Polemiche fantastiche e come eliminarle

Non bisogna ridurre tutto alle decisioni arbitrali

Sinceramente sono stufo. Lo dico da milanista, lo dico da appassionato di calcio. Non ha senso ridurre ogni partita ad una polemica arbitrale, tralasciando tutti gli altri fattori che su quelle partita incidono e che la influenzano. Questo Juventus – Milan è stata l’espressione più evidente di una errata valutazione delle partite che si attua qua in Italia (ma non solo in Italia, leggere per credere i giornali spagnoli). Non si va a valutare la prestazione, non si considera se la vittoria fosse meritata o meno, nella variabile fortuna non si tiene conto di tutte le occasioni da gol che sarebbero potute essere concretizzate e non lo sono state: si tiene conto soltanto di una cosa, l’errore arbitrale. Esso diventa uno scudo dietro cui pararsi, un modo per non evidenziare i propri demeriti, per viaggiare in un mondo d’illusione fatto di risultati virtuali non condizionati dagli arbitraggi.

Ieri sarebbe bastato leggere le due formazioni per comprendere chi avrebbe vinto la partita. Ocampos (uno che non si è imposto al Genoa) contro Dybala, Bacca (la sua stagione parla per lui) contro Higuain, Pasalic (22 anni e tutto da imparare) contro Khedira. Eppure il Milan era sull’1 a 1 al 95esimo, grazie ad una prova difensivamente di carattere ma anche molto fortunosa. Il bello del calcio, contro ogni pronostico.

Episodi

Poi quel rigore. Ecco quel rigore va a snaturare la bellezza del calcio, va a togliere credito ai significati di una partita, va ad eliminare qualsiasi cosa sia successa prima per far rimanere solo uno stupido fallo di mano alla memoria di tutti. Non mi soffermo sull’episodio, mi limito a dire che ho visto dare rigori “più inesistenti” di questo. Si tratta di un episodio arbitrale certamente dubbio, che arrivava  dopo un totale dominio juventino, dopo la traversa di Pjanic, dopo il gol di Bacca in fuorigioco, dopo il rigore non dato su Dybala. Perché, dunque, quel rigore doveva fare tutta la differenza di questo mondo, nonostante ci siano stati così tanti episodi in grado di cambiare il corso della partita?

Da notare, come le polemiche susseguenti a questa partita non siano derivate nemmeno dalle lamentele milaniste. Montella ha giustamente glissato alle domande dei giornalisti che gli chiedevano di prendere una posizione sul rigore. La stampa italiana, che ovviamente cerca di dare in pasto al pubblico ciò che i tifosi italiani vogliono assaporare, ha montato e dato una rilevanza esagerata all’intera questione, senza bisogno dell’assist proveniente dalla società AC Milan. Il che dimostra anche l’inutilità delle contestazioni di Napoli e Inter: in Italia si crea uno scandalo anche senza bisogno di silenzi stampa/pañolade.

Il rimedio è uno e uno solo: la sacrosanta moviola in campo

E non lo dico perché mi senta frodato dalla partita di ieri. La Juve meritava di vincere e ha vinto. E’ possibile che se fosse stato il Milan ad assediare la porta bianconera negli ultimi minuti e ci fosse stato un cross di De Sciglio sulla mano di Lichsteiner, il rigore lo avrebbero dato ai rossoneri. Il problema di base relativo alla moviola in campo è un altro. Non abbiamo la cultura calcistica per accettare gli errori arbitrali, non ci riusciamo proprio. Da un certo punto di vista, può anche essere normale: se si perde non a causa dei propri demeriti, ma per colpa di una persona che dovrebbe essere imparziale nei suoi giudizi, è ovvio che permanga un minimo di risentimento. E il risentimento fa male, al calcio, al movimento e soprattutto va ad eliminare i bellissimi valori trasmessi da questo sport.

Quanto sarebbe bello se la Juve, che vince in Italia da 6 anni (non proprio due mesi), venisse riconosciuta definitivamente come la più forte come merita, senza cercare scuse per giustificare la sua superiorità? Quanto sarebbe più bello se sull’epica rimonta di mercoledì del Barcellona non ci fosse la macchia perenne dei marchiani errori arbitrali? Quanto sarebbe bello parlare di calcio, di tattica, di psicologia, di emozioni, di orgoglio/spavalderia/tracotanza/remissività/abnegazione, di tutti i valori di cui il calcio ci dà una prova tangente? Invece no, sempre odio/insulti/fandonie/”ladrate“. Un calcio già rovinato da fuori (calciopoli, scommesse, dinamiche di potere, Blatter) non rimane puro nemmeno internamente, a causa di fattori negativi che lo ridimensionano.

La moviola in campo è l’unica medicina per tornare a parlare di calcio. Bisogna far diventare gli arbitri dei signor nessuno di cui non si conosce nemmeno il nome, invece che dei protagonisti delle partite. Certo, non illudiamoci: anche con la VAR ci sarebbero polemiche. Ma verrebbero limitate e inciderebbero di meno sulla bellezza di uno sport troppo sporcato da esse.

Dateci la moviola in campo, per un calcio più giusto e meno criticato. Per un calcio più calcio e meno polemiche.

Paradossalmente, per un calcio più reale e meno virtuale.

Alfredo Montalto

 

 

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