Il palco va a Geert Wilders, l’uomo che odia L’Islam.

Wilders potrebbe essere il politico più votato nelle prossime elezioni olandesi ma comunque non governare. Cosa vuole fare il leader di PVV?

Il 15 marzo si vota in Olanda per la camera bassa del parlamento e Geert Wilders, leader del partito per la libertà potrebbe arrivare primo in classifica. Nonostante questo Wilders avrebbe pochissime possibilità di accedere al governo, per capire perché bisogna spiegare brevemente come funziona il sistema Olandese.

L’Olanda è una Monarchia Costituzionale e il re è ufficialmente il Capo di Stato. L’attuale regnante si chiama Guglielmo Alessandro Nicola Giorgio Ferdinando di Orange-Nassau.

Il re e la regina olandesi

 Guglielmo con la sua regina Maxima Zorreguieta Cerruti (ilcorriere.it)

Il governo Olandese è poi diviso in quattro livelli: consigli locali, consigli provinciali, camera bassa o tweede kamer e camera alta o senate.

I membri del parlamento della camera bassa sono 150 e vengono eletti ogni 4 anni. Se ci sono crisi di governo, cosa che è accaduta non troppo raramente, si vota prima. Il sistema è proporzionale, con un unico collegio elettorale nazionale. Questo significa che chiunque arrivi allo 0,67% del voto nazionale ha assicurato un seggio.

Dopo che i 150 membri sono stati eletti si elegge un Informateur con il compito di controllare le possibili coalizioni che si vengono a creare. Nel’ultimo secolo nessun partito è infatti riuscito  a raggiungere la quota di 76 membri del parlamento.

Quando viene individuata la coalizione l’informateur appunta un Formateur, solitamente il leader del partito più grande. Arrivati a questo punto si deve cercare di trovare gli accordi interni alla coalizione.

Wilders e il PVV

Wilders è stato primo nei sondaggi fino a non molto tempo fa prima di essere sorpassato da Mark Rutte, attuale Primo Ministro e leader del VVD o Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia, ex-partito proprio di Wilders.

Il punto è che il PVV non ha nessuna possibilità di vincere i famosi 76 seggi. Inoltre tutti i principali partiti olandesi hanno dichiarato pubblicamente di non voler fare alleanze con la compagine di Wilders. L’accesso al governo sembra praticamente impossibile.

C’è da chiedersi, però, se questa sia davvero una sconfitta, ovvero se Wilders voglia davvero governare o  preferisca continuare a influenzare il dibattito pubblico sui temi che predilige senza avere particolari responsabilità. Per comprendere meglio perché questa potrebbe essere una sua preferenza bisogna conoscere meglio il personaggio

Breve storia di Geert Wilders

Wilders ha 53 anni e si presenta come un outsider della politica ma in realtà è il terzo deputato per anzianità parlamentare. Comincia la sua carriera nel 1990 all’interno del Partito popolare per la libertà e la democrazia, schieramento liberale di centro-destra.

Si mette in luce nel 2002 quando diviene portavoce del partito e comincia a mostrare le sue qualità di oratore. In particolare evidenzia subito i temi che lo accompagneranno in questa campagna elettorale: critiche all’Islam e rischi dell’immigrazione. Nel 2004 fonda il PVV.

Nonostante inizialmente si paragoni a Silvio Berlusconi e a Margaret Thatcher sono le sue affermazioni anti-islamiche a renderlo famoso. Nel 2008 dice “Non odio i musulmani, odio l’Islam” sostenendo che l’ideologia – lui la definisce tale – islamica renda impossibile l’integrazione con il mondo occidentale.

Secondo Wilder l’Islam è paragonabile al Nazismo, il Corano al Mein Kampf e Maometto al demonio.

Dei simpatici fumetti su Maometto pubblicati su youtube da Wilders

Il leader di PVV è stato paragonato anche a Trump ma più per lo stile che per il percorso politico. C’è anche una certa somiglianza con Roy Batty di Blade Runner.

Guardatela e poi cliccate subito qui. No? (ign.com)

Risultati Elettorali e storia recente

Alle elezioni del 2006 il PVV ha preso il 5% dei voti, nel 2010 ha triplicato e raggiunto il 15%. Ha stretto un accordo con il VVD che però ha rotto nel 2012 facendo crollare il governo. Nelle elezioni successive perderà consensi vincendo solo 15 seggi contro i 24 precedenti. Alle elezioni europee del 2014 otterrà 17% di voti perdendo un seggio.

Wilders è stato ritenuto colpevole di incitazione alla discriminazione contro i marocchini olandesi a dicembre 2016. A febbraio 2017, sempre sui marocchini, ha detto questa cosa qui:

“If a Dutch person driving in a car drives five miles too fast he will be fined within a minute, whereas the Moroccan scum in Holland – once again, not all are scum, but there is a lot of Moroccan scum in Holland who make the streets unsafe, mostly young people and they are not taken seriously”

Scum si può tradurre con “feccia” e lui in una frase di 56 parole usa questo termine 3 volte sempre riferito ai marocchini.

Questo comportamento ha condizionato Wilders anche in negativo. Essendo l’unico membro del suo partito non riceve sovvenzioni statali ed è quindi dipendente da donazioni esterne. In un articolo pubblicato su POLITICO si racconta come negli ultimi due anni le donazioni provenienti dal David Horowitz Freedom Center, un think tank conservatore americano, siano crollate da €108,244 nel 2015 a €22,036 nel 2016.

Inoltre dal 2004 Wilders ha una scorta che lo segue 24 ore su 24, sette giorni su sette. Lui stesso ha detto di poter vedere la moglie solo due volte alla settimana in un luogo segreto.

Il Manifesto

Arriviamo al Manifesto del PVV pubblicato il 26 agosto 2016, il titolo in Inglese è: The Netherlands Ours Again!

Slogan

Una cosa originalissima (brownpoliticalreview.org e dailymail.co.uk)

Ci sono solo 11 punti e il primo è quello spiegato più nel dettaglio: “Dis-islamizzare i Paesi Bassi”. Nello specifico:

  • Non concedere più asilo a chiunque provenga da paesi islamici, chiudere i confini
  • Ritirare tutti i permessi di asilo esistenti per periodi specifici e chiudere i centri accoglienza.
  • Niente veli durante le funzioni pubbliche
  • Proibire altre espressioni Islamiche che violino l’ordine pubblico
  • Detenzione preventiva di radicali islamici
  • Cancellazione della cittadinanza ed espulsioni di tutti i criminali con doppia nazionalità
  • Impedire a Jihadisti che sono andati in Siria di tornare in Olanda
  • Chiudere tutte le moschee e scuole Islamiche. Bandire il Corano

Un altro punto particolarmente rilevante è il secondo: Olanda di nuovo indipendente. Uscire dall’UE. Non a caso Wilders fa parte di un gruppo di anti-europeisti che comprende anche Marie Le-Pen e anche il nostro Matteo Salvini.

Cosa può succedere?

I punti principali sembrano essere due: l’uscita dall’Europa e il peso nella politica Olandese di Geert Wilders. Rispetto al primo punto sembra davvero difficile che l’Olanda possa uscire dall’UE. A spiegare bene perché è stata Cynthia Kroet per POLITICO. Il titolo del suo articolo racconta anche quanto sia difficile fare predizioni dopo il 2016: “Don’t worry about Nexit (well, maybe just a bit)

La giornalista spiega in 5 punti cosa rende una Nexit improbabile e in 2 cosa ci dovrebbe far preoccupare. L’uscita dall’Europa non sembra essere possibile, ma l’euro-scetticismo aumenta sensibilmente e la presenza di Wilders impone al dibattito anche questa tematica.

Wilders vuole davvero attuare il suo programma?

Wilders difficilmente potrà entrare nel governo, molte delle sue proposte si scontrerebbero con la costituzione e potrebbero essere fermate dal Senato, Concilio di Stato e Corte Europea per i Diritti Umani.

Nonostante questo le continue uscite del leader di PVV hanno costretto gli altri partiti a parlare delle tematiche da lui esposte. Mark Rutte ha recentemente detto ai nuovi migranti “siate normali o andate via” (Be normal or be gone).

Sembra che a Wilders il ruolo da agitatore esterno piaccia, almeno nell’attesa che possano salire i suoi indici di gradimento e possa occupare un ruolo ancora più importante nella politica Olandese.

L’economia Olandese è in crescita, la disoccupazione è bassa. Oltre a pensioni e sanità pubblica non ci sono particolari tematiche su cui basare una campagna elettorale. Senza problematiche economiche, immigrazione ed integrazione sono punti caldi della campagna e Wilders riesce a condurre il dibattito senza troppe difficoltà.

Dominare l’agenda

Quello che è impossibile non notare è che in Europa un messaggio basato su discriminazione e controllo dei confini ottiene ancora dei buoni risultati. Anche se Wilders non farà probabilmente parte del governo c’è una fetta di popolazione che lo sostiene e di conseguenza appoggia il suo programma.

In un suo post Flavia Dzodan cita l’antropologa sudamericana Rita Segato che ha detto che oggi il capitalismo si poggia su una strategia di crudeltà abitudinaria con l’obiettivo di anestetizzarci dai suoi effetti. La crudeltà diventa una strategia.

Sembra difficile non notare quanto questa ultima parte sia vera e potrebbe rappresentare un problema serio. Il famoso sermone del pastore Martin Niemöller riassume perfettamente il pericolo di perdere completamente l’empatia e l’attenzione verso il prossimo.

Non è una questione di buonismo, gli Olandesi in media credono che i Musulmani siano il 19% della popolazione. In realtà sono il 6% della popolazione e invece di diventare il 26% per il 2020, come credono gli intervistati, diventeranno probabilmente il 6,9%, nessuna invasione.

Anzi, ad aumentare sembra proprio l’islamofobia ma non c’è un dibattito pubblico su questo. Nonostante la legge proibisca la discriminazione religiosa, se esistono punizioni contro l’anti-semitismo, la frammentazione dei gruppi musulmani in Olanda non ha portato ad una regolamentazione sull’anti-islamismo.

Un po’ come l’Italia è il paese che ospita meno Rom in Europa (180.000 nel 2015) ma quello che li odia di più, quando un argomento entra nel dibattito pubblico cambia le percezioni, rende i dati inutili e può portare anche ad atti drammatici come il pizzagate in America. 

Io ne ho visto cose che voi umani…

Abbiamo detto che Wilders assomiglia un po’ a Roy Batty, automa del film Blade Runner. Il personaggio interpretato da Rutger Hauer, però, rappresenta la diversità come quella contro cui lotta Geert Wilders. Roy Batty alla fine salva il suo nemico invece di ucciderlo, prima di regalarci uno dei più bei monologhi della storia del cinema.

Non sappiamo se il messaggio di Wilders continuerà ad avere presa sull’elettorato o andrà lentamente perdendosi, come lacrime nella pioggia. Quello che sappiamo è che il 15 marzo si vota e che il PVV se la giocherà fino all’ultimo. Il giorno dopo sapremo qualcosa di più sul futuro dell’Olanda e dell’Europa.

Matteo Gabbrielli

 

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