TBP Serie A Awards – Il peggior difensore

Ritornano gli Awards della Serie A, firmati Brockford Post

I migliori e i peggiori portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti, secondo la nostra redazione sportiva. In aggiunta al voto, la motivazione della scelta. 


Stefano Uccheddu: Davide Santon

Davide pensa per un attimo a steccare Cuadrado da dietro, proprio come avrebbe fatto Maldini, poi riprende coscienza e decide che sia meglio farlo calciare a pochi metri dalla porta. Lo so, nulla ha senso in questo discorso.

Non dargli questo “premio”, significherebbe negare che Davide Santon abbia in qualche modo deciso le sorti del campionato appena conclusosi. L’ennesima stagione disastrosa dell’ex enfant-prodige della Pinetina. Vi ricordate cosa si diceva sul suo conto da giovanissimo? “Santon come Maldini”, “Ha annullato Cristiano Ronaldo“, “Questo ha più gamba di Cafù”. Poi il nulla, un enorme blackout. Lanciato nella termosfera, senza previa avvisare, il terzino dell’Inter ha conosciuto la fama ancor prima di raggiungerla. Santon non rientra per poco in quella mistica generazione italiana “salto” (1985-1990), che tanto povera e sciamannata pare, ma ci entra per diritto acquisito. Vi chiederete allora: cosa ci fa una sciagura simile ancora nella rosa dell’Inter? Semplice, chiedete a Tavecchio e alla riforma delle rose, che obbliga le società a inserire 4 giocatori cresciuti nel vivaio all’interno dei 25. Ora è tutto più chiaro? Anche se ideologicamente valida, questa regola ha riportato a galla diversi desaparecidos, cancellando totalmente ogni forma di “lancio i giovani” a discapito di un “riciclo i bidoni“. Davide, ahimè, rientra nella seconda categoria.   

 


Alfredo Montalto: Davide Santon

Qualità tecniche, rapidità, capacità di alzare la testa e fare la scelta giusta. Avrebbe potuto essere uno forte.

“Quella maledetta partita contro Cristiano Ronaldo. Non mi poteva lasciare in panchina Mou? ‘Sta moda di mettere i giovani per sembrare allenatori moderni”. Uno dei pochi casi in cui una grande prestazione potrebbe aver causato più danni che vantaggi. Forse non al suo portafoglio, che ha vissuto di rendita su quei dribbling mancati dal fenomeno portoghese. Più probabilmente, sul suo modo di relazionarsi al calcio. Un giocatore che, dopo quella partita, è stato sotterrato dalle aspettative. Questo nonostante capacità tecniche e fisiche ragguardevoli, come evidenzio nella gif. Una parabola molto simile a quella di Balotelli (ricordate la doppietta contro la Germania?): tra l’altro il fatto che provengano entrambi dal vivaio dell’Inter mi fa pensare che chi li ha gestiti non fosse proprio uno psicologo. Insomma, una partita giocata troppo bene che, assimilata male da ambiente interno/esterno e dalla sua stessa testa, gli ha rovinato la carriera. Lacrimuccia.


Alessandro Billi: Kalidou Koulibaly

Sipario

Quando ero bambino da qualche parte ho letto una storia abbastanza affascinante sul destino, che in qualche modo credo abbia segnato il mio approccio fatalista alla realtà. Questa storia raccontava di un principe bello e giovane, energico ed intelligente, amato da tutti i sudditi del reame. Mercuzio, così si chiamava, cavalcava e tirava di spada, partecipava attento alle assemblee dei popolani e sedeva sempre al fianco di suo padre, Re Giorgio, durante i consigli del reame. Essendo egli principe ereditario, si stava preparando alla successione al padre ormai stanco e anziano e i popolani frementi di vedere un nuovo Re così bello e illuminato stavano preparando i festeggiamenti abbellendo la città con festoni e fiori ovunque. Era stato preparato uno spettacolo pirotecnico del quale già si erano intraviste le prove colorare il cielo notturno della ridente capitale l’ultima volta che il principe era ritornato da una lunga spedizione. A pochi giorni dall’investitura, mentre camminava lungo le vie del mercato di buon mattino, scivolò su una pozzanghera di sterco e si ruppe il collo, morendo così in un istante, inavvertitamente.

Il senso di fatalismo che ha caratterizzato i 10 minuti calcistici fra il gol a Torino e l’espulsione a Firenze trascende i tempi teatrali e lo rende un momento di puro destino, dove non vi è modo di percepire del pathos, ma solo arrendevole sconfitta. Quindi Kalidou Koulibaly è stato il miglior difensore della serie A fino a quattro partite dalla fine del campionato ed è stato il peggior difensore del campionato dopo l’errore di Firenze che ha la colpa doppia di uno sbaglio madornale unito al disfacimento dei sogni di un popolo intero.


Luca Guerri: Alessandro Florenzi

Non avendo trovato la collection di stop sbagliati (dovrei farla io), ho dovuto ripiegare su questo episodio. Sfortuna, certamente sì, ma la rincorsa e la conclusione sono proprio brutte da vedere e meritavano questa fine.

Partiamo da un presupposto: a me, personalmente, è sempre piaciuto. Duttile, umile, un ottimo jolly da pescare quando il mazzo è corto. Nelle lotte verbali tra me e mio padre che facevano da sottofondo alle partite della Roma o della Nazionale ero sempre io a prendere le parti di Florenzi, mentre a mio padre spettava il ruolo di chi ne esalta l’inadeguatezza e le lacune tecniche. Nel corso di questa stagione, però, ho avuto modo di ricredermi. Quasi TOTALMENTE. La quantità di palloni persi, mal stoppati, regalati agli avversari è decisamente troppo elevata per un terzino destro titolare della Roma. Oltre al gesto tecnico, su cui per altro si potrebbe lavorare, Florenzi sbaglia troppo spesso l’idea di gioco. Il paragone con Kolarov, oltre che ingeneroso (il serbo è un terzino fatto e finito e molto esperto, Florenzi no) è impietoso: Kolarov è stato un fattore determinante in fase difensiva e un regista esterno in fase di possesso capace di calamitare una quantità di palloni da playmaker vero; l’italiano ha invece svolto la funzione molto più sporca ed invisibile di equilibratore della squadra.

La sua attenzione e dedizione hanno fatto però propendere Di Francesco per un suo impiego a scapito dell’altro “terzino” Bruno Peres, che per altro rientra nella mia Top 11 dei giocatori più scarsi della Serie A. Essere anche spesso capitano di una squadra così prestigiosa, però, non è sufficiente per me per definirlo un buon terzino. La sua condizione atletica eccezionale (rientrava da un doppio infortunio terribile al ginocchio, tanto di cappello) non può bastare a mascherare le difficoltà tecniche. Non a questi livelli (Insigne nella partita del San Paolo l’ha fatto diventare matto). Vittima di un equivoco tattico? Obiettivamente è difficile considerarlo un terzino, lui che nasce come centrocampista o addirittura esterno d’attacco. Anche se in tutta sincerità non sono ancora riuscito a definire con esattezza la sua collocazione tattica. A volte essere un jolly è una condanna.

 


Alessandro Viglione: Davide Santon

CIO’ CHE SAREBBE POTUTO ESSERE: “Tengo la posizione, seguo il movimento, rubo palla bloccando l’azione e faccio ripartire la squadra” CIO’ CHE E’: “Cerco un dribbling improbabile a limite dell’aria, perdo palla, non la riesco a recuperare, passeggio beatamente fuori dal campo mentre la mia squadra prende gol a causa mia”

Passare da questo video di 8 anni fa (Davide Santon // The next Maldini // Inter’s Rising Star) a questo di un paio di giorni fa ([INCAZZATO NERO] L’INTER RINNOVA DAVIDE SANTON – CALCIOMERCATO INTER) può dare una vaga idea di quanto il povero terzino abbia deluso le aspettative. Anno dopo anno, sempre un pochino in più. Ancora una volta non voglio premiare il peggiore a livello assoluto del campionato (le squadre retrocesse quest’anno e non solo hanno donato una vasta raccolta di giocatori irreali per la Serie A). Tuttavia premo la costanza con cui il buon Davide è finalmente riuscito a confermare il suo valore, che a quanto pare è abbastanza basso. Nella trottola di terzini sinistri che si sono alternati nelle gerarchie del generale da Certaldo, anche Santon ha avuto la sua fiducia. Purtroppo per il suo comandante ripagata con tanta delusione. Zero gol, zero assist, poche note positive. Nonostante le doti atletiche discrete infatti, il terzino interista ha sofferto troppo spesso di cali (CROLLI!!!) di concentrazione. Il gol subito contro l’Udinese (vedere gif sopra), racchiude perfettamente tutto ciò che sarebbe potuto essere contro ciò che purtroppo invece è. A ciò possiamo aggiungerci il gol che concede ad El-Sharawy a San Siro (sbaglia posizione, sbaglia movimento, sbaglia intervento) oppure i disastrosi minuti finali contro la Juve (lascia scappare Cuadrado, perde la marcature di Higuain), per citare gli esempi più dolorosi.
Insomma, “the next Maldini” è purtroppo finito nel grande calderone che raccoglie tutte le future promesse infrante. Speriamo solo che almeno ora abbia smesso di definirsi il più forte terzino sinistro del mondo

 


Albo d’oro:

  2016/17 2017/18
Stefano Uccheddu Arlind Ajeti Davide Santon
Alfredo Montalto Nikola Maksimovic Davide Santon
Alessandro Billi Aleandro Rosi Kalidou Koulibaly
Alessandro Viglione Thomas Vermaelen Davide Santon
Luca Guerri Gabriel Paletta Alessandro Florenzi

 

 

Viste le molte richieste, inseriamo i link dei premiati dell’anno passato:

Miglior portiere 2017  ————————— Peggior portiere 2017 

Miglior difensore 2017 ————————— Peggior difensore 2017

Miglior centrocampista 2017 ——————– Peggior centrocampista 2017

Miglior attaccante 2017 ————————– Peggior attaccante 2017

Miglior allenatore 2017 ————————— Peggior allenatore 2017

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