Parlamento italiano

Legge elettorale: cos’è il ‘modello tedesco’

Come funziona la legge elettorale in Germania

La proposta più reale di legge elettorale che volteggia attualmente in Parlamento è quella del modello tedesco. Come funziona?

In Germania è stato adottato un sistema misto. Commistione tra proporzionale e maggioritario. La legge è in vigore dal 1956 e ha subito, negli anni, solo alcune riforme di lieve entità. L’elettore tedesco ha a disposizione due voti: il primo così detto “personalizzato” e il secondo che, invece, si attiene ad un sistema proporzionale.

Con il primo voto l’elettore sceglie un singolo candidato all’interno del proprio collegio. Vince il candidato che ottiene un voto in più degli altri: questa è la parte maggioritaria. Con il secondo voto invece si entra nella fase proporzionale: si sceglie una lista o un partito, con sbarramento al 5%. È questo il voto più importante, infatti i voti si riflettono direttamente sulla composizione parlamentare. Quindi se un partito ottiene il 35% dei voti (del secondo tipo) avrà diritto al 35% dei seggi in Parlamento.

Ma cosa succede se gli eletti del primo voto non corrispondono alla distribuzione del secondo? I deputati eletti vengono in ogni caso eletti. Ciò significa che anche se un partito presenta un numero maggiore di deputati rispetto alla quota che gli spetterebbe, tutti gli altri partiti ricevono ulteriori deputati, per mantenere la distribuzione delineata con il voto proporzionale.

Questo sistema applicato alla Germania è efficace, benché abbia sempre dato vita a governi di coalizione. Da una parte permette una rispettosa e precisa distribuzione di voti, garantendo una certa rappresentatività. Dall’altra stabilisce un rapporto forte e diretto tra rappresentanti e rappresentati attraverso la scelta del singolo deputato.

Questo sistema, però, è possibile in Germania perché qui la Costituzione non prevede un numero fisso di parlamentari. In Italia gli articoli 56 e 57 della Costituzione parlano chiaro. E per applicare un tale sistema misto in Italia bisognerebbe prima cambiare la Costituzione.

Sistema elettorale tedesco
Sistema elettorale tedesco

Sistema misto in Italia: Il Mattarellum

Anche l’Italia ha visto per alcuni anni una legge elettorale mista. Era il così detto Mattarellum, in vigore dal 1993 al 2005. Ha regolato le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001.

Cosa prevede il Mattarellum? Il territorio nazionale viene diviso in 475 collegi per la Camera e in 232 per il Senato. Ogni collegio è uninominale e si elegge un deputato o un senatore. Così, con questo voto diretto, si eleggono il 75% dei deputati e senatori. Poi entra in gioco il sistema proporzionale, per i restanti 155 deputati. La soglia di sbarramento qui è del 4%. I candidati eletti con il sistema proporzionale sono “bloccati”, ovvero decisi dai partiti e distribuiti in 26 circoscrizioni plurinominali.

Questa legge elettorale presenta una “falla”. Motivo per cui, tra l’altro, è stata criticata da Giovanni Sartori. Il Mattarellum permette ad una coalizione, che non è la più votata su base nazionale, di ottenere un maggior numero di seggi per un consenso meglio distribuito nei collegi.

Mattarellum e sistema tedesco a confronto

Con il sistema tedesco, a differenza del Mattarellum, le alleanze non sono necessarie. Infatti è il secondo voto a decidere l’attribuzione del numero dei seggi ai deputati eletti con il primo. Sarebbe necessaria solo una coalizione successiva tra due delle forze maggiori.

Da una parte quindi abbiamo un effettivo miglioramento della rappresentatività. La pecca è la maggioranza: non sarebbe di certo una maggioranza forte perché servirebbe appunto una grandissima coalizione.

La nuova Legge elettorale

Esiste però la possibilità di eventuali correttivi (anche in vista del fatto che, per il momento, il numero dei deputati è fisso). Si è proposta la prevalenza del secondo voto rispetto al primo. E’ stata proposta anche l’attribuzione di un premio di maggioranza, per superare il rischio della grande coalizione. Sono linee un po’ contrastanti perché se la prima muove in direzione proporzionale, la seconda lede la rappresentatività. La discussione si è ora aperta in Parlamento. E sembra che ne uscirà un sistema tedesco completamente rivoluzionato, con un solo voto uninominale. Si dovrà attendere la decisione della Camera e poi l’approvazione del Senato

Certo è che c’è una palese differenza tra Italia e Germania. I tedeschi hanno la stessa legge elettorale dal 1956. Noi brancoliamo in una cronica difficoltà a stabilire le regole del gioco. Ma la questione è sempre quella: al di là delle formule, ci vuole il consenso.

Samuele Nardi

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