Le idi di Trapani: in Serie B non ci sono più le mezze stagioni?

Esattamente come nella scorsa stagione, il Trapani si prepara a vivere un finale di stagione che lo vede in piena lotta per il raggiungimento di un obiettivo insperato fino a qualche mese prima, confermandosi come una delle squadre più temibili da affrontare nel girone di ritorno. Ma, forse, il percorso indecifrabile del club siciliano racchiude un qualcosa che è comune a tutte le altre 21 contendenti e più in generale allo spirito del campionato.

Probabilmente, in cuor suo, Serse Cosmi ben sapeva che l’incredibile percorso compiuto dal suo Trapani nello scorso campionato non avrebbe avuto seguito. Una cavalcata trionfale, che aveva visto la squadra siciliana inanellare un filotto di otto vittorie consecutive (eguagliando il record detenuto dalla Juventus) ed attestarsi al terzo posto nella graduatoria finale, vedendo poi sfuggire una storica promozione in Serie A proprio sul più bello, al termine di una concitata finale play-off persa contro il Pescara. Le lacrime dell’esperto tecnico di Perugia al termine del match con gli abruzzesi parevano così doppiamente motivate, tanto dallo sconforto per il sogno svanito di regalare al Trapani la possibilità di prendere parte al massimo campionato per la prima volta nella sua storia, quanto dalla consapevolezza, probabilmente già aleggiante nei pensieri di Cosmi, che un exploit di quel genere difficilmente sarebbe accaduto di nuovo nella stagione successiva.

La disperazione di un inconsolabile Serse Cosmi al termine della sconfitta ai danni del Pescara di Massimo Oddo, qui intento a confortarlo.

Nuovo giro, nuova corsa: ripartire da un mezzo miracolo

L’andamento degli ultimi anni ha portato il pubblico e gli esperti a considerare la Serie B come una vera e propria lotteria, un campionato imprevedibile che sembra nato per trasgredire qualsivoglia pronostico abbozzato alla vigilia. Nella giostra dell’edizione 2015-2016 il Trapani si era ritrovato a recitare un inatteso ruolo di assoluto protagonista, incapace però di suggellare con la promozione un cammino straordinario. E come spesso accade, soprattutto in un campionato in cui il numero di certezze è inversamente proporzionale a quello delle molteplici incognite, le speranze di riconfermarsi da parte di una squadra che aveva visto lievitare quasi a dismisura le proprie ambizioni, vengono puntualmente disattese. Difficile dare continuità ad un progetto nato per centrare ben altri obiettivi, ma che il verdetto del campo ha catapultato in una dimensione del tutto inaspettata, da cui però era doveroso ripartire.
È ciò che sicuramente avrà pensato il neo-ds Pasquale Sensibile e, più in generale, tutta l’area tecnica, nel tentativo di allestire una rosa competitiva partendo dalla cospicua eredità della stagione passata. Raramente in questi casi la strada scelta è quella di una rifondazione ed anche in casa Trapani si è tentato di trattenere tutti i pezzi pregiati, riuscendoci però solo in parte. Il reparto difensivo è stato oggetto di un profondo restyling, in seguito alle partenze del portiere Nicolas e di due delle tre colonne portanti che avevano fatto le fortune dei granata nella scorsa manifestazione, Gennaro Scognamiglio e Romano Perticone. Queste, unite alla scadenza del prestito di Mirko Eramo, sono apparse le cessioni più dolorose, a cui ha fatto da contraltare l’inaspettata riconferma della tandem d’attacco composto da Nicola Citro e Bruno Petkovic, oltre al fantasista Igor Coronado, autentici trascinatori dei siciliani nella seconda parte di stagione dello scorso campionato. Nel complesso, il mercato del Trapani è stato giudicato, sulla carta, positivo da parte di tanti addetti ai lavori, tale da permettere ai granata quantomeno di riprovare ad attestarsi sui livelli dell’anno precedente. Ma, come spesso accade in cadetteria, in breve tempo i pronostici della vigilia finiscono per essere sovvertiti.
Nonostante le sensazioni positive che si avvertivano intorno al Trapani ed ad una sua potenziale possibilità di riconfermarsi quale candidata a fari spenti ai piani alti della classifica, destinata nella peggiore delle ipotesi ad un campionato incolore ma sostanzialmente tranquillo, l’inizio di stagione è coinciso con un vero e proprio incubo. Nel giro di pochi mesi, il destino ha provato a riprendersi tutto quello che aveva consegnato ai siciliani, catapultandoli nei bassifondi della classifica sin dalle prime battute del campionato in corso. La situazione è rapidamente degenerata e, proseguendo fino al giro di boa, il quadro è apparso sempre più desolante.

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Andata e ritorno: il caso del Trapani è una metafora della Serie B

Il Trapani  ha terminato la prima parte di stagione con il disarmante score di una sola vittoria, dieci pareggi e dieci sconfitte, per un totale di 13 punti (solo la Juve Stabia 2013-2014 ed il Grosseto nel 2012-2013 hanno fatto peggio nelle ultime cinque stagioni) ed una permanenza in Serie B  apparsa già compromessa già al termine di girone di andata, con l’ultima posizione valida per giocarsi la salvezza tramite i play-out distante ben otto lunghezze. Il disastroso ruolino di marcia non ha potuto che comportare la cessazione dell’idillio con Serse Cosmi, sollevato dall’incarico poco prima della sosta al termine di un periodo particolarmente turbolento anche dal punto di vista personale. Effettivamente, la fino a quel punto nefasta stagione in cui stavano incappando i siciliani pareva confermare in toto gli oscuri presagi del tecnico umbro, in lacrime al termine della corsa play-off. L’esonero del tecnico, unito alla separazione col ds Sensibile, ha costituito un importante crocevia rispetto alla necessità di dover archiviare al più presto ciò che a Trapani ha incarnato il successo e l’insuccesso nel recente passato, una rottura trasversale che porta con sé molti quesiti irrisolti.
Oggi, in concomitanza con la Processione dei Misteri, antica tradizione locale inerente le celebrazioni pasquali, il Trapani è chiamato a fronteggiare la capolista SPAL. Nulla di strano, se non fosse che, considerando i punti conquistati nel solo girone di ritorno, si tratta del match fra prima e seconda forza del campionato. Uno scenario a dir poco sorprendente, che rende lecito perseverare nella metafora religiosa: per il Trapani si è trattato di una vera e propria resurrezione.
Sotto la guida di Calori, la compagine siciliana sta riuscendo in un’impresa in cui pochi avrebbero creduto e si ritrova nella condizione di potersi giocare a pieno titolo una salvezza che definire insperata sarebbe apparso riduttivo fino a qualche tempo fa. Oltre a confermare l’insolito trend  di squadra che ama fiorire con le prime brezze della primavera, il caso del Trapani non può che dare adito a tanti interrogativi cui risulta difficile fornire risposta. Forse non è nemmeno detto che alcuni debbano per forza averne una. Il tentare di individuare quale sia la reale dimensione del club siciliano, ad esempio, rientra appieno in questa categoria: isolando quattro distinti momenti dell’ultimo biennio trapanese, corrispondenti ai gironi di andata e ritorno degli ultimi due campionati, si noterà che il Trapani ha concluso la sua corsa in posizioni assai disparate fra di loro: decimo, primo, ultimo e secondo. Vere e proprie montagne russe. E si parte dal presupposto che, come già specificato, la rosa non è andata incontro a smantellamenti o rifondazioni di sorta.

Quali conclusioni trarre dalla singolare esperienza vissuta dal club siciliano? Limitarsi a parlare del singolo caso potrebbe essere fuorviante. Comprendere cosa succeda a Trapani oggi significherebbe avere una chiave di lettura per tanti altri fenomeni simili. Non è detto che ve ne sia una, né tantomeno che nel caso possa rivelarsi universale.
Assurgere questa esperienza a manifesto, ad esempio-madre di che cosa costituisca la Serie B negli ultimi anni non sembra altrettanto ardito. Significa accettare la natura, le contraddizioni ed i verdetti di un campionato indecifrabile ben aldilà di qualsiasi valutazione tecnica, di meriti e demeriti di ciascuna squadra; dove se nemmeno la corazza più devastante può dirsi certa di centrare il proprio obiettivo, dall’altra parte, la fiammella della speranza è destinata a restare viva anche nei cuori del più disfattista dei tifosi. Chiedere a Trapani per ulteriori conferme.

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