Mestruazioni e Assorbenti.

Mestrauzioni e Assorbenti. Un problema per le donne.

 

Gli assorbenti,

un lusso che non tutte le donne possono permettersi.

Gli assorbenti dovrebbero entrare nella lista dei beni essenziali, che comprendono pane, pasta, riso, quotidiani e protesi dentarie. Inevece, vengono messe sullo stesso piano di un Tablet e, mentre si può vivere senza un tablet, non è possibile, per chi ha le mestruazioni, fare a meno degli assorbenti per condurre una vita normale e in salute. Senza gli assorbenti, è impossibile poter gestire le mestruazioni e partecipare senza problemi alla vita sociale.

Non solo Tampax

Il partito Possibile e la legge Tampon Tax.

Chiediamo che questo tipo di prodotti igienico-sanitari femminili siano considerati per ciò che sono, e cioè beni essenziali e che conseguentemente anche la tassazione sia ridotta al 4%».

L’iniziativa è stata presentata nel gennaio 2016 da Civati insieme ai compagni di partito, Beatrice Brignone, Luca Pastorini eAndrea Maestri

Beatrice Brignone, l’unica donna tra i promotori, ha poi aggiunto: “L’igiene femminile è anche una questione politica, sociale e sanitaria di cui ogni Governo deve riconoscerne l’importanza.

La proposta dei parlamentari di Possibile, con una riduzione dell’Iva al 4%, avrebbe un impatto di circa settanta milioni di eurol’anno di risparmio per chi vive in Italia.

Infatti, secondo i dati Nielsen forniti da Lines Italia ed elaborati da Vanity Fair.it, nel 2015 sono stati vendute in Italia 144 milioni di confezioni di assorbenti, 48 milioni di confezioni di proteggislip e 9 milioni di confezioni di tamponi, per un giro d’affari totale di 460 milioni di euro. Di questi, l’Iva attuale pesa per ben 83 milioni di euro. Se venisse abbassata al 4% (15 milioni di euro) sottrarrebbe alle casse dello Stato circa 70 milioni di euro l’anno. Soldi che non sono mai stati riutilizzati per servizi e che, con la Tampon Tax rimarebbero nelle tasche di milioni e milioni di italiani.

Stop Taxing Periods.

Immagine utilizzata da Change.org per promuovere la petizione contro le tasse sulle assorbenti

#FreePeriods #EndTamponTax

La campagna internazionale nata nel 2013 grazie alla petizione dell’inglese Laura Coryton su Change.org, dal titolo Stop taxing periods. Period. La campagna raccoglie circa 280 mila firme e sbarca sui social con gli hashtag #FreePeriods ed #EndTamponTax. In Francia, migliaia di donne scendono in piazza a protestare. Il Governo di Parigi cede e abbassa l’Iva dal 20 al 5,5%, allineandosi ai regimi di Olanda, Spagna e Inghilterra. L’Iva viene azzerata anche in Canada e Irlanda, e un suo abbassamento è in corso di discussione in Germania, Australia e negli stati americani.

Francia e Tampon Tax. Protesta donne per le tasse sulle assorbenti

In Italia viene creata una petizione simile, indirizzata al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. «Mentre si può vivere senza un tablet, non è possibile, per chi ha le mestruazioni, fare a meno degli assorbenti per condurre una vita normale e in salute», si legge nella petizione. «Applicate sui prodotti sanitari femminili (assorbenti, tamponi, coppe e spugne mestruali) l’aliquota minima del 4%, equiparandoli ai prodotti essenziali».

Change.org: “Chiediamo che gli assorbenti vengano considerati per quello che sono, beni essenziali, e tassati di conseguenza.una raccolta firme per chiedere al ministro dell’Economia Padoan di ridurre l’Iva al 4%: la stessa soglia dei beni di prima necessità come, il pane e la pasta”.

L’aliquota al 22% è una tassa ingiusta che grava direttamente sulle donne e in particolare le donne con poco reddito.

Applicate sui prodotti sanitari femminili (assorbenti, tamponi, coppe e spugne mestruali) l’aliquota IVA minima del 4%, equiparandoli ai prodotti essenziali.

La petizione consiste in una raccolta firme che verrà poi consegnata a:

Ministero dell’Economia e delle Finanze

Pietro Carlo Padoan

Ministro dell’Economia e delle Finanze

Pier Carlo Padoan

Consigliera per le Pari Opportunità

Giovanna Martelli

Civati ha aperto un ciclo”

Alcune delle polemiche postate in web contro la Tampon Tax

 

La proposta di legge ha però provocato le solite battute provincialotte da: “Civati ha aperto un ciclo” a: ”Con il problema dell’Isis, Civati si occupa degli assorbenti, “E allora, l’Iva sui preservativi?”.

«Nei commenti che sono seguiti, ho visto un atteggiamento provinciale, troglodita e involontariamente sessista». C’è chi pensa che sia la classica sparata per pescare nel bacino elettorale femminile, all’interno del quale Possibile è ancora poco conosciuto: «In realtà la proposta si pone all’interno di una serie di misure per “l’equilibrio di genere” (Civati preferisce questo termine a quello di parità, ndr). Nei prossimi giorni presenteremo la proposta di un numero verde per chi vuole accedere all’interruzione volontaria di gravidanza. E una sulla riduzione della differenza di stipendi tra uomo e donna». L’ex-Pd si era così espresso in merito ai commenti ricevuti per la Tampon Tax.

C’è chi dice che ci sono battaglie più grosse da fare: «C’è sempre una battaglia più grossa da fare… succede ogni volta che qualcuno ponga un problema scivoloso, come per le unioni civili o la legalizzazione della cannabis». Si è detto che Civati, un tempo contrario al Porcellum con le ali, ora si occupi del Lines con le ali: «Beh, da mesi mi sto occupando della modifica del Senato e non ho mai avuto tante attenzioni». Una riforma costituzionale non vale un Tampax.

C’è chi ride, chi insulta, chi banalizza e chi ne fa una questione di priorità.

 

Video firmato Walt Disney risalente al 1946, mirato al superamento di pregiudizi e stereotipi riguardanti le mestruazioni.

Ma a chi oggi sghignazza, bisognerebbe fargli frequentare corsi di educazione sessuale, o semplicemente inserire questa, come materia nelle scuole, in modo tale da sensibilizzare maggiormente questo tema, dandogli la giusta importanza.
Perché le mestrauzioni, i tempi, i nervosismi, il sangue, la funzione e tutto ciò che gira intorno al
ciclo, non riguarda solo la donna. Non è un problema solo della donna.
Bisogna iniziare a responsabilizzare anche l’uomo, a preoccuparsi insieme alla donna quando si ha un rapporto sessuale ad evitare gravidanze indesiderate, far sì che interessi quanto alla donna i ritardi.
Perchè non sono solo le
“cose” delle donne, ma riguardano tutti. E tutti devono farsene carico.

Grazia Scano

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