Legittima difesa, l’Italia ancora non si decide

Legittima difesa, l’emendamento morto ancor prima di nascere.

 

Negli ultimi anni si sono verificati numerosi casi di vittime di rapine, che hanno pagato il prezzo della difesa con arresti, spese legali e condanne giudiziarie. Ma l’emendamento che avrebbe dovuto far fronte alla sicurezza dei cittadini sembra fare acqua da tutte le parti. Ricca di equivoci e soliti teatrini da parte della classe politica rappresenta l’ennesima legge naufragata ancor prima di essere approvata al Senato.

Un’altra legge che divide i partiti

Nonostante la legge sia stata approvata alla Camera il 4 maggio sembra non mettere d’accordo tutti. Lega e Forza Italia alla votazione alla Camera, muniti di cartelloni con su scritto:” la difesa è sempre legittima”, “io sto con le vittime” hanno espresso tutto il loro disaccordo. Salvini ha persino dichiarato che : “Questa legge è l’ennesimo affronto di un governo clandestino che arma i ladri e non difende i cittadini: quando la Lega sarà al governo farà una legge seria”. Allo stesso modo, Berlusconi si è espresso al riguardo dichiarando che:Il Pd e le altre forze di maggioranza non hanno saputo o voluto scrivere una legge che rispondesse davvero alle esigenze dei cittadini onesti, una legge in grado di tutelare le persone per bene, quando sono aggredite”.

Non potevano pertanto mancare le tensioni in Aula con Salvini che urlava alla vergogna, alcuni deputati di Fratelli d’Italia che si sono invece incatenati davanti alla Camera per “simboleggiare – ha spiegato la presidente del partito – la condizione nella quale versano gli italiani che saranno impossibilitati a difendersi da uno Stato sempre più vicino ai criminali che alle vittime”.

 

Le critiche sono arrivate anche dal M5S, che parla di “leggi scritte male”, e da sinistra, per lo più dagli scissionisti bersaniani di Mdp che hanno infatti votato contro, definendo la legge “un bluff contrario ai principi garantisti”, con il capogruppo Francesco Laforgia che ha commentato: “È un pastrocchio del Pd e un arretramento sul piano della civiltà giuridica”.

 


Oltre alle critiche sono però arrivati anche gli elogi, il ministro di Ap per gli Affari regionali con delega alla Famiglia Enrico Costa ha invece applaudito alla norma approvata: “È una nostra vittoria a tutela della famiglia”. Così come  il deputato Pd Walter Verini che ha elogiato il ddl, definendolo “un provvedimento serio a tutela cittadini, che irrobustice il concetto di legittima difesa ma all’interno dei principi della civiltà giuridica e della Costituzione”. Il  capogruppo dem Ettore Rosato si è invece espresso dicendo che: “C’è la possibilità di reagire, ma senza farsi giustizia da sé. Risponde a domanda di sicurezza dei cittadini ma senza Far West”.

La legge degli strafalcioni

CON “TURBAMENTO” NON C’E’ COLPA

 Non c’è colpa, dice la legge, se l’errore di chi si difende nella propria casa è conseguenza di un “grave turbamento psichico” causato dall’aggressione. Deve naturalmente sussistere una effettiva situazione di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale .

Assistenza legale a carico dello Stato.
Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.

 

Ovvero e il grande equivoco.

L’ennesimo problema di comunicazione che mette a rischio la tutela della legittima difesa.

Nell’emendamento viene specificato che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. La nuova legge amplia la legittima difesa in «reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno».

Un ovvero di troppo, la congiunzione che ha scatenato polemiche e che ha portato tutti a credere che la nuova legge sulla legittima difesa approvata dalla Camera, dia la possibilità di reagire a un’intrusione solo nelle ore notturne. Ma, se si esamina attentamente il significato dato dall’Accademia della Crusca, la funzione della congiunzione «  introduce si la spiegazione, la parafrasi, il chiarimento di un concetto precedentemente espresso o si collegano sinonimi o espressioni equivalenti, come ‘ossia’, ‘vale a dire’, ‘per meglio dire’» ma nel linguaggio giuridico-burocratico, che è poi quello adoperato nella stesura delle leggi, la parola ovvero ha quasi sempre una funzione di congiunzione disgiuntiva: «la congiunzione “ovvero” ha la funzione di unire diversi elementi di una proposizione o diverse proposizioni coordinate, attribuendo alla correlazione un valore di scelta equivalente, di alternanza indifferente, quindi come perfetto sinonimo di ‘o’ e di ‘oppure’».

Sostituendo la parola ovvero con oppure l’emendamento pare essere più chiaro e aver più senso […]«reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte oppure la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose oppure con minaccia o con inganno».

In tempo di notte

Un’altra frase che ha scaturito una diatriba inarrestabile è l’espressione in tempo di notte, Davide Ermini, relatore del Pd alla legge e avvocato ha spiegato che nel linguaggio giuridichese questo termine si distacca completamente dall’uso comune ed ha acquista un valore specififo:«”In tempo di notte” è la tipica locuzione che si usa nei testi per rappresentare una situazione di minorata difesa. Le ore notturne, con successiva disgiuntiva sono anche nel testo di Fratelli d’Italia e La Russa, e in quello Lupi-Marotta (Ap), quel riferimento è stato votato, con dichiarazione di voto della Gelmini, anche da Forza Italia e l’emendamento aggiuntivo sul quale abbiamo rotto con il centrodestra unito in Comitato dei Nove, di Molteni, non prevedeva la soppressione della locuzione. Era noto a tutto il Parlamento».

In ogni caso, lo stesso Ermini ha dichiarato che la legge al Senato verrà comunque modificata rendendo il linguaggio il più chiaro e comprensibile possibile in modo tale da non dover lasciar spazio a equivoci.

 

 

Quanti equivoci dovranno esserci prima di affrontare un tema così importante come la sicurezza e la difesa dei cittadini ? 

 

Grazia Scano

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