TBP Serie A Awards 2018 – Miglior portiere

Ritornano gli Awards della Serie A, firmati Brockford Post.

I migliori e i peggiori portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti, secondo la nostra redazione sportiva. In aggiunta al voto, la motivazione della scelta. 


Stefano Uccheddu: Alisson Becker

Aspetta l’ultima mossa, in un tango lento e passionale con il pallone, poi l’esplosione, il momento, l’epifania.

Prima stagione in Serie A, da titolare, e nessuno ci avrebbe scommesso un euro bucato. D’altronde, si sa, i portieri brasiliani sono gran giocolieri, ottimi personaggi… Insomma tutto, fuorché affidabili, ma Alisson è l’eccezione che conferma la regola. Essenziale ed esiziale nel suo estetismo limitato tra i pali, tremendamente efficace anche fuori dal proprio giardino di 16×40. Una reattività incredibile gli permette sempre di costruire i propri interventi all’istante, quasi come programmati da un’analisi attenta del movimento dell’attaccante. Legge l’azione come pochi portieri al mondo, conosce la propria porta e sa come difenderla: dopo diversi anni di bulimia nel ruolo, Roma ha finalmente trovato il proprio guardiano.


Alfredo Montalto: Alisson Becker

Non la sua parata più difficile, ma quella che più ne rappresenta l’incisività.

Napoli – Roma. Una delle partite che deciderà lo scudetto. Il primo tempo è di marca Napoli, ad Insigne risponde un gol fortunoso di Cengiz. Sono 1 a 1, quando Insigne impatta bene questo pallone al volo, angolandolo e dandogli forza. Il tiro rimane basso, rendendo complicatissima la parata. Di fronte, però, c’è un felino e un lettore di giocate clamoroso. Perché Alisson non vede la palla, coperta dal corpo di Fazio, ma si è mosso prima verso il lato scoperto della porta, nonostante la velocità della giocata. E’ un riposizionamento fondamentale, che gli permette di compiere una parata che altrimenti sarebbe stata impossibile. A ciò si aggiunge la pazzesca reattività nell’allungarsi e la ottima tecnica con cui impatta a due mani il pallone, non facendosi piegare da un tiro potente e ravvicinato. La Roma, giocando in contropiede, vincerà poi 2-4 quella partita. Tutto questo per far capire quanto un portiere possa essere decisivo e quanto possa influenzare un giocatore, una squadra, un campionato. Si è preso sulle spalle la Roma e l’ha trascinata fino al terzo posto, nonostante il faticoso doppio impegno con la Champions. A discapito dei tanti tifosi a cui ha cancellato l’urlo gol dalla gola. Per me, è stato il giocatore più influente di questo campionato.


Alessandro Billi: Gianluigi Buffon

“Dispiace, non per me, ma per il calcio italiano in generale. Abbiamo fallito un qualcosa che a livello sociale poteva essere molto importante. Questo è l’unico rammarico che ho, non ho rammarichi personali.” Non piangete.

Non me ne vogliate, è una questione di cuore. Non si può spiegare l’amore, non si può razionalizzare il sentimento. Gigi Buffon fra una manciata di giorni alzerà al cielo il suo nono scudetto e appenderà i guantoni al chiodo. Qualunque statistica disponibile non lo impone come miglior portiere della Serie A, ma qua non si parla di statistiche; quando si parla di portieri non si parla mai soltanto di statistiche.

La sua stagione è stata farcita da prestazioni altalenanti; non più permeata da quella antiestetica, pragmatica solidità che lo ha mantenuto per vent’anni sul trono del mondo. Per la prima volta nella sua carriera Gigi Buffon si è sentito vecchio e, osservando le sue prestazioni “peggiori”, si possono valutare tutti i suoi errori alla luce della sua consapevolezza di essere al capolinea. Quando fai della fiducia nei tuoi mezzi fisici uno strumento essenziale del tuo gioco devi necessariamente essere costantemente sulla corda, a digrignare i denti contro chiunque voglia rubarti la corona. Gigi ha sempre francamente ammesso di considerarsi il migliore di tutti malgrado non tutti la pensassero come lui, se ne fregava altamente dei giudizi e ad ogni critica rispondeva con prestazioni spesso al confine con l’epico.

Se sei abituato a non ascoltare le voci che vengono da fuori è la voce che ti viene da dentro a farti vacillare profondamente. Al suo VENTIDUESIMO anno da professionista Gigi Buffon può dire di essere stato tutto: Superman, capitano, campione del mondo, bandiera, perfetto, numero uno e miglior portiere del mondo, ma in questa ultima stagione ci ha donato l’insegnamento più importante. Il portierone ha tolto la maschera e ha lasciato vedere a tutti cosa si nasconde dietro il migliore sportivo degli ultimi venti anni: un Uomo, un umano; un compendio esatto di cosa si nasconde dentro ognuno di noi: la determinazione, il narcisismo, la debolezza, le insicurezze, la rabbia e la delusione, l’orgoglio e la paura, l’amore e la fame. Questa stagione, come la morte per la vita, legittima con una narrazione tremendamente aderente la carriera di uno dei più grandi calciatori della storia Italiana e non solo. La consapevolezza che non esiste un lieto fine bensì un finale unico inevitabile ed esatto è ciò che farà sorridere Gigi quando riguarderà alla sua carriera sorridendo senza rimpianti o peli sulla lingua.


Luca Guerri: Mattia Perin

Stile 30% Tecnica 50% Efficacia 100%

Tra gli eredi di Buffon aggiungete il suo nome, e in maiuscolo. E non soltanto per la maglia azzurra. Già, perché Perin è al centro di numerose voci di mercato che lo vedrebbero in partenza verso Torino, sponda bianconera, per raccogliere un’eredità che fa più ombra della Mole: quella del portiere bianconero – a detta di molti – più forte di sempre. Certo, eventualmente ci sarebbe da duellare con Szczesny (non certo l’ultimo arrivato) e le chance che il numero 1 del Genoa possa partire da titolare sarebbero poche. Ma questo, al momento, è fantamercato. La realtà è che Perin è stato tra i migliori del nostro campionato, e una scommessa stravinta per chi (come me) l’ha pagato pochi spicci al fantacalcio (grazie, Mattia). Prestazioni solide, 12 clean sheets e una percentuale di parate di molto superiore al 70%. Magari non perfetto stilisticamente, ma sempre tremendamente efficace. Troppo scontato – e assolutamente legittimo – pensare di premiare Alisson, ma la stagione del portiere genoano è stata di altissimo profilo ed è passata, a mio avviso, troppo in sordina. La mia palma di miglior portiere va perciò a Perin, tornato ad altissimi livelli dopo stagioni particolarmente sfortunate.


Alessandro Viglione: Alisson Becker

A detta del portiere brasiliano, la sua parata più bella. Nel dubbio della scelta, fidiamoci.

Lo ammetto, è stato fin troppo facile per me prendere questa scelta, da romanista. Soprattutto perché, come dice poco sopra Stefano, dopo anni di bulimia abbiamo finalmente trovato il nostro guardiano. E che guardiano!
Partendo dal presupposto che per me il figlio di Alì non è un semplice portiere nel senso più diretto a cui siamo abituati (qui lo premiavo come il giocatore più elegante della serie A), le sue statistiche da numero 1 sono quanto meno disarmanti. La Roma ha la seconda miglior difesa del campionato, insieme a Napoli e Inter. Tra le prime cinque però la Roma è quella che subisce più tiri a partita (ben 2.5 più del Napoli e quasi 3 rispetto alla Juve). Inoltre, nonostante subisca quasi gli stessi tiri dell’Inter, gli expected goals concessi (xGA) sono maggiori di quest’ultima e di gran lunga maggiori di quelli delle prime due della classe. Ancora più sorprendente è notare che la Roma ha la differenza gol concessi (28) e xGA (37.48) più alta della serie A. Il succo di tutti questi conti è che Alisson fa tante parate e molto spesso sono parate difficili e decisive.
A tutto ciò, aggiungeteci la sua eleganza nei movimenti, il suo controllo palla (decisamente il portiere con più dribbling di tutti, 6, il secondo è a 2) e la sua abilità nell’entrare con precisione nel costruzione di gioco della Roma (primo portiere in serie A per precisione passaggi, sia lunghi che corti) e avrete il vostro numero 1 dei sogni. O meglio, il nostro numero 1 dei sogni: il figlio di Alì. 

 


Albo d’oro:

  2016/17 2017/18
Stefano Uccheddu Gianluigi Buffon Alisson Becker
Alfredo Montalto Gianluigi Donnarumma Alisson Becker
Alessandro Billi Gianluigi Buffon Gianluigi Buffon
Alessandro Viglione Gianluigi Buffon Alisson Becker
Luca Guerri Gianluigi Donnarumma  Mattia Perin

 

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