“Open, Studi aperti”: elogio alla creatività!

“Open, Studi aperti”: una nuova e creativa iniziativa!

Il 26 e il 27 maggio sono stati i giorni della creatività, i giorni in cui ben 637 studi di architettura di tutta Italia hanno aderito alla novella iniziativa, denominata “Open, Studi aperti”, un evento piuttosto singolare, che ha permesso a tutti – semplici curiosi, ma anche esperti – di conoscere una professione molto spesso riservata, per non dire sconosciuta.

Architetti di fama mondiale, ma anche operanti a livello locale, in occasione di tale evento, hanno aperto le porte dei loro studi e messo a disposizione di tutti il proprio operato e la propria personalità, al fine di rendere maggiormente libera e pubblica la loro attività.

L’iniziativa ha riscontrato moltissimo successo: di grandissima soddisfazione è stato vedere persone visitare studi come fossero musei, gli sguardi interessati dei bambini, lo spirito di condivisione che ha permeato un po’ tutto l’evento. Sì, perché credo che la parola condivisione sia la più indicata per descrivere “Open, Studi aperti”. Bisogna pensare a quest’iniziativa, non come una classica trovata pubblicitaria, ma come uno spazio per condividere e rendere pubblici progetti, idee e realizzazioni, nati da ispirazioni, impegno e fatica.

Aprire le porte del proprio studio non è stato solo un’occasione per mostrare le proprie opere, ma per rendere pubblica la propria intimità, il proprio spazio di lavoro e le idee che si respirano all’interno di questi habitat accoglienti e creativi.
Aprire le porte dell’architettura significa elogiare la creatività, la bellezza, l’estetica, ciò che è utile, ciò che fa forte la nostra Italia.

Da non trascurare il fatto che l’evento non sia solo un’opportunità per avvicinare e rendere accessibile il mondo dell’architettura: esso è stato pensato per dare coscienza ai non esperti di quanto la professione dell’architetto sia importante, per non dire fondamentale.
L’architetto non è esclusivamente una persona creativa, ma anche il protagonista del cambiamento. Egli è in grado di trasformare il concetto di spazio – pubblico e privato – a livello fisico e ideale, di agire concretamente per il bene sociale, attraverso idee personalizzate, a favore dell’ambiente, del risparmio economico e della cultura. È una figura tanto realistica, quanto idealista, tanto vicina alle questioni sociali, quanto a quelle economiche e personali.

Sara Erriu

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