Il marketing dei fan

Comunità virtuali

La natura di Internet ha permesso la creazione di comunità virtuali basate su alcuni oggetti o prodotti. Può succedere grazie a serie tv, canzoni, oggetti elettronici, esperienze di vita (per esempio la maternità). Le persone si aggregano a causa dei loro gusti. Le piattaforme che permettono questa comunanza sono sia i diversi social network (Facebook, Instagram, Twitter), sia blog/forum. La cosa particolare è che queste comunità virtuali, in molti casi possono portare anche a compresenze fisiche. E’ il caso, ad esempio, del Comicon. Si tratta di una fiera dedicata agli appassionati di fumetti/serie tv/film, in cui i partecipanti si vestono come i loro personaggi preferiti.

Un uomo vestito da Uruk-hai (razza del Signore degli Anelli) al Comicon di Napoli nel 2015

L’inserimento delle aziende nel collettivismo di rete

Le grandi imprese hanno trovato un modo per utilizzare, economicamente parlando, queste comunità. Esse sono nate in maniera “orizzontale”, spontaneamente e senza un capo  che lo organizzasse. Sono formate dai fans (abbreviazione di fanatics), che hanno il desiderio di far parte della comunità e spesso di sfoggiare le loro conoscenze in merito all’argomento di loro interesse. E’ una forma di collettivismo di rete, secondo la definizione di Paccagnella. Questo favorisce la fidelizzazione: prodotti, serie tv, fumetti si creano un pubblico fisso, che garantisce un continuo interesse per il marchio. Rilevando questa dinamica, i produttori di contenuti mediali hanno deciso di sfruttarla: è da questo che deriva la produzione di videogiochi adattati ai film (o viceversa) e di sequel spesso malfatti o ingiustificati.

Il successo del videogioco Assassin’s Creed ha fornito le basi per la realizzazione di un film omonimo (non proprio eccelso)

Ma non sono gli unici effetti: i fans vengono anche invogliati ad entrare a far parte del prodotto, ad inserirsi in qualche modo nell’opera di realizzazione dello stesso, stimolando fidelizzazione e creando una forma di lavoro non pagato. E’ da qui che nascono forum o sezioni di Facebook in cui si chiedono consigli per il proseguo di una serie tv o per la realizzazione di un marchio o per consigli relativi al miglioramento di un prodotto.

Un altro modo di includere i fans nello sviluppo aziendale è l’arruolare i bloggers. Pagare il proprietario di un blog per inserire una pubblicità di un prodotto legato a, ad esempio, Game of Thrones su un forum di Game of Thrones, è un metodo che le aziende utilizzano per raggiungere il pubblico specifico di loro interesse.

In altri casi, questo utilizzo dei fan non è esplicitamente richiesto: si utilizzano i diversi blog/pagine facebook per ricevere dei feedback su alcuni prodotti, indagando in rete e senza chiamarli apertamente in causa. E’ un modo di inserire una prospettiva sociologica nelle dinamiche di marketing.

Tutti i processi elencati fanno parte del gioco di Internet. Dimenticarcene non ci permetterebbe di comprendere gli strumenti che noi stessi utilizziamo.

Alfredo Montalto

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