Ranieri: sogni o sei desto?

Tutti i sogni hanno una fine, anche i più belli. Ed il risveglio non è sempre dei migliori, tanto che spesso cerchiamo di riaddormentarci subito sperando di poter riprendere il sogno là dove era stato interrotto.

 

Chissà quante volte sarà successo ultimamente a Claudio Ranieri, che dopo aver conquistato con il suo Leicester il primo campionato d’Inghilterra nella storia delle Foxes, non riesce nemmeno lontanamente a replicare il cammino della passata stagione in campionato.

Non che qualcuno se lo aspettasse, ovviamente.

La Premier League 2015-2016 è stata una delle più bizzarre in assoluto ma era chiaro a tutti che la stagione successiva sarebbe tornata a rispecchiare i valori reali delle rose inglesi, con le solite 3-4 squadre a contendersi il titolo ed il Leicester a galleggiare nelle zone di metà classifica.

Claudio Ranieri e Wes Morgan alzano al cielo il Barclays Trophy.

Ma allora come mai quest’anno piovono critiche sull’operato dell’allenatore romano? E perché la squadra, pur cambiando poco, non gira più come l’anno scorso in campionato?

Il primo e fondamentale motivo è la mancanza di N’Golo Kantè, una figura a dir poco indispensabile per il gioco di Ranieri e, per caratteristiche e qualità atletiche, in generale per ogni squadra (non a caso quest’anno sta facendo le fortune del Chelsea, ora in vetta alla classifica). Il centrocampista francese è stato l’unico sacrificio eccellente del Leicester in estate, ma probabilmente anche il più importante.

Nel centrocampo del Leicester manca terribilmente un giocatore come Kantè.

Un’altra ragione determinante è l’appannamento offensivo di Jamie Vardy, che con i suoi 24 goal stagionali aveva trascinato le Foxes verso il traguardo, risolvendo più di qualche partita decisiva. Cosa che non sembra riuscirgli più quest’anno. La considerazione che sorge, anche se cinica, è che non si tratti di un giocatore realmente così forte e determinante ma piuttosto dell’uomo giusto, trovatosi nel posto e nel momento giusto.

Ranieri e Vardy a colloquio: i goal del numero 9 mancano tremendamente.

Terza ed ultima motivazione, se pur non meno importante delle altre, sono le diffuse aspettative troppo alte per una squadra modesta come il Leicester. L’alone di gloria ed invincibilità che i tifosi e gli sportivi in generale hanno cucito addosso a Ranieri e ai suoi giocatori sembra essere davvero eccessivo. L’obiettivo chiaramente perseguito dalle Foxes è la salvezza tranquilla ed in questo senso la squadra sta mantenendo un passo accettabile, se pur con qualche passo falso di troppo.                        

Ranieri deve quindi intervenire sulle teste dei propri giocatori invitandoli a mantenere i piedi per terra, sottolineando come l’annata passata sia stata un sogno meraviglioso ma che quest’anno la realtà è un’altra. E che, per sognare, c’è sempre la Champions League.

Luca Guerri

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