Quando l’istruzione ti salva la vita

Interventi umanitari sulle sponde del Ciad: l’istruzione può salvare la vita.

L’Unione Europea e l’Unicef attuano misure di protezione per i bambini e gli insegnanti del Ciad. La protezione prevede l’insegnamento di metodi di salvataggio durante gli attacchi dovuti alla guerra civile.

boko haram
Vignetta riassuntiva dell’obiettivo di Boko Haram.

La guerra

Da circa undici anni, nella regione del Ciad la popolazione civile è a rischio. Bombardamenti e attacchi armati sono all’ordine del giorno, minacciati da Boko Haram. Boko Haram è un’organizzazione jihadista sunnita, dal 2015 alleata con lo stato islamico, e diffusa prevalentemento nella Nigeria del nord.

Ciad e Niger lottano contro il i pericoli rappresentati dall’organizzazione estremista, ma i cittadini non hanno comunque vita facile. Per evitare morti durante gli attacchi terroristici, le scuole sono state chiuse, e i bambini non hanno più possibilità di essere istruiti, di avere una guida e un luogo di rifugio. Il che, in un mondo ideale, è quella che dovrebbe essere la funzione primaria della scuola.

Il ruolo europeo.

L’Unione Europea nell’ultimo anno ha iniziato la campagna di Riduzione del rischio durante conflitti e calamità. L’Unione ha infatti previsto per quest’anno di destinare il 6% del suo budget annuale ai fondi di aiuto umanitario in caso di situazioni di bisogno.

La campagna istituita dall’Unione prevede la riapertura delle scuole e la formazione degli insegnanti affinchè questi, insieme ai bambini, possano riconoscere i sintomi di un attacco e possano mettersi al riparo.

La parte dell’istruzione nella vita di un bambino è senza dubbio importante. Riprendendo gli studi, si ha la sensazione di condurre una vita normale, ristabilizzando i più piccoli e dandogli un senso di tranquillità.

Inoltre, dal punto di vista pratico, sapere come poter salvare la vita a se stessi e agli altri è una questione di grande rilevanza.

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Uno degli slogan dell’Unicef.

L’Unicef

L’Unicef (il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) ha giocato un ruolo fondamentale nella tutela dei bambini nelle regioni del Ciad. L’associazione ha formato quasi 2000 insegnanti alle tecniche di sopravvivenza, permettendo così di riprendere il “normale” svolgimento delle lezioni.

Fin dal secondo dopoguerra quello che non era ancora l’Unicef ha aiutato bambini di tutto il mondo. L’organizzazione attualmente promuove diverse campagne: a sostegno delle vaccinazioni infantili, per garantire la nutrizione, ad esempio. Si occupa inoltre di assicurare che ogni stato preveda gli standard stabiliti dalla Convenzioni sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Roberta Grimaldi

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