L’insostenibile scarsezza di Vangioni

E’ il primo acquisto della campagna di mercato estiva 2016 del Milan. Quasi una premonizione di come sarebbe andata l’estate rossonera

Non sono mai stato troppo infastidito dai colpi a parametro zero di Galliani. Nonostante gli sfottò, nonostante la presunta povertà che essi dimostrano, si tratta di acquisti in cui la possibilità di perderci è minima e di guadagnarci è massima. L’acquisto di Leonel Vangioni, svincolato dal River Plate, sicuramente non aveva scaldato il mio cuore, ma nemmeno lo aveva frantumato. D’altronde, da tifoso rossonero, qualsiasi nuovo colpo di mercato è stato sempre per me fonte di gioia (piccola o grande che sia). Anche solo per curiosità. Per tutti i nuovi acquisti è sempre stato così. tranne per i prestiti secchi: ho sempre sperato non ci abbassassimo a quel livello. Mi rendo conto che sia un mio problema, ma ho una forma di orgoglio (interpretabile anche come fissità mentale) che li considera “imbarazzanti” per una società come il Milan.

Mi sono allontanato, però, dalla questione principale. Vangioni, dicevamo. Viene presentato come uno dai piedi buoni, che sa crossare e tirare bene. Si sorvola sulla fase difensiva, ne capiremo i motivi in futuro.

Si presenta e si infortuna, saltando tutto il precampionato e togliendoci la possibilità di vederlo all’opera nelle classiche amichevoli tipo Trofeo Tim e Audi Cup. Inizia il campionato e lui, al rientro dall’infortunio, prende possesso del suo comodo posto in panchina che non abbandonerà per circa sei mesi. Oggetto misterioso, le voci dicono che Montella non abbia la minima fiducia in lui e che presto verrà rispedito oltreoceano. Oppure al Genoa, visto che Galliani e Preziosi ne fan pochi di affari insieme. Ma il calcio è strano: il Milan ha 5 terzini e Vangioni, manco a dirlo, è il quinto. Una maledizione colpisce gli altri 4 che ad uno ad uno cadono. Si salva solo Abate, che mezzo acciaccato, è costretto a giocare contro il Bologna. Dall’altra parte, ecco l’esordio di Vangioni.

Nonostante l’immagine sia sfumata, si può intravedere un Vangioni in lacrime consolato da Zapata. Il motivo è la grande vittoria del Milan a Bologna, firmata Pasalic.

Non è stata la sua caparbietà in allenamento, la fiducia del suo allenatore o le pretese della dirigenza a renderlo titolare, ma gli infortuni dei compagni

Non gioca bene. Ma la prestazione discutibile, viene nascosta dall’eroica vittoria rossonera sotto di due uomini. Non essendoci alternative e visto che la mascotte aveva portato fortuna, Vangioni viene riproposto dal primo minuto contro la Lazio, in una difesa orrorifica completata da Gustavo Gomez, Zapata e Abate. Non inizia nemmeno troppo male, poi viene ammonito severamente. Vive il cartellino giallo come un autogol e non si riprende più. L’azione tramite la quale la Lazio si procura il rigore dell’1 a 0, parte da un numero di Felipe Anderson nei suoi confronti. E’ imbarazzante il modo in cui affronta il brasiliano, lasciandogli fare semplicemente tutto.

Ho giocato diverse volte terzino nella mia vita. Il terzino nella difesa a 4 non è un ruolo in cui puoi andare troppo di fantasia. Hai delle regole che devi seguire. Hai il tuo spazio delimitato di azione – la fascia – di solito devi preoccuparti prima di difendere e poi di attaccare. Poi dipende dalle tue capacità, ma c’è un insegnamento base che penso tutti i terzini del mondo conoscano. Se hai un avversario tecnico e veloce, pericoloso nell’uno contro uno, non dargli la possibilità di prendere velocità, non dargli la possibilità di prendere nemmeno la palla se possibile. Stagli sempre attaccato. Lo sanno tutti i terzini del mondo tranne uno, Leonel Vangioni.

Come se per una qualche ordine giudiziario non gli fosse permesso di avvicinarsi al brasiliano, Vangioni lascia continuamente minimo 5 metri di spazio al buon Anderson. Il brasiliano, quasi incredulo, lo salta con una ripetitività meccanica. Allora Vangioni, in questa sfida a scacchi in cui gli rimangono solo re e cavallo contro regina, torri e tutto il resto, cambia strategia. Prova ad aspettarlo, a non tentare l’intervento, ad indietreggiare quando Anderson corre. Furbata, così Anderson ha la possibilità di distribuire assist ai compagni e tirare. Il Milan la sfanga e pareggia miracolosamente, nonostante i 23 tiri totali dei biancocelesti. Sul pareggio c’è anche la mano di Simone Inzaghi, che all’86’ toglie Felipe Anderson per mettere Lombardi: palese dimostrazione di compassione.

Vangioni, ripetutamente saltato nel primo tempo, sceglie un nuovo modo per affrontare Anderson: non farlo. L’idea è: “facciamogli fare quello che vuole, basta che non mi salti”. La Lazio, da quella fascia, creerà 4-5 ottime occasioni. In questo caso, solo pochi centimetri non permettono a Milinkovic-Savic di realizzare il tocco decisivo.

Dopo averlo visto all’opera con la Lazio, prego di non vederlo mai più giocare nel Milan

Io ci spero, Montella è uno furbo. Metterà Poli, uno che si sa adattare e svolgere discretamente qualsiasi ruolo. Mi ricorda il Padoin della Juve, Poli, è perfetto per fare il terzino in casi di estrema necessità. E questo lo è.

Ma Montella, ed è una delle prime volte in questa stagione, mi delude. Dentro Vangioni. Cerco di trovare delle motivazioni nella mia testa, magari gli ha insegnato come marcare un avversario, magari con la Lazio è stata una giornata no. E anche col Bologna lo era.

Ma niente, altra partita, altro disastro. Questa volta è Chiesa a rendere la sua fascia un parco giochi personale. Oltre a lasciar fare al giocatore viola tutto quello che un’ala vive per fare, durante la partita con la Fiorentina il buon Vangioni aggiunge un’altra giocata al suo palmares: tenta un’improbabile dribbling subito fuori l’area di rigore, facendosi ovviamente rubare il pallone da Chiesa. Il Milan vince e la sfanga di nuovo, saranno 18 i tiri della squadra di Sousa al termine della gara.

Uno dei pochi interventi sul pallone di Vangioni durante Milan-Fiorentina. Chiesa, a parte in quest’occasione, sarà abilissimo nel nasconderglielo e il terzino argentino sarà abilissimo nel non trovarlo

Perché ho voluto scrivere un articolo così duro?

Penso che il compito del giornalismo sia cercare di dire le cose come stanno, senza valutare rischi e vantaggi delle proprie affermazioni. Vangioni, in queste tre partite, si è rivelato un terzino scarso. O se volete l’espressione più diplomatica, non adatto ad un campionato come la Serie A. Può essere per fattori psicologici, può essere che si riprenderà, può essere che diventerà un difensore di ottimo livello. Il calcio è bello anche per questo, le squadre cambiano, i giocatori cambiano e le previsioni lasciano il tempo che trovano. Il caso Emerson Palmieri lo dimostra, uno dei tanti brutti anatroccoli del calcio diventati cigni. Bisogna però uscire dall’ottusità culturale di non andare ad giudicare (dare giudizi è fondamentale in questo campo) un evento, una prestazione, un calciatore, solo per paura dei contraccolpi o delle figuracce future che ne conseguirebbero.

E ancora di più, di rimanere ancorati alla valutazione di un giocatore, come se il giocatore stesso sia qualcosa di immutabile, che non cambia e non può cambiare. I giocatori, scarsi o forti che siano, cambiano. Le nostre valutazioni devono saper mutare col mutare dei calciatori stessi.

Alfredo Montalto

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