La superiorità di Cavs e Warriors fa bene alla NBA?

Percorso netto

La settimana appena trascorsa ha mandato in archivio i primi due atti delle finali di Conference NBA.

Se ad Ovest, gli Warriors hanno faticato, beneficiando anche dell’infortunio di Leonard, per portarsi sul 2-0 contro gli Spurs, lo stesso non si può dire per i Cavs ad Est: +57 punti di scarto in due gare al TD Garden di Boston.

In questo momento, le due finaliste 2015 e 2016, hanno lo stesso identico record: 10 Ws e 0 Ls. Frutto dei due sweeps al primo turno e in semifinale (rispettivamente contro Portland e Utah ad Ovest e contro Indiana e Toronto ad Est) e del già citato record di 2-0 nelle due finali di conference.

(Quasi) niente sembra poter frenare il percorso netto delle due squadre fino alla scontatissima Finale NBA che le vedrà sfidanti.

Lascio valido quel “quasi” per due motivi, uno per parte: il recupero fisico di Kawhi Leonard da una parte e una fiammata di Celtic Pride dall’altra. Se volete giocarvi due euro, andrei più sulla prima ipotesi.

Ad Ovest, infatti, la serie si sposta in Texas, a casa degli Speroni. Altro fattore che, insieme alle abilità di coach Pop, potrebbe garantire ancora un paio di vittorie a San Antonio. Non fosse che…gli Warriors visti finora in WCF non sono sembrati ancora a pieno regime. Basterà qualche accelerata per chiudere con un altro sweep? Pronostico personale: 4-1 GS.

Ben diversa la situazione ad Est: si vola alla corte del Re, prossime due gare casalinghe per i Cavs. Dopo aver espugnato con una superiorità imbarazzante il parquet biancoverde, nulla sembra poter suggerire una frenata del LeBron migliore mai visto. Pronostico: 4-0 Cavs.

Risultati immagini per lebron isaiah game 1
Non proprio l’idea giusta per restare “aggrappati” alla serie per i C’s

16-0: record possibile?

Il miglior record all-time dei playoff è dei Los Angeles Lakers: 15-1 complessivo nel 2001, unica sconfitta in Finale NBA contro i Philadelphia 76rs di un’irreale Allen Iverson.

Cavs o Warriors riusciranno a fare meglio? Difficile, quasi impossibile. Anche nel caso in cui una delle due riuscisse a presentarsi in Finale NBA con 12-0 di record. Il motivo è presto detto: le due squadre si conoscono, stanno dando vita a una versione moderna della rivalry Celtics-Lakers anni 80 e, soprattutto, non sono troppo diverse in termini di valori.

Tornando ai già citati Lakers del 2001, questi si presentavano con uno Shaq al suo meglio supportato dal miglior Kobe “giovane” e da un supporting cast di tutto rispetto. Dall’altra parte, per i 76rs, oltre ad un AI stellare, poca, pochissima roba.

Risultati immagini per la lakers 2001 phila
La famosa passeggiata di Iverson su Tyronn Lue, attuale coach dei Cavs, nel 2001

Cleveland e Golden State, invece, sono molto più equilibrate: due squadre diverse, che giocano due tipologie di basket, in certi momenti, quasi antitetiche. Eppure i valori sono molto vicini e, salvo catastrofi, dovremmo poter godere di altre NBA Finals lunghe e combattute. Credo nessuna delle due possa pensare di chiudere la serie prima di, almeno, gara 6.

L’epoca dei super-team

Ma il prodotto playoff, con una finale già scritta, piace alla NBA? Non lo sapremo mai anche se l’aver, in un qualche modo, incentivato la creazione dei cosiddetti “super-team” sembra suggerire che la cosa fosse quantomeno preventivata dalla gang di Silver.

Definire i playoff 2017 noiosi, viste le sole due gare 7 a cui abbiamo assistito finora (con vittorie, rispettivamente, di Utah sui Clippers e Boston sui Wizards) è scontato ma anche poco intellettualmente onesto. Abbiamo assistito alla rimonta di Utah, alla battaglia tra Harden e Westbrook, alla maratona di emozioni tra Boston e Washington, alla “solita” risposta degli Spurs.

Tutti temi di sicuro interesse. Tuttavia, l’appassionato di questo sport vuole vedere più gare possibili e godere dell’adrenalina che solo i risultati incerti ti possono dare. Tutto quello che vi ho già citato sembra essere un mero accessorio rispetto alla definitiva Disputa Guerrieri vs Cavalieri.

Da questo punto di vista, sembra che la NBA abbia puntato tutte le sue fiches sul format “Rivincita Golden State”.

Ci sono stati momenti storici, vedasi Boston dei Big Three o Lakers di Kobe&Pau, in cui la Lega ha, più o meno chiaramente, ostracizzato la creazione di squadroni in stile Real Madrid Galacticos. Oggi, invece, Silver sembra vedere come una benedizione la presenza contemporanea di più superstars nello stesso roster, in modo da poter offrire, plausibilmente in Finale NBA, il miglior prodotto possibile ai propri utenti.

Risultati immagini per warriors 2017
I 4 All-Star di Golden State

Si possono equilibrare le ambizioni di squadra con il Draft?

Il Draft NBA è sempre stato considerato il meccanismo adatto per livellare, a medio-lungo termine, la Lega.

Aldilà delle abilità di ciascun GM, della fortuna/sfortuna, delle annate con più o meno talento, il meccanismo parte da un presupposto nobilissimo: dare la possibilità alle squadre più scarse di accaparrarsi i prospetti migliori per aumentare il loro livello.

Andando a vedere le probabili finaliste di quest’anno, ci troviamo davanti a situazioni ancora una volta antitetiche. Se Golden State presenta 5 giocatori draftati (+2, Clark e McAdoo, pescati fuori dai draft) per un totale di 7 uomini di formazione GS (46% del roster), Cleveland si limita a 4 giocatori pescati direttamente dal draft (James, Irving, Thompson, più Felder via Atlanta) pari al 25% della propria rosa.

Risultati immagini per rookie cavs
Degli sbarbati Tristan Thompson e Kyrie Irving, scelta numero 4 e 1 al Draft 2011

A questo punto sembra conti il giusto poter scegliere i propri uomini il prima possibile e farli crescere a casa propria, le variabili sono troppe per poter prevedere il livellamento auspicato. Citofonare a casa San Antonio, dove non vedono una scelta tra le prime 10 dal 1997 (Duncan con la 1) senza mai rischiare di perdere di competitività.

Vedremo l’anno prossimo, con la prima scelta in mano ai Boston Celtics finalisti di Conference, se avremo una Contender in più grazie al Draft, riequilibrando marginalmente il duopolio Warriors-Cavs.

Intanto, come sempre, aspettiamo con ansia l’evento tanto desiderato da Adam Silver: Golden State 2K17, la vendetta. Per vedere se sarà consumata o meno, Re permettendo, dobbiamo aspettare qualche giorno: il primo giugno si inizia!

Daniele Mengato

Rispondi