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Omicidio Alatri: “Emanuele è stato ucciso, il pesce anche”

E’ questa la frase choc che da qualche giorno circola sul web: ricostruiamo insieme i pezzi per capire cosa sta succedendo

Nella notte fra venerdì e sabato scorsi, un ragazzo di nome Emanuele Morganti è stato ucciso da un branco di imbecilli fuori da un circolo Arci di Alatri, in provincia di Frosinone. Il movente sarebbe stato un complimento di troppo alla fidanzata di Emanuele. Secondo gli uccisori, il complimento non avrebbe dovuto provocare nessun sentimento di ira nella vittima.

Emanuele invece ha reagito ed è stata massacrato di botte.

Emanuele era un pescatore e nella foto in cui è stato ricordato nei giornali e nei telegiornali figurava un grosso pesce morto fra le sue braccia. Alcune persone appartenenti al credo vegano, avrebbero gioito e dichiarato giusta la morte del ragazzo, visto che a sua volta lui era un “assassino“.

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La foto incriminata- da il giornale.it

E da qui, ovviamente, è nata la polemica.

Il web non è un posto semplice da frequentare. E’ un posto minaccioso, pieno di pregiudizi, in cui tutti credono di essere liberi di esprimere il proprio pensiero. Questa libertà esiste teoricamente, ma è praticamente una continua battaglia.

Se due persone, evidentemente vegane, hanno espresso il loro parere, evidentemente immorale, non è assolutamente automatico che tutti i vegani siano dei sostenitori della “morte agli assassini”.

Ma senza scandali non ci sono click. Quindi il web per sopravvivere grida allo scandalo. E alimenta e da importanza a due circostanze, magari isolate, magari no, ma sicuramente ininfluenti.

I vegani sono persone, come gli onnivori, i vegetariani. L’unica differenza è che non mangiano carne e derivati. Come in ogni credo esistono gli estremismi. Ed anche questa volta non hanno tardato a farsi sentire.

Da quando è nata la società gli estremisti sono sempre stati un ostacolo alla convivenza civile, un limite al dialogo.

Il ragazzo ucciso era un cacciatore, morte chiama morte, non mi tocca” scrive un utente animalista ed estremista vegano. E ancora: “La ruota gira, Emanuele è morto perché era un cacciatore” digita un altro.

Il verdetto degli animalisti è chiaro. Emanuele uccideva gli animali e perciò non merita rispetto nemmeno da morto.

Sono frasi disumane, senza pietà. Emanuele uccideva i pesci, gli assassini di Emanuele hanno ucciso Emanuele. L’estremista vuole morto sia Emanuele che gli assassini? Quindi uccidiamo tutti e viviamo in un mondo verde in cui le uniche che possono uccidere qualcosa saranno le piante carnivore?

O meritano la morte anche quelle?

Beh, sembrerò cinica, ma quando muore un cacciatore, ossia uno che non ha il minimo rispetto per la vita, non provo nessuna pietà! Anzi… penso “uno di meno!E non conta niente se c’ha 20 anni e se gli hanno fatto la pelle!!! Lui la pelle l’ha fatta a tanti altri. e la ruota gira!!!“.

Questa sono le parole di un’altra utente. Parole folli.

Alla base di ogni convivenza sociale, politica, culturale ci dovrebbe essere il rispetto. E queste PERSONE, che sarebbero potute essere anche geofagiche per quanto mi riguarda, non hanno avuto il rispetto della vita di un ragazzo morto senza motivo. Un ragazzo che doveva vivere nel rispetto di quelle che erano le sue idee e nel rispetto del quieto vivere sociale.

E’ la piaga del web che si fa sentire ancora una volta. Tanti cani sciolti che abbaiano al mondo tutta la loro cattiveria ingiustificata.

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