#operationfakebot

#OperationFakeBot

Un gruppo di hacker contro le fake news

Il gruppo si è impossessato di una botnet che diffondeva notizie false in rete e denuncia il pericolo per le elezioni


#OperationFakeBot

@isaydata @iasayweb siete stati oggetto dell’operazione fake bot per aver creato utenti falsi per propaganda politica in Italia. 947 dei vostri 2500 account #FaceBots sono stati hackerati il prossimo obiettivo @lega_nord e @Mov5Stelle.

Questo è il tweet condiviso mercoledì scorso da centinaia di account contemporaneamente. Gli account erano tutti falsi. A impossessarsene è stato un gruppo di hacker vicino ad Anonymous, che accusa una startup romana di aver creato quella rete di bot per diffondere notizie false in rete. Lo stesso tweet è comparso sulla pagina della Isayweb, la società in questione.

Un bot è un programma che accede alla rete attraverso gli stessi canali degli utenti umani, una botnet è una rete di bot controllata da un unico utente. L’Isaydata nega ogni addebito ma la vicenda era stata già denunciata dall’informatico David Puente (per saperne di più), che aveva individuato una serie di account falsi che condividevano sempre lo stesso messaggio: È una notte speciale x me perché stanotte dopo 5 anni dal sisma dormo x la prima volta a casa mia. E mi andava di condividerlo con voi.

Le prove contro Isaydata

Ciò che ha notato Puente innanzitutto è che tutti questi account hanno una mail di recupero simile a quella della Isaydata (Is**@g*.**.). Su Twitter è infatti possibile creare nuovi account con la stessa mail, appena modificata. Le coincidenze non finiscono qui.

Tutti questi account ritwittano quasi sempre contenuti dell’Isaydata, hanno un numero di follower simile (15mila come quelli dell’Isaydata) e i presunti utenti sono tutti nati a gennaio 2012 (quando è stato creato l’account della Isaydata). Il tono dei tweet è raramente politico, si tratta piuttosto di luoghi comuni e citazioni varie.

“Non lo abbiamo fatto, non ci riguarda in nessun modo. Forse siamo finiti in qualcosa più grande di noi” hanno replicato all’Agi i soci fondatori di Isaydata, Ralph Di Segni e Gianluca Pontecorvo. Fatto sta che dopo l’intervento dei giornalisti molti degli account incriminati hanno cominciato a sparire da Twitter. Fino all’inizio dell’Operazione Fake Bot.


Il gruppo hacker

I bot hackerati oltre all’hashtag OperationFakeBot hanno menzionato alcuni tra i principali giornalisti italiani. Sia Agi che Motherboard si sono messi in contatto con il gruppo che rivendica l’attacco, attraverso un altro account inattivo dal 2015 e violato per l’occasione: ora @ItalyFakeBotWar.

“La nostra è una guerra contro le fake news. Stanno danneggiando la democrazia in Italia”. Affermano di aver fatto parte di Anonymous e di averne poi preso le distanze. “La vostra intelligence è patetica. Non esiste un team che difenda il vostro Paese dai pericoli che arrivano dai social network: vigileremo sulle vostre elezioni”.

I pericoli per le elezioni in Italia

Il gruppo esclude che quella di Isaydata fosse propaganda politica, “solo una netbot che condivideva tweet rubandoli ad altri user e in questo modo hanno cercato di fare soldi ”. Il punto è che lo stesso strumento poteva effettivamente essere usato per fini politici, l’OperationFakeBot è stato solo un atto dimostrativo. Il vero pericolo per le elezioni italiane verrebbe dalle fake news orchestrate dai partiti politici italiani, su cui continua a delinearsi l’ombra della Russia e il progetto di destabilizzare le democrazie occidentali.

“Il Movimento 5 stelle ha organizzato una rete di propaganda ed è molto valida. Ha un modello che fa in modo che nulla sia riconducibile a loro. La Lega nord sarà aiutata da un team esterno di Sputnik e Russian Today, legato al team del generale russo Gerasimov”. Prove schiaccianti non ce ne sono, sebbene un rapporto dei democratici al Congresso americano continui a ribadire i pericoli per le elezioni italiane.

Intanto la guerra alle fake news va avanti e sull’account @ItalyFakeBotWar già si pensa ai prossimi obiettivi. Per ora.

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