Dries Mertens: il vero nueve di Sarri.

Si muove, pensa e segna come un centravanti: Mertens di falso ha ben poco.

Lo chiamano Trilli perchè per la statura e le magie ricorda la fedele compagna di Peter Pan. La sua capacità di farsi trovare costantemente in movimento lo rende in grado di anticipare i tempi della giocata e di risultare spesso determinante. Le sue prestazioni altalenanti sulla fascia sinistra sono ormai lontane e da centravanti ha ritrovato goal e continuità. Non è infatti un caso che Sarri, una volta provato Mertens da punta centrale, non l’abbia più tolto da lì. 

Rovesciate le gerarchie

Ad inizio stagione parte come al solito in ballottaggio con Insigne per occupare la fascia sinistra. Ma con l’infortunio di Milik e le prestazioni poco convincenti di Gabbiadini, Sarri reinventa il suo Napoli e, sulle orme del guardiolismo barcelloniano (punto 6), schiera Mertens falso nueve. La sensazione è che questa nuova soluzione sia più che temporanea, ed infatti l’allenatore toscano la ripropone con continuità sempre maggiore. Gabbiadini,  sostituto naturale di Milik, capisce che è meglio cambiare aria e a gennaio fa le valigie, direzione Southampton. Pavoletti, invece, lascia la titolarità di Genova sponda rossoblu per conquistare quella di Napoli, ma senza aver fatto i conti con il piccoletto con la 14. Il tridente leggero viaggia a meraviglia e al momento persino Milik, una volta recuperato, potrebbe non partire titolare. 

Un ruolo interpretato a meraviglia

I risultati sono pressochè immediati e sotto gli occhi di tutti: Trilli sembra nato per ricoprire quel ruolo. I suoi movimenti, per quanto accompagnati da una diversa corporatura, ricordano quelli del centravanti vero e proprio. La sua rapidità superiore alla media e la sua intelligenza tattica giovano poi all’intera squadra, e con Insigne e Callejon l’intesa è forte. Il belga non dà punti di riferimento e si muove continuamente in campo, lasciando anche spazio agli inserimenti degli interni di centrocampo. E Sarri lo elogia: “Mertens è un giocatore che se comincia a fare movimento e non fa l’attaccante centrale, nell’arco della partita quei dieci minuti dove diventa devastante li trova sempre”.

Variazioni di schemi e di gioco

Si sa, quando Sarri ha un’idea è difficile che la cambi. La sua attenzione maniacale per i dettagli lo porta a sviluppare le stesse situazioni di gioco fino allo sfinimento. Ma questo può essere tanto un punto di forza quanto una debolezza. Nell’era digitale ogni partita viene preparata parallelamente sul campo e sugli schermi, dove vengono studiati gli avversari al pari di una qualsiasi materia scolastica. Per questo Mertens centravanti rappresenta anche un’interessante variazione sul tema che dona imprevedibilità e freschezza all’attacco napoletano. Un’alternativa valida a Milik che, in questa stagione come nelle prossime, vedremo sicuramente con maggiore frequenza.

D’altronde, per stessa ammissione di Sarri, il calcio fatto di tattiche e schemi nulla può di fronte alla giocata estemporanea del fuoriclasse

Luca Guerri

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