ATP. Il maiorchino va col pilota automatico su questa superficie, conosce perfettamente le tempistiche di rimbalzo della palla, conosce il ritmo dello scambio. Sa quando attaccare, quando difendersi, quando insistere sul diritto o sul rovescio avversario, quando concedersi momenti di pausa e quando imporre la propria intensità allo scambio. Una macchina da guerra. Tutto questo fa pensare a un en plein sul rosso che mai si è permesso: lo slam parigino, i tre Masters 1000 (Roma, Madrid e Montecarlo) e il 500 di Barcellona. Quanto è fattibile la cosa? Sarebbe la vera  e propria consacrazione, qualora ce ne fosse ancora bisogno, della sua onnipotenza.

Nadal e il premio
Nadal riceve il premio per il vincitore del torneo di Barcellona

Gli avversari: Federer

Il rivedibile valore attuale degli avversari poi fa supporre che più di qualche buona possibilità per Nadal ci sia. Contro il rivale Federer, protagonista unico della prima parte di stagione, il maiorchino si trova a giocare in casa, ovvero in una superficie che lui ama e che lo svizzero meno gradisce. Non solo, quest’ultimo ha deciso di saltare tutta la stagione sul rosso, per la più che giustificabile ragione di preservarsi, autoescludendosi dalla lista degli avversari per tutti i tornei tranne che per il Roland Garros. Così facendo, pur partecipandovi, Re Roger quasi di fatto si è tolto dalla forsennata corsa verso lo stesso slam sulla terra rossa. Chiaro, stiamo sempre parlando del più grande tennista di tutti i tempi, che fra l’altro risulta in ottima condizione, ma francamente le condizioni per poter impensierire Nadal sulla terra proprio non ci sono.

Gli avversari: Murray

L’attuale numero 1 del Ranking Andy Murray si trova invece in una situazione se possibile peggiore. La terra rossa non gli è mai piaciuta, ha sempre preferito altro, e di certo il suo livello di tennis non corrisponde alla sua attuale posizione del ranking. Da inizio anno non riesce ad esprimere il suo tennis migliore, concedendo svariate opportunità agli avversari e risultando remissivo nelle varie parti del match. La combinazione di questi due fattori influenza in maniera estremamente negativa i pronostici in suo favore sulla terra battuta.

Gli avversari: Djokovic

Poi c’è Djokovic. L’unico su cui è pensabile spendere qualche soldino per una vittoria tra masters e slam. Sebbene da quasi un anno non sembra trovare le giuste motivazioni per potersi esprimere su livelli quantomeno accettabili,  il serbo sembra l’unico in grado di contrastare lo strapotere e il ritmo di Nadal. Il suo stile di gioco e la sua vittoria l’anno scorso al Roland Garros ce lo impongono. Tra l’altro il recente licenziamento di tutto il suo team, può far pensare a un cambiamento di rotta in positivo. Però stiamo parlando di un tennista che ha faticato e sta faticando contro qualunque avversario sin dall’inizio dell’anno, mai ritrovandosi nella propria identità. È quantomeno difficile si riprenda in tempo per il Roland Garros.

Gli atri avversari

Gli altri infine si sono dimostrati dei semplici sparring partners all’ascesa del maiorchino. La prima parte della stagione sul rosso ha sì arricchito di notevoli spunti la crisi Djokovic-Murray, ma ha anche evidenziato come oltre i sopra menzionati ci sia veramente poco. Fatta eccezione per eventuali exploit dei vari Wawrinka, Thiem o Goffin, tutto il resto della ciurma non può fare altro che assistere all’ascesa incontrastata di Nadal. Anche da qui perciò gran poche sorprese e soprattutto gran pochi specialisti della terra battuta.

Qualche speranza per gli altri

In tutto questo c’è da ricordare che Nadal ancora non è appieno il fenomeno assurdo che si vedeva sulla terra qualche anno fa. È il basso livello degli avversari che lo fa apparire così performante. Da non dimenticare è anche il fatto che di per sé anche l’anno scorso aveva vinto i primi due importanti tornei sulla terra, salvo poi capitolare nei tornei successivi, concedendo l’onere della vittoria a dei ritrovati Murray e Djokovic. C’è da tenere presente infine che il tennis di Nadal è sempre dispendioso e non c’è sempre da scommettere che durerà.

La storia?

Queste però rimangono semplici ostacoli a un en plein che in ogni caso è probabile avvenga. Gli avversari sono troppo deboli fisicamente e mentalmente per poter confrontarsi col Nadal della terra. L’impressione è proprio quella che solo Nadal possa perdere i prossimi tornei, che sia lui stesso a decidere se vuole vincere o meno. Tutto può accadere, chiaro, ma sinceramente si vedono pochi pertugi.

E poi si scriverebbe la storia, la prima Decima in uno slam…

Filippo Tessarollo

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