TBP Serie A Awards 2018 – Miglior difensore

Ritornano gli Awards della Serie A, firmati Brockford Post

I migliori e i peggiori portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti, secondo la nostra redazione sportiva. In aggiunta al voto, la motivazione della scelta. 


Stefano Uccheddu: Aleksandar Kolarov

Spavalderia, eleganza e personalità. La sua facilità nel convergere, ha spesso aperto alla Roma diverse linee di passaggio e un naturale orientamento dell’azione sul lato debole, attaccato da Florenzi. Ah, Kolarov cambia il gioco con la stessa naturalità con cui “bullizza” Pedrito.

Per continuare la mia personalissima tradizione del “non premiare i centrali“, ho scelto quello che quest’anno è stato il miglior terzino – per distacco – del campionato. Il serbo, nella “sua” Roma, ha ritrovato l’antico smalto, perso nel pellegrinaggio di ruoli e dettami tattici impostigli da Pep Guardiola. Kolarov sembra aver abbandonato l’incedere del tempo in quel di Manchester: il suo piede sinistro oltrepassa l’etere per diritto acquisito, ma mai come quest’anno, è stato sostenuto da una condizione fisica ai limiti del perfetto.  La costruzione dal basso della Roma è partita costantemente dai piedi del terzino, in grado indifferentemente di convergere verso il centro, cercando lo scambio con i centrocampisti, o di puntare verso il fondo. Sfogo fondamentale per la manovra, ma anche fattore d’incidenza nei pressi dell’area avversaria: al suo rientro in Serie A, Kolarov ha messo a segno 2 reti e confezionato addirittura 12 assist in 34 presenze. Con la flessione inspiegabile di Alex Sandro, Kolarov s’è preso Roma i galloni di terzino principe della Lega. Anche perché quel mancino, sui piazzati, è sempre stato (ed è ancora…) un “Ave Maria” per difensori e portieri. 


Alfredo Montalto: Andrea Masiello

Avrei voluto mettere la gif di uno dei suoi dribbling signorili da ultimo uomo, ma ci potete credere che non esiste un video delle skills di Masiello? Cioè ho trovato un video delle skills di Lirola, ma non delle sue. Va beh, consoliamoci con il suo gol classico: li fa tutti così.

Partiamo da un presupposto: sono qui a premiare la sua stagione, non la sua storia personale. Andrea Masiello è un giocatore di cui si parla poco, ostracizzato dai media, che riceve amore solo a Bergamo. Il leader nerazzurro viene spesso dimenticato fra i volti noti dell’Atalanta. Sicuramente incide l’età, ma ciò che incide maggiormente è quell’autogol, quella macchia indelebile sulla sua carriera che rende inopportuno sponsorizzarlo. Eppure il buon Andrea, oltrepassata la soglia dei 30 anni, ha raggiunto la sua completa maturazione e gioca da due anni a livelli da top player. E il difensore, secondo Fantagazzetta, con la media voto più alta negli ultimi due anni di Serie A. Quest’anno ha giocato 41 partite fra campionato e coppe, mantenendo medie voto e statistiche simili a quelle dei giustamente celebrati Koulibaly, Skriniar e Benatia (i primi due lo battono per palloni recuperati, ma ha meno palle perse e falli commessi rispetto a loro). A differenza di questi tre, tuttavia, lui nelle partite decisive ha sempre sfoderato prestazioni di altissimo livello e alcune le ha anche decise. Insomma fossi il ds di una big di Serie A, un sondaggio su di lui lo farei. Nonostante l’età. Poi oltre a tutte queste spiegazioni logiche, quanto è elegante?


Alessandro Billi: Leonardo Bonucci

“Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l’amore”

Sembra passata una vita intera dallo sgabello di Lisbona, dalle lacrime di Cardiff, dagli equilibri da spostare per soddisfare le ambizioni settembrine del suo Milan. In mezzo Leo Bonucci è passato attraverso l’Inferno, è sceso attraverso ogni girone fino al nono cerchio, insieme al Conte Ugolino, Lucifero, e Giuda. Il suo Milan ha vissuto un’annata dalle due facce e in molti si sono chiesti come sarebbe andata se Gattuso avesse ricevuto le chiavi dello spogliatoio già da Agosto. Proprio Ringhio, condottiero e regolatore di una rosa senza senso di appartenenza e sacrificio, ha avuto il grande merito di compattare e responsabilizzare un gruppo di giocatori di indubbia qualità ma dispersi nel marasma di un avvio di stagione difficile. Chi se non Leo poteva essere il capitano di questo Milan? Come per magia, i pianeti si sono riallineati e lui, sotto la pressione di un allenatore nervoso ed autoritario, è tornato ad essere guida nel gioco e nello spirito di un Milan compatto e determinato, a tratti famelico. Il premio lo offro a lui, che tanto ho odiato quando nove mesi fa ha portato le sue qualità e la sua boria a Milanello, che ho odiato ancora di più quando ha chiesto ai suoi ex tifosi di sciacquarsi la bocca proprio nella sua ex casa; lo offro a lui proprio perché è rimasto fedele a sé stesso, ambizioso, determinato, affamato e non si è lasciato devastare psicologicamente dai primi tre mesi devastanti della sua permanenza milanese. Forse adesso, a quasi un anno dal suo addio, ho davvero compreso le motivazioni della sua scelta; lo immagino davanti allo specchio, masticare caramelle all’aglio canticchiando alla sua immagine riflessa “Maddalena io ti amo tanto / lui voleva il cielo e io voglio stare qua. / Lo uccidessero, va bene. Tanto al tempo / ha detto a tutti che poi risorgerà”.

Luca Guerri: Kalidou Koulibaly

Progressione impressionante e perfetta scelta di tempo.

Il muro (link al mio vecchio articolo) del Napoli sembra essere finalmente ultimato. In questa stagione Koulibaly ha maturato un’attenzione nei 90 minuti e una padronanza del proprio corpo che lo pongono senza dubbio tra i difensori centrali più forti al mondo. L’organizzazione tattica di Sarri e l’esperienza di un monumentale Albiol (anche lui alla sua migliore stagione italiana) ne hanno esaltato le doti e il lavoro costante sulla testa del giocatore ha permesso di limarne i difetti, fino a renderlo a tratti invulnerabile. Chiamatemi quando perderà un contrasto, perchè sarà un evento più unico che raro. Freddo e chirurgico in difesa ma anche intraprendente in attacco, protagonista di quelle scorribande offensive che creano scompiglio e superiorità numerica. Sostanzialmente ambidestro e con una tecnica che migliora di partita in partita. Per non parlare della progressione, che gli permette di marcare giocatori molto più rapidi di lui. A mio parere, il prototipo perfetto del difensore moderno. Certo, la stagione perfetta di KK26 e del suo Napoli è macchiata da un errore enorme: quello a Firenze, che ha sancito la fine dei sogni tricolore dei partenopei. Ma di fronte a 36 presenze senza sbavature, diventa ininfluente ai fini del mio voto.


Alessandro Viglione: Federico Fazio

Dominio aereo, senso della posizione al limite della perfezione e tempismo di intervento. Tutte doti del “Comandante” che aggiunge al bagaglio tecnico un piede che gli permette di fare questi passaggi così. Tagliare dalla gif la realizzazione finale sarebbe stato un reato.

“I Rating di WhoScored.com sono basati su un esclusivo algoritmo statistico, e calcolati in diretta durante la partita. Ci sono oltre 200 statistiche grezze incluse nel calcolo del Rating di un giocatore o una squadra, pesate proporzionalmente alla loro influenza all’interno del gioco. Ogni evento rilevante è preso in considerazione, con un effetto positivo o negativo e con differente peso sul Rating in relazione alla zone del campo e alla riuscita dell’azione.”
Leggendo questa definizione, valutandola con il rating globale stagionale presente sul sito, ho avuto la conferma di una sensazione che ormai, a stagione finita, si è fatta sempre più concreta. Federico Fazio viene da un campionato eccellente. Ci sono difensori più forti di lui (pochi in realtà) su alcuni fondamentali, ma la totalità con la quale entra in positivo nelle azioni di praticamente tutte le partite giocate lo rende quasi unico. Il suo essere un colosso lo fa partire quasi sempre favorito nei duelli corpo a corpo. Il dominio aereo non lo considero per manifesta superiorità. Il suo senso della posizione compensa quella che è la sua non elevata, ma di certo non bassa, rapidità nei movimenti. La tecnica col pallone tra i piedi resta di pregevolissima fattura per un DC (Ma quanti dribbling ha fatto?).
Il suo rating, insieme alle sue statistiche più importanti, lo potete trovare qui: 7,28 (in una scala da 1 a 10). Per capirci, con almeno 30 presenze è il primo DC; secondo, come difensore, solo al compagno di squadra Kolarov. Ha lo stesso rating globale di attaccanti come Higuain e Icardi, per capirne l’influenza.
Ho voluto premiare lui perché molti erano scettici sulle sue capacità di ambientarsi in un gioco rapido come quello di Di Francesco, con una difesa a quattro così alta. L’estate scorsa sembrava rientrare tra i sacrificabili del mercato della Roma e invece è diventato il comandante della seconda miglior difesa del campionato.  

 


Albo d’oro:

  2016/17 2017/18
Stefano Uccheddu Leonardo Spinazzola Aleksandar Kolarov
Alfredo Montalto Andrea Conti Andrea Masiello
Alessandro Billi Mario Mandzukic Leonardo Bonucci
Alessandro Viglione Mattia Caldara Federico Fazio
Luca Guerri Mattia Caldara  Kalidou Koulibaly

 

 

Viste le molte richieste, inseriamo i link dei premiati dell’anno passato:

Miglior portiere 2017  ————————— Peggior portiere 2017 

Miglior difensore 2017 ————————— Peggior difensore 2017

Miglior centrocampista 2017 ——————– Peggior centrocampista 2017

Miglior attaccante 2017 ————————– Peggior attaccante 2017

Miglior allenatore 2017 ————————— Peggior allenatore 2017

 

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