NBA Finals 2017: la risurrezione di Iguodala

Qualcuno ha definito le NBA Finals 2017 tra le più noiose di sempre. Come servisse per forza una serie a 6/7 gare per definire “noioso” uno spettacolo come quello a cui abbiamo assistito in questi primi giorni di giugno.

Vi potrei parlare di Durant MVP, della rivincita di Curry, di LeBron sconfitto nonostante una tripla-doppia di media e di almeno altri 7-8 argomenti di assoluto interesse. Tuttavia il mio personalissimo omaggio va ad un veterano concreto, serio e mai abbastanza osannato: Andre Iguodala, from Springfield, Illinois.

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Non fare l’incredulo Iggy, si parla proprio di te

MVP delle Finals 2015 a “The Block” 2016

Iguodala arriva a Golden State nella stagione 2013-14. Ha già varcato la soglia dei trent’anni e sembra essere giunto per lui il momento di svernare nella Baia, facendo da chioccia ad una squadra giovane e dalle belle speranze.

Iggy è il go-to-guy e la star degli Warriors anche se sembra aver perso la miglior verticalità che lo ha contraddistinto nei suoi migliori anni nella Lega.

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Nel 2006 Iggy partecipava così all’NBA Dunk Contest

L’arrivo di coach Kerr e della saga degli Splash Brothers spedisce Iggy in panca. Il colpo per lui, abituato ad essere la star di una franchigia, non deve essere facile. Tuttavia il tutto sembra funzionare in concomitanza con le NBA Finals 2015.

Sotto 2-1 nella serie coi Cavs, coach Kerr decide di schierare dall’inizio il suo veterano: saranno 3 vittorie consecutive per GSW. In attacco non è appariscente come un tempo e non si avvicina neanche lontanamente ai numeri dei suoi compagni ma è in difesa che fa il miracolo: tiene sotto il 40% dal campo il Re, tanto da meritarsi l’MVP delle Finals più inaspettato di sempre (i bookmakers lo davano 125-1).

Iggy segna poco più di 16 punti a gara (secondo peggior scorer di sempre tra gli MVP di una Finale) ma è decisamente perfetto per quello che dà alla causa: oltre alla già citata difesa su Lebron, nelle ultime due decise gare mette a referto complessivamente 12 assist e 0 palle perse in quasi 80 minuti di gioco complessivi.

Se cercate la definizione di efficacia, guardate a casa Iguodala.

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Iggy coi trofei (personale e di squadra) del 2015

The Block 2016

Ogni icona sportiva ha un’immagine, un frame, un gesto tecnico che lo consacra alla Storia come uno dei più Grandi.

La mano de dios di Maradona, il doppio passo di Ronaldo (il Fenomeno, ovviamente), “the Shot” di Michael Jordan. Possiamo dire che la stoppata di LeBron James in gara 7 delle Finals 2016 è, ad oggi, il marchio iconico della sua immensa carriera.

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“The Block” James si va a prendere il titolo 2016
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A proposito di marchi, Nike sembra stia studiando qualcosa a proposito…

Tutti, appassionati e non, sanno che il gesto tecnico è di LeBron ma solo in pochi si ricorderanno di chi quella stoppata l’ha subita: il nostro buon Andre.

Le Finals 2016 per Iggy sono lontanissime parenti di quelle dell’anno precedente. GSW è reduce dalla splendida cavalcata che li porterà al miglior record di sempre ma si presenta al cospetto di LeBron con giocatori stanchi, rotti (Curry) e non pronti (Barnes).

Lo stesso Iguodala sembra spremuto e, forse, appagato. Come non bastasse, si trova davanti al LeBron migliore di sempre che sembra si sia ricordato della serie dell’anno precedente.

Il risultato lo sappiamo: serie ribaltata e vittoria in gara 7 per i Cavs.

La rivincita delle Finals 2017

Lo ribadisco subito: le Finals 2017 non sono state le Finals di Andre Iguodala.

Tuttavia quello che mi ha rubato gli occhi in gara 5 è stato proprio lui. Nelle precedenti 4 gare l’apporto è stato solido e da veterano: pochi fronzoli e tanta concretezza, senza rivestire un  ruolo particolarmente determinante.

In gara 5 abbiamo visto la risurrezione del vecchio leone: 20 punti con 9-14 dal campo in 38 minuti (tutti record personali in questi playoff).

Ma se ci limitassimo a guardare le stats non valorizzeremmo effettivamente il lavoro di Iggy.

Come vedete dal video, Iguodala fa tante piccole cose che aiutano a ricucire lo strappo iniziale dei Cavs, contribuisce allo scossone decisivo degli Warriors nel secondo quarto e respinge i tentativi di riavvicinamento di LeBron e compagni nella seconda metà della partita.

In tutto questo ci regala delle giocate che ormai hanno un gusto quasi vintage. Una su tutte la trovate in questo video:

In questi 45 secondi c’è tutto l’atletismo dell’Iggy delle origini aggiunto alla difesa e alla furbizia della versione matura di Andre: difesa pazzesca su Irving, palla rubata e spinta in transizione, coast-to-coast fino al ferro per chiudere con l’affondata ad una mano.

Abbiamo assistito alla miglior versione 2017 di Iggy proprio nell’elimination game casalingo delle Finals. Un caso? Non credo. Iguodala ha voluto togliersi anche lui aveva qualche sassolino nelle scarpe, per poter dimostrare di meritare l’entrata nella Storia dalla porta principale.

Daniele Mengato

 

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