Maverick Vinales, Hiroshima e la scuola Top Gun

La Yamaha ha trovato la nuova pepita: Maverick Vinales

Che Maverick Vinales potesse seminare il panico sull’onda blu Yamaha, c’erano pochi dubbi e molti sentori. La casa giapponese gongola per i risultati del suo diamante, Valentino Rossi prova a saggiargli il manico. Il pesarese ha già tessuto la sua fitta rete di mind games, sfruttando la sua innata predisposizione mediatica, spingendo i riflettori sul giovanissimo compagno di marca. La Yamaha è cambiata parecchio rispetto allo scorso anno: dal divano di casa sembra più scorbutica e “violenta”, pare quasi una piccola Honda. Vinales brilla nei test e piomba sul paddock con veemenza, seminando panico e distruzione. Una bomba nella casa giapponese, dove Hiroshima ha un motore, due ruote e un’anima.

vinales yamaha
Yamaha SR 400 – Hiroshima

La scuola Top Gun addestra al volo, all’attacco aereo, ma niente love-story con la Fontanesi. Maverick un amore lo ha già: la sua moto. Vinales è addestrato al volo, all’assalto e alla gestione dell’aria. Perfino la Yamaha sembra essersi adeguata alle sue preferenze, modificando leggermente la sua natura. C’è chi lo paragona a Stoner per l’innata classe con cui riesce ad elevare la propria moto sopra le concorrenti. Con l’australiano condivide sicuramente un talento smisurato e una facilità unica nel controllare l’anteriore. Vinales usa la propria moto come un compasso: pianta l’anteriore e regola con precisione certosina l’apertura dell’angolo sul posteriore. Uno stile simile a quello di Marc Marquez, ma se possibile ancora più pulito e preciso. Maverick vola sui cieli del Qatar, pronto a distruggere ogni cosa, controllando l’aria con il polso destro: quello del gas, quello dell’anima da Top Gun.

 

Stefano Uccheddu

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