maturandi nel film notte prima degli esami

Da maturandi a maturi, non serve che crepi il lupo

Ricordi che vi porterete inevitabilmente dietro

Il primo ricordo che vi porterete dietro dell’anno da maturandi è la tipica frase da professore. O almeno, nel mio caso il primo giorno dell’ultimo anno di liceo siamo stati accolti, come da rito, da un:” Ragazzi, quest’anno avete gli esami quindi iniziate a studiare da subito.” Emozionante vero? Ora sì che possiamo iniziare l’anno in tranquillità.

Il secondo ricordo che dovrete portarvi dietro in questo anno da maturandi probabilmente saranno i consigli. Ogni professore vi avrà detto il suo e quasi sicuramente, sarà stato molto utile a confondervi ancora di più. Il più ripetitivo di questi consigli solitamente è quello di scegliere per la tesina un argomento che vi rappresenti. Nel mio caso questo prezioso consiglio veniva chiamato “Personalizzazione dei contenuti”. Ma che significherà poi personalizzare i contenuti? Vorrà mica dire che non posso fare copia e incolla da Wikipedia come alle medie? Eh, mi sa proprio di no.

Mesi, giorni, notti prima degli esami

Quindi, se è vero che la tesina deve essere un lavoro personale è meglio che mi metta all’opera. Ma da dove si parte? Come si progetta una tesina? Tante domande, il tempo vola. Ah la mappa concettuale, certo! Un cerchio vuoto con tanti rami, i collegamenti. Infiniti brainstorming che fanno friggere il cervello. Verso febbraio inizio a vedere più chiaramente i miei pensieri, le idee si fanno più limpide. I rami della mappa cominciano ad essere riempiti da collegamenti, tra cancellature e ripensamenti vari. Da futura studentessa di comunicazione non potevo far altro che dedicarmi a questo ambito. Come dopo un’illuminazione o un’epifania decadente (per dirla in modo letterario), eccomi tra fogli sparsi e caffè a scrivere sul mio campo d’interesse sentendomi un po’ già professionista del settore. E le parole una dopo l’altra scorrono sullo schermo del PC come i giorni, i mesi. E alla fine mi ritrovo ad ammettere che forse non avevano poi tutti i torti quei benedetti professori. Parlare di qualcosa che sentiamo davvero nostro, il segreto sta tutto lì.

Notte prima degli esami, per davvero

Sappiamo bene che, oltre alla tesina, la maturità ci riserva altri ostacoli da superare. Flussi infiniti di informazioni fra la scrivania e la tua testa, confusione, paura, ansia, timore. Beh, comunque la canzone di Venditti cantata a squarciagola la sera prima del primo scritto è un buon ansiolitico. E poi la notte insonne, la sveglia che non serve, l’arrivo al liceo che ti fa sentire a metà tra il primo giorno del primo anno e la fine dei tempi. Ma non c’è tempo per i ricordi. Le prove scritte, tra ventilatori scassati e fogli sudati, passano un po’ come passa l’adolescenza, senza che te ne accorgi.

E’ già tempo dell’orale, anche se come me sarai l’ultimo della classe. E allora entra in aula a testa alta, perché di rimpianti non c’è tempo. Ed infatti sto già salutando tutti, ma come? E’ finita. La professoressa di storia e filosofia abbracciandomi dice una frase che ricorderò a lungo: ”Non dire ‘crepi il lupo’ che non ne hai bisogno”.

E allora, a tutti i maturandi: non dite ‘In bocca al lupo’ che non ne avete bisogno.

Carola Varano

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