La metamorfosi è servita

La metamorfosi è servita


La metamorfosi può essere interpretata come processo di trasformazione tra la realtà percepita e la sensibilità dell’individuo. Si tratta di un meccanismo di sintesi particolarmente visibile attraverso l’arte che da sempre conferisce dignità anche ai soggetti più banali, che fanno parte del nostro quotidiano. La fotografia salva dall’oblio, la poesia conferisce immortalità. Linguaggi diversi possono trasformare oggetti semplici e trascurabili, in qualcosa di bello, di duraturo, di essenziale.

L’atto di cucinare è una metamorfosi, l’atto di fotografare e scrivere è renderla immortale.


       

Pomodoro – Bloody Mary

Solanum Lycopersicum: Gli aztechi ci adoravano per il nostro nutrimento, i francesi invece per i figli che ispiravamo loro. Niente altro che bacche rosse siamo, sperse e sparse tra gli orti e i ricettari del globo. Dal secolo scorso, spremuti e mescolati all’ebbrezza, ispiriamo la pozione che scende corposa le gole dell’uomo e poco dopo risale su, fino alla testa. È qui che per gli umani comincia la festa.


Mirtilli – Marmellata

Vaccinium: Dai sottoboschi settentrionali della Terra ai chioschi succosi di tutto il mondo, finanche i banconi dei moderni sciamani. Violacei arbusti maggiaioli, cresciamo enormemente minuti fino all’agosto che rinfresca la mente e seduce il corpo in una faticosa spossatezza umidiccia.


Limone – Limonata

Citrus Limon: Figli dell’unione di antichi fratelli, il pomelo e il cedro. Componenti perpetui di pozioni miracolose, volgiamo gialli sguardi al sole. Maltrattati fino all’ultima goccia, gettati tra orrifici rifiuti, ma sempre grati a noi sono questi stupidi umani.


Pistacchio – Gelato al pistacchio

Pistacia: Tosti e tostati, prima dalla natura poi dall’uomo, arriviamo da un tempo e da un posto lontano. Il luogo è orientale, la Persia e, il tempo, ormai non lo ricordiamo più.


Fragola – Mousse alla fragola

Fragaria: La primavera, quando inizia a bagnarci delle sue lacrime per la fine dell’inverno, ci abbellisce e ci prepara al futuro rapimento. Prima i gialli semi acheni, poi il rosso gonfiore che pavoneggiamo fiere. A loro, gli umani, non importa come che siamo, quel che conta è il desiderio che in loro soddisfiamo.


Avocado – Guacamole

Persea americana Mil: Dal caldo tropicale del Nuovo Mondo saliamo dalla terra portando, penzolanti, i nostri frutti, dapprima che dei nostri padri fosse fatta tabula rasa. Ora, del tempo presente, siamo Stelle adorate. Non c’è uomo, maturo o acerbo che sia, che manca d’averci tra le sue braccia.


Cioccolato – Cioccolata calda

Theobroma Cacao: Prima di Colombo, primo uomo a deliziarsi di me, furono gli Olmechi, prima ancora, i Maya. Pagane popolazioni che per assoluta adorazione si riferivano alla mia specie come cibo degli dèi.


Uova – Crema pasticciera

Ōvum: Siamo il paradosso più antico del mondo che né noi, né i nostri padri, sappiamo risolvere. Protetto da fragile corazza ci pulsa dentro la vita che, in migliaia di modi, la natura, a volte complice dell’uomo, sprigiona sulla terra. E così via…


Fotografie a cura di Giulia Fuisanto

Testi a cura di Ramon Bocca

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