NBA Finals 2017 preview: sarà rivincita Warriors?

Capitolo III della Saga tra Guerrieri e Cavalieri

“Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nell’oscurità incatenarli.”

La Poesia dell’Anello, partorita dal genio di J.R.R. Tolkien, ci introduce all’epicità dell’Atto III della Saga Warriors-Cavs. Un titolo a testa (2015 GS e 2016 Cleveland) non basta: serve l’atto finale per decretare il migliore.

Welcome to the NBA Finals 2017!

Quello che assisteremo a partire dalla notte del primo giugno prossimo è un unicum per la NBA. Per la prima volta nella Storia, infatti, assisteremo alla già ribattezzata Trilogy, ovvero la terza finale consecutiva con protagoniste le stesse squadre. Proviamo a capire cosa ci aspetta e chi, soprattutto, ha le maggiori possibilità di portare a casa il risultato.

Cosa dicono i numeri

ESPN, tra i più accreditati network sportivi a livello internazionale, ha provato a rispondere alla domanda “quale squadra è la migliore?” usando un complicato algoritmo, il Basketball Power Index (BPI).

Il BPI dà una stima delle possibilità che una squadra ha di vincere una gara/serie tenendo conto di una serie di fattori come: la forza dell’avversario, la forma attuale, le aspettative, lo stato degli infortuni, la location della gara (e le eventuali distanze da coprire in trasferta),… tutto questo viene imputato in un software, il quale simula 10.000 partite e dà un verdetto. Per quanto riguarda le Finals faccio parlare le immagini…

 

Fonte ESPN.com

Le speranze per i tifosi di LeBron sono al lumicino, ma sappiamo che i numeri non possono sempre predire il futuro. Se lo ricordano bene Curry e compagni l’anno scorso…

I 3 motivi per i quali vincerà Golden State

Numero 1: la voglia di rivincita

L’anno scorso le Finals sarebbero dovute essere le più scontate della storia. GS arrivò ai playoff con il miglior record di tutti i tempi in Regular Season (73-9), recuperò una serie, contro i Thunder, sotto 3-1 e si presentò al gran completo al cospetto del Re.

Una partenza sfavillante portò gli uomini di Kerr sul 3-1. Come finì lo sappiamo tutti, serie ribaltata e titolo a Cleveland.

Gli scontri in Regular Season hanno lasciato ben poco all’immaginazione. La tensione si sente e si percepisce nettamente la necessità, quasi viscerale, di GS di andarsi a riappropriare di qualcosa che già aveva in mano.

I playoff, iniziati con 3 cappotti di fila (per un record totale di 12-0) sono la dimostrazione di quanto corra GS in questa post-season.

Numero 2: Kevin Durant

La Dichiarazione di Guerra dei Guerrieri porta in calce una firma nuova rispetto alla loro versione 2016, quella di Kevin Durant.

Se non ci fosse un certo LeBron probabilmente la Lega avrebbe accettato dichiarazioni di resa incontrastata e decretato Golden State campione ad ottobre.

Durant sposta l’ago della bilancia nettamente verso i gialloblu.

Dopo un avvio in sordina, gli Warriors stanno ottenendo quello che si aspettavano da lui: un grande solista in un grande sistema di gioco.

Com’è cambiata GS? Ha un’opzione (e che opzione) in più in attacco quando le si inceppa il flow del gioco, ha la possibilità di mandare un uomo in isolamento e aggiunge centimetri e fisicità ad un roster “gracilino”. Forse ne perde un po’ in termini di difesa anche se sono convinto che il miglior Durant difensivo uscirà al momento opportuno.

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Need some defense?
Numero 3: Steph Curry

Parliamoci chiaro: l’anno scorso GS non ha reso al massimo nelle Finals soprattutto per la poca efficacia della sua Star. Steph veniva da una stagione logorante, corsa a mille all’ora, e conclusa con un infortunio che non gli ha mai di fatto permesso di giocare al meglio i playoff.

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La brutta copia di Curry versione playoff 2016

Le critiche sono state tante, troppe. Quest’anno abbiamo assistito ad una versione più matura di Curry. Meno atteggiamenti da sbruffone sul campo, più coinvolgimento dei compagni e una miglior gestione del proprio fisico.

Possiamo dire che il miglior Curry versione 2017 sia quello dei playoff: +3 punti di media rispetto alla RS, abbinati ad un ritorno ai suoi livelli nelle percentuali dal campo (50% da 2, 43% da 3 e 91% ai liberi).

Il dato più incredibile, tuttavia, è quello del plus-minus: +215, il migliore di ogni epoca. Questo si traduce in 215 punti in più per GS con in campo la sua point-guard. Ai limiti dell’assurdo.

Come non bastasse sembra che il figlio di Dell si stia trattenendo per lo step successivo. Scommettiamo che tutti i meme “Curry blew a 3-1 lead” gli risuonino ancora nelle orecchie?

I 3 motivi per cui vincerà Cleveland

Numero 1: LeBron James

E chi sennò? Dopo aver portato a casa il titolo da figliol prodigo, il Re vuole continuare ad arricchire il suo Regno di Anelli.

In questi playoff si è alzato ad un livello per il quale il paragone con Jordan non sembra più così eretico. Anzi, superandolo come miglior marcatore all-time in post season alimenta la fazione secondo cui sia addirittura migliore di His Airness.

Tralasciando queste “chiacchiere da social”, lo status di Leggenda se l’è, di fatto, già ampiamente guadagnato, probabilmente vorrà farci assistere alla sua assunzione verso l’Immortalità.

Numero 2: LeBron James

Ebbene sì. LeBron rappresenta per Cleveland almeno i due terzi delle possibilità di giocarsi il titolo. Più di qualsiasi altro compagno.

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LeBron James “The Block”, poesia in movimento. Oracle Arena 2016.

Dei suoi record abbiamo parlato velocemente in precedenza, ora vorrei farvi riflettere su come migliora i compagni.

Tralasciando l’aspetto, non secondario, relativo alla sicurezza che ti dà avere un campione di cotanto livello dalla tua, avere LeBron in squadra aiuta tecnicamente i Cavs ad essere più efficaci.

Nei playoff in corso, il numero 23 è primo, tra i compagni, in 4 delle 5 principali voci statistiche. Solo nei rimbalzi non primeggia (terzo dietro a Kevin Love e Tristan Thomponson) ma non è solo nei numeri dei singoli che dobbiamo andare a leggere la sua Onnipotenza.

I Cavs versione playoff hanno migliorato sensibilmente la loro media punti su 100 possessi: primi nei playoff con +13.2 punti rispetto alla RS. Aver circondato LeBron con un potenziale quintetto fatto di ottimi tiratori dall’arco permette di sfruttare maggiormente gli scarichi del loro leader. Il risultato? Piogge di triple sugli avversari.

Cleveland, infatti, ha fatto registrare le 3 migliori prestazioni in termini di % da 3 della post season (sempre oltre il 66%, contro Boston, gara 2 e 5, e contro Toronto, in gara 2).

Numero 3: la difesa

Chiunque abbia visto almeno una partita dei Cavs in Regular Season mi prenderà per matto, forse anche a ragione visto che è stata la 22esima difesa dell’intera RS.

Andiamo a vedere, però, cosa succede quando il gioco inizia a farsi duro. Nelle semifinali di Conference Cleveland è stata la seconda miglior difesa, diventando la prima nelle finali contro Boston. Un caso? Non credo.

Sicuramente il livello più “scarso” delle squadre dell’Est rispetto a quelle dell’Ovest fa fare una miglior figura ai Cavs ma la loro capacità di fare il salto di qualità quando serve è altrettanto indubbia.

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Regola num. 1 per non cascare ad una finta di Curry

Contro GS la serie si deciderà proprio qui rispettando il vecchio adagio secondo cui “l’attacco vende i biglietti, la difesa vince i titoli”.

Cleveland ha già dimostrato lo scorso anno di poter interrompere il flow degli Warriors. Quest’anno dovranno limitare anche Kevin Durant. Riuscissero a fare il salto ulteriore, per Golden State si (ri)farebbe dura.

Il pronostico

So che lo aspettavate tutti con ansia ed ora vi soddisferò tutti.

Vincerà Golden State e vincerà, al più tardi, 4-2, per andarsi a riprendere a Cleveland quello che le era stato tolto a casa propria.

Tuttavia, l’impressione è che più si andrà avanti nella serie e più i Cavs avranno carte da giocarsi. Fossi nei tifosi GS mi augurerei di chiudere al massimo entro gara 5.

Ma non essendo tifoso di nessuna di queste due fantastiche squadre spero di potermi godere lo spettacolo fino al settimo atto. Di sicuro non rimarremo delusi.

Daniele Mengato

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