Da Messi a Neymar: il timone del Barça è in buone mani

Dall’incredibile notte di Champions contro il PSG qualcosa sembra essere cambiato in casa blaugrana: Messi potrebbe aver virtualmente consegnato il timone della squadra a Neymar, che ora deve trascinarla al successo.

 

Puyol, Xavi, Iniesta, Ronaldinho, Messi: queste sono soltanto alcune delle bandiere che il Barcellona ha avuto nella sua storia recente. La squadra catalana si è sempre contraddistinta per il gioco di squadra, ma ha anche legato spesso il proprio nome ad una figura carismatica. Con l’abbandono di Xavi ed il progressivo ed inevitabile calo fisico di Don Andrés, Messi si è incaricato di quest’onere, con risultati eccezionali. Ma nella notte di Champions, che rimarrà sempre negli occhi e nella mente dei calciofili moderni come La Remuntada, qualcosa sembra essere cambiato. Neymar ha dimostrato di essere all’altezza di raccogliere il testimone della Pulga, e forse il passaggio di consegne è già avvenuto.

La notte in questione

8 marzo 2017 – Al Camp Nou va in scena quella che verrà ricordata come una delle partite più spettacolari e rocambolesche di sempre: Barcellona – PSG. I blaugrana devono rimontare uno scomodissimo 4-0 ma hanno dalla loro parte il fattore casa ed il tridente più forte di sempre. L’impresa riesce e i complimenti si sprecano. Quello che salta all’occhio, in un’analisi più approfondita, è come Messi abbia inciso meno del solito sul match. Un goal – su rigore – e poco altro. O’ Ney, invece, mette a referto una doppietta e l’assist decisivo per Sergi Roberto. Più in generale, il brasiliano mette lo zampino in 5 dei 6 goal realizzati dal Barça e sembra molto più nel vivo del gioco catalano. La sua prestazione da vero leader oscura quasi completamente l’argentino.

Questione di ruolo? Forse. Messi potrebbe essere stato penalizzato dal nuovo ruolo creatogli da Luis Enrique: seconda punta, alle spalle di Suarez. In una partita in cui il PSG ha chiuso bene gli spazi centrali lasciando sfogare gli attacchi sugli esterni, Neymar potrebbe aver giovato della situazione. Ma sembra esserci qualcosa di più. Si parla di mercato, di scenari che vedrebbero addirittura la pulce lontano da Barcellona. Al City di Guardiola magari. O forse, molto più semplicemente, c’è un tempo per ogni cosa, e quello di Messi sta volgendo al termine. La pulga potrebbe aver abdicato, lasciando il suo regno nelle mani (o nei piedi) più che affidabili di Neymar.

 

La Nazionale

Il confronto tra i due giocatori appare molto complicato: ruoli diversi, caratteristiche fisiche e tecniche diverse, attitudini diverse, in campo e fuori. Il loro rapporto con la propria Nazionale, però, risulta curioso e analizzabile. Mentre Messi non ha mai potuto godere dell’appoggio pieno ed incondizionato della sua gente, Neymar è l’idolo dei verdeoro da quando da ragazzino militava nel Santos.

L’impatto sulle rispettive nazionali è molto diverso. Neymar non sente minimamente la pressione, gioca come sa fare e sente la spinta della propria gente. Anzi, Neymar è uno della gente. Messi troppo spesso sembra indossare la camiseta di forza albiceleste, sembra giocare per una nazione che non sente sua fino in fondo. Smette i panni del marziano e veste quelli di giocatore di calcio terrestre, e in Argentina queste sue prestazioni continuano a dividere. Dopo la sconfitta in finale di Copa America, la terza di fila, annuncia persino il suo ritiro dalla nazionale, salvo poi ripensarci tempo dopo.

Insomma giovane età, faccia tosta, talento e supporto della gente. Neymar ha tutto dalla sua per riuscire ad ottenere con il Brasile ciò che Messi non è ancora riuscito a fare con l’Argentina. Se poi si mette anche a fare goal del genere…

 

 

Il presente e il prossimo futuro

Ad oggi, come detto, i due compongono insieme a Suarez uno dei tridenti più forti mai visti, la MSN. I loro numeri insieme sono spaventosi e destinati ad accrescere a dismisura. Neymar è il più giovane dei tre e di conseguenza quello che più degli altri va blindato e difeso dagli attacchi delle altre big europee. Per questo il Barcellona gli ha rinnovato da poco il contratto, prolungandolo fino al 2021. Le cifre sono ovviamente da capogiro: 25 milioni al giocatore e clausola rescissoria da 200 milioni, che salirà a 250 dal terzo anno.

A dispetto di quanto si dice spesso di lui, O’Ney ha ampiamente dimostrato di non essere soltanto bello da vedere, ma anche estremamente efficace. Le sue skills non servono soltanto a far impazzire l’avversario di turno, ma hanno una finalità collettiva. Crea spazi, crea superiorità numerica, segna e fa segnare. La sua crescita all’ombra di Messi gli ha permesso di maturare calcisticamente e di non sentire eccessivamente il peso delle responsabilità, di cui si è sempre fatto carico l’argentino finora. Adesso, a quattro anni dal suo approdo nel calcio europeo, sembra davvero essere pronto a raccogliere l’eredità calcistica di Messi. A patto che la pulga sia d’accordo…

I due sembrano preoccuparsi ben poco delle critiche e delle voci sul proprio conto. Piuttosto giocano, si divertono e fanno divertire.

In ogni caso, il Barcellona può dormire sogni tranquilli. Finchè il gioco è nei piedi di quei due, nulla è impossibile. Citofonare Unai Emery per conferma.

 

Luca Guerri

 

 

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