Le “superlaureate” italiane che hanno girato il Mondo

Gli studenti della WBB hanno la laurea globale

Sono bolognesi le due ragazze che potranno dichiararsi superlaureate, e non si tratta di un complimento ma di un vero riconoscimento accademico del tutto innovativo. Maria Sofia Gazzotti e Beatrice Vaccaro, dopo il liceo classico sono state selezionate tra le matricole del nuovo progetto WBB (World Bachelor in Business). Si tratta del primo corso di laurea di primo livello che permetterà agli studenti di studiare e vivere in tre diversi continenti, col fine di conquistare una superlaurea spendibile in tutto il Mondo. Le tre Università che ospitano ed istruiscono gli iscritti del WBB sono: l’Universita’ Bocconi, la University of Southern California (USC) e la Hong Kong University of Science and Technology (HKUST).

Maria (in foto) e Beatrice, hanno vissuto in tre continenti diversi, sperimentando lingua, cultura e didattica. Rappresentano gli studenti figli della globalizzazione, che si muovono in un mondo senza frontiere con la mentalità di chi le frontiere non le ha mai conosciute.
Sin dal primo anno si sono trovate a condividere i banchi di scuola con alunni provenienti da tutto il Mondo, il clima multiculturale era evidentemente qualcosa di intrinseco nell’idea del progetto.  Il 47% degli iscritti al WBB appartiene a Paesi europei, il 37% è del Nord America, il 16% viene dell’Asia.
In quattro anni di studio a Los Angeles, Hong Kong e Milano, le giovani menti dei primi studenti studenti WBB sono state seguite da esperti e professori rinomati, uno staff che supervisionava la loro esperienza gestendola al meglio. Il primo anno del percorso avviene in America, il secondo si svolge in Cina ed infine si arriva a Milano. Il luogo degli ultimi 12 mesi, invece, lo sceglie lo studente.
Quello che si voleva ottenere era una totale immersione culturale, il solo studio non basta se ci si vuole riconoscere in una nuova nazione perfezionando non solo abilità linguistiche e teoriche ma anche psicologiche e sociali. Negli anni di formazione sono previste intense ore di studio, ma quello che potrebbe oggettivamente risultare un ostacolo è l’adattamento. Ebbene, se gli esami si superano studiando, come si affronta lo sradicamento dalla propria cultura con conseguente reintegramento in un’altra? Non dimentichiamo che tutto questo si ripete in un circolo che continuerà per quattro anni.

Le due giovani italiane si sono laureate quest’anno per la gioia di genitori ed amici. Hanno dei progetti molto chiari per il futuro e delle opportunità lavorative concrete da valutare. Hanno parlato della loro esperienza universitaria in modo positivo, sottolineando le difficoltà dell’adattamento e le gioie della scoperta. “Tre Paesi non sono più abbastanza”, dichiara una di loro.

Rispondi