LaVar Ball e i suoi ragazzi sono qui per cambiare il mondo

Battere Jordan in uno-contro-uno? Facile

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Le Stats di MJ coi Bulls vs le Stats di LaVar a Washington State

Se anche voi avete pensato che LaVar Ball sia stato quantomeno offensivo quando definì suo figlio Lonzo, una pointguard al primo anno a UCLA, migliore di Steph Curry, beh, non avete sentito ancora nulla.

“All’apice della mia carriera avrei ucciso Michael Jordan in uno-contro-uno” ha detto il quarantanovenne Ball, il quale si porta appresso una stazza da 201 cm per 122 kg e una lingua ad essa proporzionata. Il più vecchio dei Ball ha speso il suo tempo a cercare di vendere il figlio come la futura stella per la moda e a punzecchiarsi con l’ex-star NBA, ora analyst per TNT, Charles Barkley.

Il tutto è stato registrato durante una recente intervista con USA TODAY Sports presso la cucina della casa di LaVar Ball, a circa 35 miglia da Los Angeles e, solo Dio sa, a quante miglia dalla realtà.

“Sarei sempre dietro (a Jordan) e lo toglierei dal campo chiamando un fallo ogni volta che mi tocca durante un gancio sinistro o destro” ha affermato Ball. “Non mi può fermare uno-contro-uno. Farebbe meglio a mettere ogni tiro perché non mi si potrà avvicinare. Non è veloce abbastanza. E potrà mettere solo tiri da fuori perché io segnerò ogni canestro sotto il ferro.”

Non importano molto le statistiche di Ball durante il suo anno a Washington State University (1987-88) nel quale fece registrare 2.2 punti, 2.3 rimbalzi di media prima di trasferirsi a Cal-State Los Angeles in cerca di maggior spazio. Nella stessa stagione nel frattempo, Jordan segnava 35 punti e catturava 5.5 rimbalzi di media a partita per i Chicago Bulls. Ed oggi è largamente considerato il più grande giocatore della Storia del Basket.

“Oggi in una partita 5 contro 5, (Jordan) potrebbe ancora fare qualche danno ma io non sarei da meno”, ha aggiunto Ball.

Air Jordan contro Aria Fritta: potrebbe essere il titolo per una resa dei conti, non che a Ball sembri interessare l’etichetta , a dir la verità.

Billion dollar boys

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Papà Ball con i suoi tre figlioli. Da sinistra: LiAngelo, Lonzo e LaMelo

Durante l’intervista, Ball ha affermato di essere pronto ad offrire Lonzo e gli altri due suoi figli – LiAngelo, liceale all’anno da senior con un contratto con UCLA già firmato, e LaMelo, al secondo anno di liceo e già con un impegno non scritto con la stessa UCLA – a Nike, Adidas o Under Armour per un accordo commerciale.

“Si parla di un miliardo di dollari,” secondo Ball. “Questa è la nostra cifra, un miliardo, senza ulteriori giri di parole. E non me li dovete dare tutti in una volta, bastano 100 milioni l’anno per 10 anni.”

I giovani Ball sono già pronti ad interpretare la parte – almeno i due che hanno già una patente di guida, Lonzo e LiAngelo, ciascuno dei quali, sempre secondo Ball padre, guida una BMW da 100.000$. Alla faccia di LaVar, di lavoro personal trainer free lance, e della moglie Tina, insegnante di educazione fisica alle scuole medie.

“Comprare un’auto da 100.000$ per i miei figli è nulla.” secondo il padre. “Non devo pagare i loro studiSto risparmiando più di un milione di dollari.”

I conti son presto fatti. La retta di UCLA per gli studenti statali è di 34.000$ all’anno che, calcolatrice alla mano, significa un risparmio di 400.000$ se ognuno dei suoi figli decidesse di stare a UCLA per i 4 anni di corso previsti. Lonzo, dopo un anno al college, si dichiarerà eleggibile per la NBA essendo già proiettato nella top-five delle scelte del Draft 2017.

Nel frattempo Ball padre ha rispedito al mittente la considerazione secondo cui i suoi commenti avrebbero un impatto negativo su Lonzo, il quale è stato eletto nel first-team all-American grazie alle medie di 14.6 punti, 7.7 assist e 6.1 rimbalzi a partita.

“Provano a distorcergli la realtà,” ha affermato LaVar. “‘Ah, ragazzo, tuo padre ti sta distraendo’. Cosa sta facendo? Suo padre non va a bordo campo con un hula hoop disturbandolo mentre tira. Quella è distrazione.'”

“Gli ho detto, ‘Figlio mio, parlare di te non vuol dire ferirti. Ferirti è darti una botta in testa.'”

Le parole del padre e le doti del figlio hanno eletto Lonzo allo status di celebrità. All’ultima partita di regular season, per esempio, si è concesso ad almeno una dozzina di foto. Chi di sicuro non sarà stato lì in giro a chiedere un selfie è Charles Barkley.

“So che puoi essere orgoglioso di tuo figlio,” ha dichiarato l’ex leggenda dei Phoenix Suns, “ma ad un certo punto diventa tutto stupido.”

Dimostrando di avere più chance in uno scontro verbale con Barkley che in uno cestistico con Jordan, Ball ha ribattuto su Fox Sports dicendo: “Se Charles la pensasse come me, forse avrebbe vinto un anello.” rincarando la dose su USA TODAY Sports con “stai parlando di un padre, come me, che parla troppo? Conosco molti padri che non sono per nulla presenti. Alcolizzati, ubriachi che aspettano che il figlio ce la faccia. Svegliati, figliolo, siamo poveri ora, datti una mossa.”

A brand new Ball game

Apparentemente non si devono dare una mossa i fratelli Ball. La famiglia vive in una splendida casa con piscina in un quartiere residenziale tranquillo. Tranquillo finchè non c’è LaVar nei dintorni. Il massimo della forma l’ha raggiunto il 4 marzo scorso al Pauley Pavilion, casa degli UCLA Bruins.

Di fronte allo spogliatoio di UCLA, dopo la vittoria di casa per 77 a 68 contro Washington State, Ball si è congratulato col coach del figlio, Steve Alford, in maniera quantomeno fantasiosa.

“Steve Alford!” ha esordito Ball. “Hey, stai bene? ho un fazzolettino per te.”

Era stata la Senior Night, serata in cui i Senior hanno disputato la loro ultima gara prima di abbandonare il college. Uno di questi senior, Bryce, è il figlio del coach e aveva appena disputato l’ultima gara. Coach Alford, all’entrata del figlio nell’arena prima della palla a due, non è riuscito a trattenere una lacrima. Lacrima non scappata all’occhio attento di LaVar.

“Per farmi piangere,” ha commentato Ball padre, “mi devi colpire almeno con un 2×4.” (un pezzo di legno di 2 pollici per 4. NDT)

La battuta finale ha fatto nascere risate a profusione nell’entourage dei Ball il quale è formato da:

  • Darren Moore, amico di famiglia che, secondo LaVar, è stato pagato dai Ball per vivere a Westwood (sede di UCLA) e seguire sempre Lonzo. Moore ha dichiarato di aver seguito ogni singolo allenamento e ogni singola partita dei Bruins in questa stagione.
  • Un fotografo-film-maker che documenta la vita dei Ball per un potenziale show TV.
  • Alan Foster, un altro amico di famiglia che aiuta i Ball a progettare una scarpa da basket da vendere sotto il nome del loro brand di abbigliamento sportivo: la Big Baller Brand.

Sul sito della marca di famiglia, bigballerbrand.com, trovate in vendita T-shirt da 60$, felpe da 70$ e cappelli fino ai 100$. In febbraio, LaVar ha dichiarto che UCLA gli ha intimato di togliere una foto di Lonzo dal sito per non compromettere l’eleggibilità del figlio.

Le regole NCAA infatti proibiscono agli studenti-atleti di usare il loro nome o la loro immagine per pubblicizzare, raccomandare o promuovere qualcosa in vendita diretta o che, in un qualche modo, possa essere legato ad un’attività commerciale. E la cosa non è andata proprio a genio a papà LaVar.

“Stavo per andare a dirgli, vestito Big Ballers, se avrebbero vinto il torneo senza mio figlio.” Ha dichiarato Ball. “Gli ho detto: ‘Fatemi dire una cosa ragazzi. Se vengo da voi, non sarà per farvi alcuna rimostranza o protesta. Sarà per prendermi mio figlio.’ E loro mi hanno ribattuto dicendo: ‘LaVar, non è per noi. E’ per USC.'”

Tim Tessalone, direttore dell’informazione sportiva di USC (University of Southern California, rivali statali di UCLA. ndt), ha confermato che USC ha contattato UCLA in merito al sito ma quest’ultima ha dichiarato di essere informata sui fatti e che si stava già occupando del problema. Sabato scorso, la NCAA ha rilasciato un comunicato in cui ha ribadito di aver lavorato con UCLA sulla questione e che nessuna azione sarebbe stata intrapresa contro Lonzo.

La famiglia Ball continua a vestire il loro marchio alle gare di UCLA e una delle t-shirt preferite da LaVar è blue, gialla e bianca. I colori dei Bruins. “Gli ho detto che continuerò a vestire i loro colori ma che questo non rappresenterà UCLA”.

“Hey, è davvero arrogante”

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LaVar, 201 cm, con la sua Tina, 190 cm: amore ad alta quota

Figlio di un bodyguard, Ball ha dichiarato di aver sviluppato i suoi modi impudenti crescendo a South Central Los Angeles. Oltre a questo, ha affermato di aver concepito l’idea dei suoi figli – tre giovani formati per diventare star del basket – prima di concepirli effettivamente.

“Ne devi avere tre,” sempre secondo Ball. “uno al centro e due ai lati.”

Ha dichiarato, inoltre, di aver conosciuto la partner ideale nel 1989. Tina, sua futura moglie, giocava nella squadra femminile di Cal-State Los Angeles e, particolare non di poco conto, era alta quasi 190 cm.

“Ero uno dei ragazzi più popolari dell’ateneo,” continua Ball. “Tutte le ragazze dicevano ‘Oh dio, è quello sbruffone con gli occhi verdi.’ e Tina ribatteva, ‘Hey, è davvero arrogante.’

“Quando l’ho vista per la prima volta nella hall, mi sono fermato e le ho detto: ‘Non so cosa faremo io e te insieme, ma siamo destinati a fare qualcosa.'” Era appena nata la saga dei fratelli Ball.

“Ovviamente la moglie deve avere un talento incredibile” ha dichiarato Kelvin Sampson, allenatore di Ball a Washington State. “L’unica cosa che mi ricordo di LaVar è che sembrava King Kong sul campo.”

Nonostante siano ancora meno formati muscolarmente del padre, i fratelli Ball stanno facendo parlare di loro sul campo almeno quanto sta facendo il padre fuori. In questa stagione Lonzo si è issato ai vertici della NCAA confermandosi uno dei migliori giocatori del paese, LiAngelo ha segnato 72 punti in una sola partita con la sua Chino Hills a novembre, superato da LaMelo in febbraio, con 92 punti messi a referto.

Ball padre ha dichiarato che sua moglie non è disponibile per le interviste ma che comunque si occupa completamente di tutto ciò che riguarda la formazione accademica dei ragazzi, delegando a LaVar gli aspetti atletici. A questo proposito ha dichiarato di aver iniziato ad allenare i ragazzi non appena hanno iniziato a camminare e, nel loro percorso, li ha messi davanti a giocatori più vecchi di loro anche di 7 anni.

Erano inarrestabili, secondo LaVar, e sarebbero potuti diventare grandi giocatori di football. Infatti sembra che Dennis Erickson, coach di football a Washington State, abbia chiesto a Ball di unirsi ai suoi per un allenamento primaverile, provandolo come tight end.

“Così sono andato all’allenamento e stavo solamente prendendo la palla ma ogni volta chiamavano un blocco. Ho detto agli altri ragazzi, ‘Dai ragazzi, non gioco con i placcaggi.”

“Erickson disse, ‘Oh tu sei fantastico ma LaVar, loro devono sapere che chiami un’altra giocata se non vuoi un blocco.’ Ok, hai questi ragazzoni, falli placcare. Ma ti dico questo, fuori dai quattro downs, voglio la balla due volte. Se non l’avrò due volte me ne andrò.’

“Mi disse che non lavorava in quel modo ma che sarei diventato una tight end da paura, e gli risposi: ‘No, sono solo uno buono.'”

Erickson ha dichiarato di non aver mai richiamato Ball ma di seguirlo e di conoscere tutto sulla sua “carriera” di padre da pallacanestro. “Come puoi aiutare e non farlo?”

Daniele Mengato

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