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La proposta di legge contro propaganda fascista: posizioni e considerazioni

Il ddl Fiano contro la propaganda nazifascista: cosa prevede

In questi giorni si sta discutendo alla Camera la proposta di legge di Fiano che riguarda la punibilità di comportamenti ed espressioni fasciste. Il M5s parla di liberticidio. Le destre sono insorte. Vediamo nel dettaglio cosa prevede questa proposta.

La discussione alla Camera dei Deputati è iniziata lunedì 10 luglio. La proposta di legge è arrivata da Emanuele Fiano (PD). Si chiama “Introduzione dell’art. 293-bis del Codice Penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista”.  L’articolo è il seguente:

«Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:

Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

Ma nel nostro ordinamento esistono già leggi in materia di propaganda nazifascista? Sì, due nel particolare. La prima è la Legge Scelba, L. 20 giugno 1952, n. 645, che prevede l’apologia del fascismo come fattispecie di reato. Più nello specifico questa legge colpisce “le associazioni e i gruppi di persone volti a riorganizzare il disciolto partito fascista e in particolare la costituzione di un’associazione, un movimento, o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque che persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista”. L’altra legge vigente è la Mancino, L. 25 giugno 1993, n. 205, che sanziona i comportamenti legati all’ideologia nazifascista che incitano alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, religiosi o altri ancora.

Lo scopo di questa proposta è quello di far apparire come fattispecie di reato tutta una serie di comportamenti che inneggiano al nazifascismo e che non sono già previsti all’interno di queste due leggi.

Commemorazioni per la morte di Benito Mussolini a Predappio

Critiche e posizioni

Le critiche sono arrivate subito. In particolare il M5s parla di “legge liberticida” in un parere consegnato alla commissione Affari costituzionali. La critica mossa è quella di introduzione di un reato d’opinione, che sarebbe inconciliabile con il nostro assetto democratico.

Altri affermano che sia una furba manovra di Renzi per cercare di attirare al Partito Democratico il bacino elettorale di sinistra. Poi probabilmente è stato fatto un altro calcolo: esporsi contro una legge antifascista è rischioso. E anche se fatto con argomenti validi, diviene un facile argomento di attacco politico. Ma queste considerazioni lasciamole ai beceri dibattiti televisivi e ai tête-à-tête su Twitter.

In ogni caso le posizioni che si possono assumere sono sostanzialmente due.

La prima è quella di schierarsi dalla parte del concetto di democrazia. Ed è quella che ha preso il M5s in Parlamento. La proposta di legge può essere letta in chiave di reato d’opinione. E se dunque la libertà d’opinione è un baluardo di uno stato democratico, che lo distingue da una dittatura, non può essere limitata. Proposta bocciata.

Dall’altra parte c’è chi accoglie il nuovo articolo. Il ragionamento in questo caso si rivolge a come è nata la democrazia in Italia. Senza dubbio il parto costituzionale italiano è avvenuto in chiave fortemente antifascista. La consapevolezza dei padri costituenti nell’elaborazione del testo costituzionale era quella di non voler ripetere l’esperienza fascista dei precedenti vent’anni.

Comunque sia ci sono due aspetti da tenere bene a mente. Il primo è che “legge contro la propaganda nazifascista” non è uguale a “tabù”. Si deve comunque continuare a parlare di fascismo e di nazismo, si devono comunque continuare a confrontare (e confutare) queste idee politiche. Si devono tenere gli occhi puntati sulla storia.

Il secondo è che questa proposta attacca direttamente ed esplicitamente anche la propaganda sui social. E considerando quanto i social stanno influenzando la politica, è un elemento su cui riflettere.

Samuele Nardi

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