Движение пяти звёзд, ovvero il Movimento 5 Stelle e la Russia

Gli Usa avvertono l’Italia: “Attenzione ai legami tra M5S e governo russo”

Le rivelazioni di una non meglio specificata fonte dell’amministrazione USA, divulgate nei giorni scorsi da La Stampa, riaccendono il dibattito sui rapporti tra il movimento di Beppe Grillo e la Russia di Putin. Al di là dell’attendibilità della notizia, l’esistenza di questi rapporti non è un gran segreto e il M5S non è certo l’unico partito europeo con cui la Russia ha un certo feeling. Il M5S ha avuto contatti ufficiali con il partito Russia Unita di Putin e ne condivide molti dei punti di vista in politica estera. Una posizione favorevole alla Russia di Putin che si è evoluta nel tempo, cambiando radicalmente, e che acquista nuova importanza nel contesto dello scontro tra USA e Russia che si profila a livello globale.

Da Zar a possibile alleato

C’era una volta il M5S anti-autoritario e paladino della libertà nel web che di Putin aveva un giudizio tutt’altro che positivo. Questo almeno fino al 2014 e allo scoppio della crisi ucraina. Nell’opinione pubblica italiana Putin era sostanzialmente ancora visto come l’amicone di Berlusconi. Il M5S condannava con decisione le restrizioni delle libertà fondamentali dei cittadini della Russia putiniana. “La Russia è una democrazia fondata sul gas e sul petrolio che esporta. Se non li esportasse tornerebbe ad essere la buona, vecchia dittatura di un tempo” scriveva sul suo blog Beppe Grillo all’indomani dell’assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaja. Parole che stonano con le recenti dichiarazioni di Grillo esplicitamente favorevoli a Putin, tanto quanto l’assordante silenzio sui recenti arresti di Mosca in occasione delle proteste organizzate dal collega blogger Navalny. Cos’è successo nel frattempo?

Incontri a Mosca e propaganda russa

Vuoi per opportunità politica, vuoi per radicale ripensamento geopolitico, il M5S negli ultimi tempi guarda alla Russia di Putin con occhi diversi. Non più un dittatore ma un potenziale alleato: dal punto di vista commerciale e soprattutto nella lotta contro il terrorismo. In particolare i grillini si sono battuti per l’eliminazione delle sanzioni decise dall’Unione Europea nei confronti della Russia, che danneggerebbe innanzitutto l’economia italiana.

Da tempo il M5S con un costante lavoro diplomatico cerca di accreditarsi a livello europeo e mondiale in vista del suo obiettivo di governo. Con la Russia in particolare ci sono stati due incontri ufficiali nel 2016. A marzo Di Battista e il parlamentare  Manlio Di Stefano sono andati in visita alla Duma. Mentre in giugno è stato il solo Di Stefano a presenziare al Congresso di Russia Unita, il partito di Putin, dove ha avuto l’onore di parlare per terzo.

I rapporti tra M5S e Russia si intrecciano con le polemiche legate alle possibili ingerenze russe in Occidente, volte alla destabilizzazione europea. E’ dello scorso novembre una risoluzione del Parlamento europeo che ha accusato il Cremlino di finanziare i partiti anti-europeisti e condurre con vari mezzi una vasta campagna di disinformazione. Un’inchiesta di BuzzFeed News ha inoltre messo in luce i legami che esistono tra la vasta rete di siti che orbitano attorno al M5S e la propaganda pro-Russia.

Un nuovo bipolarismo mondiale

Come detto il M5S non è l’unico partito a intrattenere rapporti con la Russia, né tanto meno l’unico partito a intrattenere rapporti con partiti stranieri. Un discorso simile si potrebbe fare per il Partito Democratico e gli americani, ad esempio. Certo è che assume un particolare significato l’appoggio alla Russia, che evidentemente non è proprio il paese più democratico al mondo e che implica precise scelte di politica estera.

Ancor di più adesso che la decisione americana di bombardare la Siria sembra aver spezzato il sodalizio tra simpatizzanti di Trump e filorussi. La situazione è complessa ed è ingenuo cercare dei buoni e dei cattivi, ognuno fa i propri interessi. Si presenta la necessità di scegliere da che parte stare tra USA e Russia, con buona pace di chi pensava di aver archiviato la Guerra fredda e la Storia nel 1989. Che si apra un fronte interno tra filorussi e filo-americani anche nel nostro paese oltre che su scala globale, non è una possibilità ma un dato di fatto. E il M5S ha già scelto da che parte stare.

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