Quello che le donne non meritano

“Un solo uomo ha più diritto di vedere la luce rispetto a migliaia di donne”

Nel V secolo a.C questo era ciò che scrivevano tragediografi come Euripide, rispecchiando perfettamente una società patriarcale e misogina. Una società che imprigionava le donne nelle mura del gineceo e concedeva all’uomo concubine ed onore. Sono passati duemilacinquecento anni da allora, ma siamo sicuri che le cose siano davvero cambiate?

Al posto del gineceo rilegate le donne alla cucina. Al posto delle concubine e dell’onore, concedete agli uomini potere e carriera. Questa è la mentalità che pervade l’immaginario comune della nostra società. Una mentalità che si cela dietro a frasi che ormai suonano raccapriccianti, come: “Il lavoro è per l’uomo, la casa è per la donna“.

Vivere con la necessità di reclamare rispetto

E’ inutile nascondersi dietro l’idea di progresso. Non basta la Women’s March del 21 gennaio che ha visto manifestare cinquecento mila persone per le strade di Washington. Sebbene sia rassicurante sapere che abbiamo il coraggio di combattere per il nostro orgoglio, ciò non è sufficiente. Non è sufficiente perché il nostro orgoglio viene continuamente annientato, gettato via da indifferenza e discriminazione.

Migliaia di persone unite per i diritti delle donne
Marcia delle Donne, il diritto di essere libere – 21 gennaio 2017, Washington

Non possiamo accontentarci di una protesta se questa è la risposta a chi annulla i diritti delle donne. Non possiamo accontentarci di un lavoro stabile se il risultato è sentirsi dire: “Le donne sono meno intelligenti, dovrebbero guadagnare di meno“. Non possiamo accontentarci di misure giuridiche sempre più severe contro il femminicidio, se queste sono le drastiche conseguenze alle azioni con cui, troppo spesso, una donna vede privarsi della sua stessa vita. 

Le donne non possono accontentarsi e non dovrebbero avere paura. Non dovrebbero avere paura che sia un uomo a decidere cosa è meglio per il loro corpo. Eppure questo è ciò che passa per la mente quando Trump cancella i finanziamenti alle organizzazioni che praticano aborti. Le donne non dovrebbero essere terrorizzate dal fatto che la loro dignità non venga tutelata abbastanza. Eppure questo è ciò che pensano quando Putin decide di depenalizzare la violenza domestica. E non dovrebbero essere spaventate dal pensiero che, crescendo, qualcuno gli imporrà un ruolo. Eppure questo è ciò che succede quando una bambina viene aggredita perchè: “Le donne non studiano, puliscono il pavimento“.

Il mondo non cambia, se prima non cambiamo noi

Fingere che la storia non abbia niente da raccontare in merito, sarebbe un errore. Il cammino delle donne è stato scandito da conquiste derivate da lunghe battaglie. Ma la strada è ancora lunga e la cultura non basta ad insegnare rispetto e parità. Ogni uomo deve concepire questi concetti dentro di sé e metterli in atto verso gli altri uomini. E verso le altre donne.

Non bisogna preparare le donne a proteggersi dai meccanismi spietati di un mondo creato da uomini. Ogni essere umano dovrebbe comprendere come avere paura dei suoi stessi gesti e delle sue parole, dei giudizi e dei pregiudizi, delle etichette e degli stereotipi. 

Non è più accettabile l’idea di essere incatenate alla categoria di “sesso debole”. Le donne non possono essere soltanto una questione giuridica o civile e non semplicemente umana. La loro libertà non può più essere posta un gradino sotto quella degli uomini. Non è più concepibile una società che le lascia sempre un passo indietro, quasi avesse paura di farsi superare durante il tragitto. Ogni essere umano dovrebbe ripugnare queste cose e prendersi la responsabilità di rispettare la libertà altrui. Solo così tutti percorreranno di pari passo questo sentiero. Ma forse, fare passi avanti liberamente in questo cammino è proprio quello che le donne non meritano.

Carola Varano

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