E se il Palermo avesse tenuto i suoi fuoriclasse?

Cosa sarebbe successo se…il Palermo avesse tenuto i suoi talenti migliori?

 

Non si ferma la striscia positiva dei rosanero, che non perdono in campionato dal lontano 9 dicembre 2017. Dopo la sconfitta di misura a San Siro (1-0, con il goal del solito Icardi) il Palermo ha inanellato ben 10 risultati utili consecutivi, figli di 9 vittorie e del pareggio interno con il Torino. La capolista nutre un discreto vantaggio sulle milanesi, ma il campionato non può ancora dirsi archiviato.

Lo sottolinea Franco Vazquez, ai microfoni di Palermo Channel:«Chiaramente siamo i favoriti per il tricolore, ma gli impegni europei potrebbero portarci via energie preziose. Adesso c’è da ribaltare il 2-1 di Benfica, dopodiché testa al campionato». Concreto e sintetico, El Mudo. D’altro canto, i suoi numeri parlano per lui: 8 goal e 19 assist stagionali, molti dei quali al suo compagno di reparto Cavani.

Nuovi capitali, nuovi obiettivi

È chiaramente un Palermo ambizioso, quello di Di Francesco, ma che pecca di inesperienza a livello internazionale. Ad eccezione di Cavani, tornato in Sicilia dopo le esperienze con Napoli e PSG, la rosa è piena di talenti che calcano palcoscenici internazionali per la prima volta. D’altronde, Zamparini ha sempre ragionato in quest’ottica. Acquistare giovani promesse per poi metterle in mostra e cederle a prezzi esorbitanti.

Ma dal 15 Maggio 2015 non ne ha più avuto bisogno. Quel giorno, il presidente rosanero si era presentato in sala stampa con un sorriso a 32 denti, nonostante la situazione difficile del suo Palermo, al quindicesimo posto. «Vorrei fare un doppio annuncio» disse, «destinato a segnare una svolta decisiva nella storia del mio Palermo. Il primo, il più importante, è che la famiglia rosanero ha accolto nuovi e potenti investitori, grazie ai quali saremo presto in grado di competere ad altissimi livelli, in Italia e spero in Europa. Queste persone hanno chiesto la massima discrezione sulla loro identità e tengono al loro anonimato. Perciò, continuerò io stesso a ricoprire la carica di Presidente, in Lega come davanti ai microfoni della stampa. Il secondo annuncio riguarda i rinnovi contrattuali di Dybala e Vazquez, che allontana così ogni voce su una possibile loro partenza in estate. Non ho altro da aggiungere».

 

Vazquez e Dybala: mancinismo al potere sulla trequarti rosanero

 

Da allora Palermo è diventato un porto in cui attraccare, restare a lungo e vincere. Certo, il processo è lungi dall’essere completato. Ma lo scudetto del 2017 e i buoni risultati della stagione attuale sembrano dar ragione al DS Miccoli.

 

Testa alla Champions

Il 10 Marzo 2018, in un Barbera rinnovato e stracolmo va in scena il ritorno degli ottavi di Champions League: Palermo-Benfica.

In Portogallo la partita è stata tutt’altro che prevedibile. I padroni di casa, dopo l’assedio rosanero dei primi venti minuti, trovano il goal del vantaggio con l’immortale Luisao. Poi Dybala si prende la scena. Prima in positivo, concludendo di testa un’azione che lui stesso aveva avviato. A tempo scaduto, però, l’errore di inesperienza: è il 93′ quando La Joya, già ammonita, atterra in area Cervi. Secondo giallo per lui e penalty regalato a Jonas, che ringrazia e non sbaglia.

Il Palermo rientra in Italia arrabbiato, e riversa la propria foga sullo sparring partner biancoceleste. Palermo-Lazio finisce 5-1, con due goal di Dybala e tre del solito Cavani, salito a quota 23 in campionato. Ma il messaggio più importante campeggia sullo striscione in curva nord: “Palermo sogna una notte di stelle”. A dimostrazione del fatto che i tifosi credono al passaggio del turno europeo.

 

Luci accese

Ebbene, quella notte è finalmente giunta. I seggiolini vanno riempiendosi, le formazioni sono ormai ufficiali. Il Palermo si presenta con il solito 4-3-2-1, con Felipe Anderson a sostituire Dybala:

Handanovic; Darmian, Muñoz, Koulibaly, Vrsaljko; Bonaventura, Mandragora, Murgia; Vazquez, Felipe Anderson; Cavani. 

Al fischio d’inizio un boato si leva da tutto lo stadio. La spinta del pubblico è incredibile sin dai primi minuti, e il Palermo sembra avere una marcia in più. Felipe Anderson attira spesso su di sé il raddoppio di marcatura, creando corridoi interessanti per gli interni di centrocampo. Mandragora scandisce i tempi della manovra e Koulibaly giganteggia nel gioco aereo. Proprio il senegalese fa esplodere di gioia il Barbera. Al 29′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Koulibaly taglia sul primo palo e sfiora di testa, eludendo l’intervento del portiere. È di 1-0 il risultato con cui si va negli spogliatoi.

Nel secondo tempo il copione non cambia: è sempre il Palermo ad avere in mano il pallino del gioco, a mettere in atto un torello con al centro i giocatori inermi del Benfica. Grimaldo sfoga tutta la sua frustrazione sulle caviglie di Vazquez, regalando una punizione dai 23 metri. Cavani prende in mano il pallone, lo sistema a terra con cura prima di calciarlo con decisione all’incrocio, là dove la mamma nasconde la marmellata. È l’ultima emozione del match, la cui fine viene decretata poco dopo dal fischietto di Marciniak.

 

 

È fatta. Il Palermo è ai quarti di Champions League. La festa andrà avanti per tutta la notte nelle strade, i fumogeni renderanno il cielo di una tonalità rosea molto particolare. Il sogno di una città intera continua, si arricchisce di dettagli, assume contorni più definiti. Si entra nel vivo della competizione, dove altri sognatori si daranno battaglia per realizzare una fantasia bizzarra e affascinante: alzare una coppa dalle orecchie tanto grandi, che da anni fa innamorare migliaia di appassionati di calcio.

 

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