L’onda, la storia non è un gioco: il libro

Recensione de L’onda, la storia non è un gioco

Quando un esperimento può spiegare efficacemente un fenomeno storico



Da non molto è trascorso il giorno della memoria e, in occasione, ci teniamo a proporvi una lettura piuttosto coinvolgente, ma soprattutto efficace per comprendere al meglio il fenomeno del nazismo.

Il libro che consigliamo è L’onda, la storia non è un gioco, dello scrittore statunitense Todd Strasser conosciuto specialmente per curare la letteratura per ragazzi. Questo volume – poco più di 150 pagine – non è indirizzato soltanto ad un pubblico giovane, ma a tutti, a coloro che hanno bisogno di esempi pratici per comprendere a pieno un fenomeno che, da piccola goccia d’acqua si può trasformare in un’onda in grado di distruggere tutto, senza essere più gestibile.

L’onda, la storia non è un gioco, infatti, è ispirato ad una storia vera, ad un esperimento accaduto realmente nel 1969, in California, alla Cubberley High School di Palo Alto, dove l’insegnante Ron Jones ha voluto realizzare un gruppo, una specie di setta all’interno della sua classe, per spiegare le dinamiche alla base della costruzione di un gruppo solido ed efficace, dove non vige la regola della razionalità, ma della coercizione velata. 

Come si sviluppa la prova del professore? 

L’onda, la storia non è un gioco si sviluppa dall’incomprensione, da parte di una classe liceale di Palo Alto, della ragione per cui il nazismo abbia avuto così tanto proselitismo e soprattutto così tante morti in un tempo relativamente breve. I ragazzi non capiscono davvero come tanto orrore si sia potuto consumare, come nessuno abbia protestato e come ognuno sia rimasto fedele al Fuhrer, compresi i militari, i diretti esecutori.

A seguito di tale situazione, perciò, il professore Ben Ross mette in atto un esperimento molto efficace per chiarire le idee dei suoi alunni: viene creato un movimento dal nome L’onda e vengono poste semplici regole da rispettare. Il gruppo che viene a formarsi, pian piano, diventa sempre più solido e forte, per via della sua costruzione ben pensata e dal motto incisivo La Forza è disciplina, la Forza è comunità, la Forza è azione.

L’esperimento, di lì a poco, raggiunge il suo obiettivo, fino all’apice e oltre nel momento in cui i ragazzi, ormai ben coesi, scelgono perfino di evitare le altre lezioni, per seguire soltanto quelle del professor Ross, rivelandosi inquadrati e addirittura violenti.

Come è possibile intuire – alla stregua del fenomeno del nazismo – il movimento diventa ingestibile dalle singole persone, fino a evolversi da sè e non essere più controllato. Ad accorgersi delle reali valenze e delle conseguenze che l’esperimento del professore sta creando e può ancora sviluppare, sarà la studentessa Laurie che, proprio a causa dell’Onda, inizia a litigare con il fidanzato. La ragazza perciò, per affrontare il problema sempre più emergente e porre fine alla terribile situazione, si impone di scrivere sul giornalino della scuola circa L’onda e di farsi determinata per la chiusura del movimento.

Solo quando il professore si fa lucido e comprende di aver creato un gruppo ormai fuori orbita, prende la decisione di chiudere definitivamente L’onda. A primo impatto, i ragazzi del gruppo non accetteranno volentieri la condizione posta dall’insegnante, facendosi addirittura sconvolti, dimostrazione lampante della fedeltà ad un movimento che ha così tanto in comune con il nazismo.

Il merito del successo

Il libro, nel corso del tempo, ha riscosso un clamoroso successo, grazie alla sua semplicità comunicativa, al suo carattere pragmatico e alla sua immediatezza, adatti ad un target giovane. L’idea dello stesso, addirittura, ha spinto alla realizzazione della sua trasposizione cinematografica, che si è rivelata d’effetto ed educativa alla stregua di un documentario.

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