La campagna mediatica del nuovo Milan

Il nuovo Milan si sta evolvendo attraverso acquisti shock, ma anche con un utilizzo dei media assolutamente rivoluzionario in ambito calcistico

Partiamo da un nome e da una faccia: si chiama Fabio Guadagnini lo Chief Communication Officer del Milan cinese.

Forse qualcuno lo conosce già, visto che ha lavorato, fra le altre, per Sky Sport e Fox Sports. Era lui a presentare la conferenza stampa del Milan di inizio stagione di fianco a Fassone, Montella e Mirabelli. Guadagnini inizia, forse causa emozione, con una gaffe abbastanza particolare, l’uso della parola “promiscuità” al posto di “prossimità”. Tuttavia il lavoro, suo e del suo staff, è straordinario.

Il leit motiv dell’estate è il “passiamo alle cose formali” di Fassone. Difficile non sia stato scelto a tavolino: come nei programmi televisivi di successo, è il tormentone che tende a far affezionare gli spettatori. Il procedimento è simile al “l’accendiamo?” di Jerry Scotti o al “Doh” di Homer Simpson. Un modo molto pop per creare un senso di complicità con il tifoso. Ma la svolta passa da diverse azioni della nuova proprietà, incredibilmente innovative almeno in ambito italiano.

Trasparenza

La premessa di base è molto semplice e chiara: cercare di essere il più possibile sinceri e trasparenti nei confronti dei tifosi. Dopo anni di ombra, sotto la gestione di Galliani, è il miglior modo per entrare nel cuore dei supporters. Questo passa fortemente dal calciomercato: raramente sono usciti nomi, per quanto riguarda il Milan, che poi i rossoneri non siano andati a comprare o trattare fortemente. Uno di questi è Morata, situazione in cui evidentemente dev’essere successo qualcosa di imprevisto. Per il resto, poco fumo negli occhi: esce il nome di Bonucci, due giorni dopo Bonucci è a Casa Milan a firmare. Lo stesso vale per André Silva e Calhanoglu. Le trattative più estenuanti, Conti e Biglia, sono state fatte uscire in tempi non sospetti e probabilmente con una “quasi” certezza di portarle a compimento.

Chiarezza, dunque. Anche nelle affermazioni. Non ci sono più i giochini alla Galliani: mercato chiuso quando chiuso non è, arriverà un top player che si rivela essere Nocerino, può tornare Ancelotti quando è evidentemente impossibile. Tutti lontani ricordi, anche perché Marco Fassone, Massimiliano Mirabelli e Fabio Guadagnini non hanno il problema di dover combinare l’immagine della squadra con quella del presidente in politica. I tifosi vengono aggiornati continuamente, da Fassone principalmente, sulle strategie di mercato del nuovo Milan.

Presentazioni inedite

Anche il modo in cui vengono presentati i nuovi giocatori è una novità assoluta in ambito italiano. La pagina ufficiale del Milan su Facebook è stata super valorizzata attraverso un lavoro che l’ha resa realmente utile per il tifoso e non solo funzionale a ricordare quando sarà la prossima partita. E’ puro marketing il video, ormai consueto, di Fassone e Mirabelli che presentano e fanno firmare in diretta live su Facebook il nuovo giocatore del Milan. Quindi non la classica presentazione del giocatore che fa due palleggi e la conferenza stampa, ma un qualcosa di fuori dagli schemi che avvicina molto di più il tifoso all’ambiente milanista. L’utilizzo di video d’impatto, che portano ad un alto grado di viralità, è un’altra innovazione, probabilmente orchestrata dal già citato Fabio Guadagnini. Non è un caso, che ultimamente il medium più di tendenza sia proprio quello “video”. Eccone uno particolarmente gradito dai tifosi milanisti.

Ruoli

Tramite queste presentazioni, si cerca di creare anche un clima di convivialità. Fassone è la faccia della società, Mirabelli è molto più “italiano medio” e si fa quindi apprezzare dai tifosi. La non spiccata capacità oratoria del nuovo ds insieme a qualche gesto grezzo e quindi familiare (tipo scuzza a Donnarumma), rendono più facile per il tifoso affezionarsi al personaggio. Questo sarà utile anche nei periodi di crisi, quando magari l’operato di Mirabelli verrà criticato. Avere dei tifosi affezionati a lui, garantirà un certo grado di fedeltà. Ricordiamo che è lui che si prende ogni responsabilità, insieme a Montella, sulla scelta tecnica dei giocatori. Non a caso, quando a Fassone vengono poste domande sul valore e utilizzo tecnico di alcuni calciatori, le gira direttamente al ds.

Schiavi dei risultati

Insomma, il tifoso del Milan si sente davvero parte di questo nuovo ciclo milanista. Si crea una coscienza comune attraverso tormentoni e catchphrase in stile “wrestling”. Non sono metodi nuovi di fare marketing (pensate alla pubblicità Marlene ripresa tutt’ora nella quotidianità), ma è una novità averli portati in una società di calcio. L’entusiasmo che ruota intorno al nuovo Milan, dunque, è sicuramente stimolato principalmente dagli acquisti, ma anche da queste operazioni di contorno. I supporters del Milan si riappassionano: servirà vedere i dati degli abbonati, il numero di presenti allo stadio e la quantità di prodotti con il logo del Milan (magliette e così via) venduti per comprendere se questo marketing sfrenato in ambito calcistico sia utile. Le impressioni sono positive, ma la differenza fra il Milan e le aziende tipiche è che la squadra di calcio dipende sempre e comunque dai risultati. Perché l’onda di entusiasmo continui e gli introiti lievitino c’è  bisogno che al grande inizio segua una grande stagione. Questa volta, a differenza degli scorsi anni, c’è il contorno e il materiale per averla.

Alfredo Montalto

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