TBP Serie A Awards – Miglior attaccante

Ritornano gli Awards della Serie A, firmati Brockford Post

I migliori e i peggiori portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti, secondo la nostra redazione sportiva. In aggiunta al voto, la motivazione della scelta. 


Stefano Uccheddu: Josip Iličič

Attacco alla profondità da attaccante puro, occhi sul pallone e colpo del genio insito nella mistica del 72 (che sommati danno “9”). Che bellezza, Josip!

Se il gioco del calcio fosse un gioco statico e di posizione, Josip Iličič sarebbe probabilmente uno dei 5 migliori giocatori del mondo. Josip, purtroppo, è nato in una dimensione distorta, in cui la sua natura mal si sposa con il mondo che lo circonda. Lo sloveno è sempre stato uno splendido anatroccolo idrofobo, così lontano da ogni aspettativa degli addetti ai lavori, da dubitar della propria discendenza da cigno del calcio. Nel calcio esistono poche certezze: il catenaccio all’italiana, il palleggio spagnolo e… i miracoli di Gasperini. Alle dipendenze del Gasp, il talento di Iličič ha finalmente trovato una non-collocazione in campo: un po’ 9, un po’ 10, un po’ ala, un po’ tutto. Nessuno ha mai discusso le qualità tecniche e fisiche (parliamo di un giocatore di un metro e novanta…) di Iličič, ma la personalità del trentenne sloveno s’è sempre inserita naturalmente nella parentesi graffa che racchiude quel “può, ma non si applica” di scolaresca memoria. L’ex-Fiorentina aveva bisogno di regolare la propria indolenza tra le braccia del caos organizzato di Gasperini, all’interno di una macchina perfetta che necessitava solamente del suo quoziente di ordinaria follia. 11 goal e 8 assist in campionato, 4 goal e 2 assist in 6 presenze in Europa League (di cui uno favoloso a Dortmund) e un’incidenza da subentrato decisamente incalcolabile. Nel giardino dei miracoli, è sbocciato anche il tulipano di Slovenia e ora tutto il mondo ne brama il profumo.  


Alfredo Montalto: Ciro Immobile

In una singola azione, uccella Allan e Koulibaly senza scusanti. Dai ma non è Immobile, stiamo scherzando?

Non sono per nulla un estimatore di Immobile. Non andrei oltre i 30 milioni per comprarlo, nonostante i prezzi del mercato attuale. Sono abbastanza convinto che non possa ripetere una stagione di questo tipo in un club di prima fascia, considerando i tanti limiti tecnici e fisici. Messe in conto tutte queste premesse, io non valuto il talento del giocatore (se no farei vincere ogni anno Dybala e non mi divertirei nemmeno), ma la stagione. E Immobile ne ha sfoderata una per cui non trovo aggettivo migliore che miracolosa. Molti si sono dimenticati di come già al Toro avesse fatto bene, ma questa volta si supera: fa 41 gol e 11 assist (!!!!!!!), 29 e 9 se ci limitiamo al solo campionato. Numeri che, nonostante tutte le mie perplessità sul giocatore, mi obbligano a dargli questo premio. Numeri a cui vanno aggiunte alcune giocate, come quella della gif, che dimostrano uno stato fisico, atletico e psicologico (perché ci vuole fiducia per provare a dribblare Allan e Kalidou) stupefacente. Gli attaccanti hanno spesso dei periodi di trend positivo in cui riesce loro tutto:  Dybala e Icardi ad inizio anno, Higuain nella fase centrale del campionato. Però solo i fuoriclasse totali riescono a mantenere questa esaltazione mentale per un’intera stagione (vedi l’Higuain dei 36 gol). Immobile fuoriclasse non lo dovrebbe essere. Quindi o ha vissuto una stagione mentalmente dopata (mia ipotesi) o ci siamo tutti sbagliati sul suo conto. Rimandiamo la sentenza definitiva al prossimo anno.


Alessandro Billi: Paulo Dybala

Stop, percepire l’avversario che accorre, tocco-tunnel-giravolta, difendere palla, tirare ad incrociare in caduta a pallonetto. Omar Sivori

Paulo Dybala è stato più volte accusato di non essere decisivo durante questa stagione, di essere un sopravvalutato o di essere addirittura stato un fuoco di paglia. Alla fine del campionato la sensazione è stata quella di un giocatore che, atteso sull’altare degli dei, abbia rimandato ancora una volta l’appuntamento. A mente fredda è difficile valutare male la stagione del 10 bianconero. Dybala ha realizzato in campionato 22 reti (terzo nella classifica cannonieri, una ogni 113 minuti), convertendo nello specchio il 71% dei tiri effettuati (percentuale realizzativa ∼20%) impreziositi da cinque assist. La sua stagione passa attraverso momenti esaltanti e altri totalmente da dimenticare; si pensi ai due rigori sbagliati nei minuti finali delle sfide contro Atalanta e Lazio che avrebbero permesso alla sua squadra di mantenere il passo di un Napoli ruggente ad inizio campionato. Si pensi però alla qualità del giocatore, alla cristallina certezza che al momento nel nostro campionato nessun giocatore è dotato della sua tecnica, dell’eleganza che avvolge ogni suo movimento. Dybala compierà 25 anni il prossimo Novembre e rimanda a settembre l’esame di maturità, quello step che lo possa rendere un marcatore ancora più decisivo e continuo, nel frattempo segna gol pesanti e bellissimi già in questo campionato come quello, a volte le coincidenze, segnato proprio nei minuti finali proprio contro la Lazio nel girone di ritorno, che dovrebbe stare di diritto fra i primi cinque gol della stagione. 


Luca Guerri: Mauro Icardi

LETALE. Ma come fai a fare un goal del genere?

Uno degli ultimi interpreti del ruolo del vero nueve, forse fin troppo. Ogni pallone che transita nell’area avversaria è un invito a nozze e Maurito ci si fionda come se fosse l’ultima pizzetta del buffet. Non sarà particolarmente adatto a difendere, ma se c’è da dare il buon esempio è sempre in prima fila. Le corse a vuoto sugli avversari per scuotere la squadra, le lacrime dopo la sconfitta con il Sassuolo, la gioia irrefrenabile per il ritorno in Champions League. Icardi si è cucito il nerazzurro addosso. Mille voci circolano su di lui e intorno a lui (una manager-moglie piuttosto ingombrante non deve essere così facile da gestire), ma Maurito ha la capacità di non farsi influenzare da tutto ciò che accade fuori da quel rettangolo verde. Non sarà un attaccante tecnico, di manovra, particolarmente mobile. Ma segna. E quanto segna. Ben 100 goal in 159 partite con l’Inter. E come segna. Di testa, di sinistro, di ginocchio, di tibia. In mischia, di potenza, di astuzia, di rapina. Contro le grandi e contro le piccole, senza distinzione alcuna. Il progetto Inter va costruito attorno al numero 9, senza alcun dubbio. «Non si può discutere un centravanti che fa 29 goal in serie A». Parola di Ronaldo, il Fenomeno. Non mi sento di contraddirlo.


Alessandro Viglione: Edin Dzeko 

IMPERDIBILE NUOVO SPORT ESTREMO: andare in curva B al San Paolo, vedere un gol del genere della propria squadra e riuscire a non esultare. (Portare velocemente le mani ai capelli dopo averle alzate al cielo può salvarvi la vita, n.d.r.)

Ho sempre pensato, da amante di calcio, che andare allo stadio a vedere una partita sia più o meno come andare a vedere una grande rappresentazione teatrale. Se vai a vedere la tua squadra del cuore molto spesso la rappresentazione può assumere toni epici o drammatici. Quest’anno, ho avuto la fortuna di vedere per 3 volte giocare Edin Dzeko dal vivo: il 20 Settembre a Benevento, il 3 Aprile a Napoli e il 10 Aprile a Roma, contro il Barcellona. Quando vedi la rappresentazione di un grande spettacolo dal vivo, hai sempre delle sensazioni diverse, più coinvolgenti e stimolanti, rispetto a quando sei seduto comodo sul divano davanti ad uno schermo. (Per fortuna, altrimenti i concerti sarebbero tutti deserti). Ciò è molto spesso merito degli attori/ballerini/cantanti protagonisti. Soprattutto, in uno spettacolo in cui prendono parte più o meno 25 personaggi l’attaccante bosniaco è valso sempre da solo il prezzo del biglietto. Badate bene, non solo per i suoi acuti (5 gol in queste partite, 1 di destro, 3 di sinistro, 1 di testa, per non farci mancare niente) ma per tutta la durata della sua grandezza e onnipresenza fisica e mentale. Il numero “9” giallorosso, più dello scorso anno in cui si è laureato capocannoniere della Serie A, mi ha trasmesso un senso di completezza e di capacità di piegare a proprio piacimento i fili della narrazione della sua storia, in modo completamente unico. Non è il miglior realizzatore (appena 16 gol) e anzi deve tirare quasi più in porta di tutti per segnare (ci prova più di lui solo Insigne). Tuttavia, rispetto allo scorso anno, ha imparato ad essere quasi sempre all’interno della partita e quasi sempre nei momenti che più contavano (tant’è vero che il suo Raiting è superiore a quello di Icardi, Immobile e Higuain). Soprattutto nella seconda parte di stagione, dopo la telenovela della sua possibile partenza conclusasi con un suo categorico rifiuto, ha costantemente inziato a caricarsi la squadra sulle spalle. Tanti meriti del percorso meraviglioso in Champions dei giallorossi e del terzo posto portano proprio la sua firma. Il mio più che è un premio è un consiglio: il ballo del cigno di Sarajevo, vale sempre il prezzo del biglietto

 


Albo d’oro:

  2016/17 2017/18
Stefano Uccheddu Gonzalo Higuain Josip Iličič
Alfredo Montalto Dries Mertens Ciro Immobile
Alessandro Billi Andrea Belotti Paulo Dybala
Alessandro Viglione Andrea Belotti Edin Dzeko
Luca Guerri Dries Mertens Mauro Icardi

 

 

Viste le molte richieste, inseriamo i link dei premiati dell’anno passato:

Miglior portiere 2017  ————————— Peggior portiere 2017 

Miglior difensore 2017 ————————— Peggior difensore 2017

Miglior centrocampista 2017 ——————– Peggior centrocampista 2017

Miglior attaccante 2017 ————————– Peggior attaccante 2017

Miglior allenatore 2017 ————————— Peggior allenatore 2017

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