parità di salario

Quanto serve la parità di salario?

Parità di salario all’orizzonte

L’Islanda e l’esempio che dovremmo seguire


fonte: /www.npr.org

In Islanda la parità di salario è legge

Si dice che con l’anno nuovo nascano anche nuovi propositi. Seguendo la tradizione, dunque, dovremmo trovare almeno un nuovo obiettivo da porre. Quello di quest’anno potrebbe venirci in mente ammirando il buon esempio dell’ Islanda. Cosa mai avrà da proporci di così ambizioso la terra del ghiaccio e del fuoco? A giudicare da quello che è successo nei primi giorni del 2018, molto. E’ proprio in questo periodo che la legge approvata nel marzo scorso dal parlamento a Reykjavik, la capitale, è finalmente entrata in vigore. Non una legge qualsiasi, ma una vera riforma sociale. La norma, infatti, impone l’assoluta parità di salario fra uomini e donne

Salario uguale per tutti, lo dice la legge

Quello sulla parità di salario è un provvedimento storico, introdotto per legge da un paese che però non è nuovo a questo tipo di politica. Negli anni, infatti, l’Islanda ha preso diversi provvedimenti in favore della gender equality. Provvedimenti che sembrano andare in sintonia con la rappresentanza del paese dato che, e non sarà un caso, circa il 50% del parlamento è composto da donne. Dalla legge che impone alle aziende una quota  femminile almeno del 40%, a quella che concede il congedo parentale retribuito ad entrambi i genitori. Non si difende solo la parità di diritti ma viene promosso il femminismo e combattuta ogni tipo di discriminazione di genere. E ciò è stato confermato con l’ultima decisione di sanzionare le società con più di 25 dipendenti che pagano le donne meno degli uomini. Le aziende dovranno dunque ottenere un certificato dal governo che provi il rispetto dei nuovi criteri, pena una sanzione economica. La norma sulla parità di salario è un grande passo avanti per i diritti delle donne, un passo necessario per superare il divario socio-economico tra uomini e donne.


i provvedimenti prima della parità di salario
Alcune delle riforme pro – gender equality portate avanti negli anni dall’Islanda. La parità di salario è solo l’ultimo provvedimento a favore dell’uguaglianza di genere,

La parità è una priorità

Pur essendo un cambiamento importante, cancellare il gender pay gap rappresenta solo uno dei provvedimenti necessari ad annientare la differenza di genere. L’Islanda si è sempre mostrata una nazione sensibile verso l’uguaglianza completa ma il suo ruolo non basta. Secondo il World Economic Forum è al primo posto nella classifica dei paesi più progrediti riguardo alla gender equality. Il Global Gender Gap Report vede invece gli Stati Uniti al 49esimo posto e l’Italia all’82esimo (su 144). Un risultato poco onorevole per il nostro paese ma abbastanza prevedibile. Basti pensare alle convenzioni sociali che portiamo sulle spalle come salassi. Una società che fino a qualche decennio fa non permetteva alle donne nemmeno di votare e rilegava l’immaginario femminile alla casa, fatica a sventrare quelle tradizioni stantie. D’altro canto la parità salariale riapre la discussione in un momento storico molto significativo. Inutile dire l’impatto che il diverso trattamento economico tra uomini e donne ha a livello non solo finanziario, ma anche psicologico. Gli stereotipi di potenza e supremazia, da sempre emblemi delle retoriche sessiste, nascono proprio dalle questioni più concrete come quelle economiche. E mai come oggi si lotta contro quegli stereotipi di genere che per secoli sono stati promossi da un sistema patriarcale fortemente radicato. Questo significa che la nostra civiltà sta lentamente riconoscendo un problema culturale che nel passato non veniva nemmeno considerato. 

disuguaglianza di genere
la disuguaglianza di genere e le sue conseguenze. Fonte: https://missmuslim.nyc/coining-out-of-the-gender-gap/

 Un passo verso la libertà

Differenze di genere, discriminazioni, diversità sociali-economiche-politiche. L’orizzonte di aspettative nella divisione binaria tra uomo e donna non ammette più questo tipo di distinzioni. La rivendicazione per una pari dignità e qualità della vita sta piantando le sue radici in quel senso comune che è alla base della società moderna. E non è un caso, dunque, se movimenti contro la violenza di genere sono diventati fenomeni sociali di portata mondiale. Da #metoo a TIME’S UP, vere e proprie organizzazioni portavoce di questioni che non si può più evitare di ascoltare. E’ proprio su questo terreno fertile che ogni tipo di riforma (politica, economica o sociale) deve agire per garantire uguaglianza di genere. La legge islandese che promuove la parità di salario è solo un esempio di azione verso il progresso, ma non è sufficiente se portata avanti solo da una nazione. Il progresso deve rappresentare la collettività che lo insegue ed in questa collettività dovremmo identificarci tutti. Per farlo, però, dovremmo sentirci protetti da un’adeguata parità, in tutti gli ambiti della vita. Dunque, non è forse arrivato il momento che la tradizione sui buoni propositi ci consigli di rompere con la tradizionale disparità di genere?

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