Migranti: la risposta dell’UE all’Italia

La solidarietà dell’Ue vacilla

L’Oim (Organizzazione Mondiale per le Migrazioni) ha aggiornati i dati relativi agli arrivi in Europa nel 2017. Le statistiche parlano chiaro: la migrazione è imponente. Più di 100.000 migranti, di cui l’85% in Italia. I morti in mare ufficiali sono 2247. Di fronte a questi numeri, come si comporta l’Europa?

I segnali che arrivano dal palcoscenico europeo non sono rassicuranti. La sensazione è quella di un disinteresse diffuso nei confronti dell’Italia. Come se il problema fosse distante. Non è certo questa l’idea di solidarietà che dovrebbe caratterizzare un’Unione.

Questi segnali negativi arrivano dalla tensione che si avverte in Parlamento europeo in questi giorni (per esempio l’episodio tra Juncker e Tajani, nell’Assemblea plenaria del 4 luglio). Arrivano anche dalle procedure di infrazione che la Commissione europea ha appena aperto contro Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, tre dei quattro Paesi del gruppo di Visegrad, che non hanno ricollocato al loro interno la quota di richiedenti asilo concordata a livello Ue nel 2015. Sicuramente l’evento più preoccupante è quello minacciato dall’Austria, che si è detta pronta a schierare in Brennero 750 soldati.

Il prossimo Consiglio Affari Interni informale è previsto a Tallinn per il 6 e 7 luglio: la base di discussione dovrebbe essere rappresentata dalle misure in sostegno dell’Italia. “Dovrebbe”, perché mentre la Commissione ha intenzione di trattare seriamente e giungere ad una conclusione, ci sono figure che sembra non condividano lo stesso obiettivo. Un esempio è il ministro dell’Interno estone Andres Anvelt che ha chiaramente affermato che in Consiglio saranno ascoltati gli argomenti dell’Italia senza però giungere ad una risposta solidale effettiva. Anche se ormai è evidente che quella dei migranti non è più un’emergenza, ma piuttosto un fenomeno destinato a durare, ciò non toglie che le azioni di risposta dell’Italia, soprattutto dell’Europa, devono essere immediate.

Misure in sostegno dell’Italia

Quali sono le misure in sostegno dell’Italia? È stato redatto un documento che verrà varato dalla Commissione europea in cui sono presenti diversi punti del piano europeo di aiuto all’Italia. Un punto riguarda i finanziamenti, che arriveranno da più parti: 50 milioni per i progetti di Federica Mogherini volti alla cooperazione con i paesi africani, in particolare per il controllo dei confini; 42 milioni per rafforzare la Guardia costiera libica; 35 milioni sbloccati dal commissario Avramopoulos per aiutare Roma nell’accoglienza. Sono sostegni che servono, ma rappresentano una briciola rispetto ai 4 miliardi che l’Italia spenderà nel 2017 per far fronte al problema migranti. Un altro punto riguarda i rimpatri, in particolare quelli dall’Italia, per cui si richiederà ai paesi membri di versare quando dovuto al Fondo Ue per l’Africa del Nord. Si è posto anche il problema della collaborazione con le ong. Nello specifico si cercherà di uniformare l’attività delle organizzazioni a criteri stabiliti e uguali per tutti, fissati su un codice di condotta.

La sensazione che si avverte è comunque quella di un’eccessiva lentezza di risposta solidale da parte dell’Unione Europea. Ma il problema riguarda, di fatto, tutta l’Europa, anche se l’impatto è maggiormente assorbito da Italia, Spagna e Grecia.

Samuele Nardi

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