Kylian Mbappé, ti devo delle scuse.

Gli applausi scrosciano, i paragoni si sprecano, i complimenti si moltiplicano: Mbappé è senza dubbio il giocatore del momento.

Al giorno d’oggi, bastano poche affinità tra giocatori attuali e passati per far scattare immediatamente il paragone: la nazionalità, la prima squadra professionistica, un goal segnato. Il “caso MessiMaradona” fa storcere sempre un po’ il naso a chi ha visto giocare Diego. Quello tra Donnarumma e Buffon tiene banco da più di un anno, da quando cioè il baby milanista ha iniziato a difendere i pali rossoneri. Il calcio cambia però così velocemente che risulta semplicemente impossibile confrontare due giocatori, anche se a distanza di pochi anni.

 

Non nominare il nome di Henry invano.

L’ultimo paragone ingombrante in ordine temporale riguarda un ragazzino francese del Monaco, classe ’98: Kylian Mbappé, accostato sempre più spesso a Thierry Henry. “Ci risiamo” – ho pensato – “ecco che mi rovinano un altro idolo paragonandolo all’ultimo arrivato.” Mbappé avrà anche dimostrato grandi qualità, ma quando sento il paragone non posso che avvertire un brivido lungo la schiena e un leggero senso di sdegno. Al di là del palmarès, imparagonabile al momento per evidenti motivi, Tìtì ha rappresentato per la mia generazione di fanatici del pallone l’essenza del calcio, al pari di Ronaldinho, Beckham, Lampard e via dicendo. Cresciuti con gli spot di una nota bevanda gassata, tutti abbiamo provato ad imitare le gesta dei nostri idoli, ovviamente con pessimi risultati. Come può un ragazzino che gioca ad alti livelli da sei mesi, essere paragonato ad Henry, uno che nel calcio ha vinto tutto? Beh, ora la penso diversamente.

Il primo impatto.

Incuriosito dai continui elogi, decido di guardare una partita del Monaco e di giudicare da me. La partita che scelgo è Manchester City – Monaco, andata degli ottavi di finale di Champions. A fine gara, le considerazioni che credo di dover fare sono due.

La prima: il ragazzo non avverte minimamente la pressione. Ha una maturità mentale ancor prima che calcistica straordinaria per la sua giovane età, e questa gli permette di giocare un ottavo di Champions all’Etihad Stadium come se fosse nel giardino di casa. La tranquillità da veterano e l’intraprendenza e la spensieratezza giovanili lo rendono un giocatore interessantissimo.

La seconda…è che ricorda effettivamente Tìtì. È un pensiero totalmente involontario, che si crea da qualche parte nel mio cervello non appena Mbappè accende la luce e sfodera un pezzo di bravura. O quando parte da attaccante esterno palla al piede. Sento di dovergli delle scuse, come se potesse sentirmi, come se sapesse che l’ho screditato prima ancora di vederlo giocare.

Uno dei confronti più spettacolari degli ultimi anni: City – Monaco finisce complessivamente 6-6, favorendo i monegaschi per via dei goal segnati in trasferta. Di questi sei goal, due portano la firma di Mbappé.

Il giocatore.

Ambidestro, rapido, veloce, intelligente, malizioso. E si potrebbe andare avanti a lungo. La lista delle sue qualità attuali è infinita, quella delle potenzialità è lunga il doppio. Con Leonardo Jardim, il suo tecnico attuale, non può che migliorare in zona offensiva. Con il suo allenatore del futuro chissà. Mbappé può ricoprire ogni ruolo in attacco, anche se diventa letale quando lasciato libero di trovarsi da solo la posizione in campo. Le pretendenti in lizza per strappare l’enfant prodige dalla squadra del Principato sono innumerevoli e ovviamente pronte a tutto. La sua recente convocazione in Nazionale, seguita dagli elogi pubblici di Deschamps in conferenza stampa, rende oggettivamente complicata la sua permanenza a lungo nella squadra monegasca.

Deschamps ha recentemente dichiarato: “Arriverà il suo momento, ha ancora margini di miglioramento notevoli.”

A questo punto, in preda ad un flusso di pensieri senza controllo, la mia mente cinica mi pone un immagine ben precisa in testa: Mbappé che esulta all’Emirates, con una maglia bianca e rossa diversa da quella che attualmente indossa. Sulle spalle, sotto il suo cognome, non c’è però il numero 29…

Luca Guerri

One thought on “Kylian Mbappé, ti devo delle scuse.

Rispondi