Il Rap Game di Salmo

Riepiloghiamo ciò che è successo. Il 2 dicembre 2016 Fabio Rovazzi pubblica il suo secondo singolo “Tutto molto interessante”. L’inizio del video della canzone vede lo stesso Rovazzi avere una discussione con Fabio De Luigi, nella parte di un fittizio manager di una major discografica. Una scena molto simile a quella di apertura di “Mr. Thunder”, video realizzato da Salmo il 23 giugno 2016 e atto a pubblicizzare il suo nuovo disco “Helvisback”. Il rapper sardo non ci sta e lo fa notare sul suo profilo Facebook.

Come potete notare, arriva subito la risposta di Rovazzi, che pubblica sotto lo stato di Salmo, il video “Still Waiting” dei Sum 41, avente lo stesso tipo di incipit. Come per dire: “credevi che la tua invece fosse una novità?”. Subentra nella questione anche Marracash, che fa notare come il video di “Gran Rap”, video del 1 aprile 2014, avesse lo stesso script. Ma soprattutto subentra Fedez, il “patrono” di Rovazzi, che attacca pesantemente Salmo dandogli, in poche parole, dell’invidioso:  “mi sono staccato dall’ambiente del Rap Game perché non riuscite a pensare a quello che fate voi, dovete sempre cagare il cazzo agli altri”. Dice anche che probabilmente Salmo non sta bene e non si gode quello che ha, visto che si interessa sempre al lavoro altrui.

Proprio nel Rap Game si inserisce anche la celebre rivista musicale “Rolling Stone” tramite un articolo di Claudio Biazzetti (http://www.rollingstone.it/musica/news-musica/salmo-vs-rovazzi-una-storia-poco-originale/2016-12-06/), che riepiloga la situazione e attacca sia Salmo che Rovazzi: “E video a parte, ciò che stanno facendo sia Rovazzi che Salmo è già vecchio…”.

Salmo in un video del 7 dicembre risponde a tutti loro. Dice che il suo stile è provocatorio, gli piace provocare, gli piace stare nel Rap Game e fomentare il Rap Game. Non c’è niente di personale, ma quando vede qualcosa che non gli piace, lo dice senza peli sulla lingua. Accusa anche chi sta al suo posto, chi non esprime la sua opinione sugli altri. Per quanto riguarda Fedez, Salmo ribadisce che proprio il suo “stare male” gli permette di scrivere pezzi decenti e al contrario chi è appagato continua a scrivere “pezzi di merda”. Poi la stoccata contro Rolling Stone, “giornale un tempo famoso, ora non se lo caga più nessuno” a cui chiede di non parlare più della sua musica, visto che “gli piace lanciare stoccate contro di me”.

Come valutare in maniera oggettiva l’intera questione? Di certo ci sono diversi punti di vista interessanti e non è facile prendere una posizione. Un punto deve restare: “It’s all about the Rap Game”. A Salmo piace il gioco, piace fare dissing, piace insultare altri artisti. Come spiega nel video, sa che non esiste brutta pubblicità e si butta a pesce in un gioco che lo diverte e gli può dare solo vantaggi. Ricorda molto, nel modo di fare, il campione MMA Conor McGregor, che sul “dirty talking” si è costruito una fama che lo ha portato a guadagnare contratti milionari.

Se non ci si rapporta a tutta la questione come se essa fosse “un gioco”, non si riesce a comprendere realmente quello che sta avvenendo. Ed ecco il perché l’articolo di Rolling Stone è sbagliato e non riesce a interpretare in maniera reale l’intera questione. Poco conta chi fra Salmo e Rovazzi abbia ragione, poco conta chi ha usato per primo l’escamotage del manager della major. Quello che conta è creare polveroni, fare casino e quindi portarsi pubblicità. Fedez, nel video di risposta a Salmo, parla di Rap Game. Capisce che il tutto sia un gioco, ma nonostante ciò fomenta la già grandiosa vittoria di Salmo, rispondendogli e quindi sollevando ancor di più il polverone. L’invidia, di cui parla Fedez, gli permette di diffamare Salmo, ma non di vincere la contesa. La risposta di Salmo a Fedez, successivamente, è debole (“sto male quindi scrivo pezzi belli”), sa tanto di giochini delle elementari: “Io sto male ma sono comunque più bravo di te”. Ma in quella lotta senza quartiere che è il Rap Game, una risposta del genere non fa troppo clamore.

Per concludere, siamo in un paese democratico e Rolling Stone ha tutto il potere di dire la sua sulla musica di Salmo e Rovazzi. La risposta del rapper sardo, quindi, può essere atta sia a mandare un messaggio forte agli autori della celebre rivista sia a continuare a portare avanti il suo gioco.

 

Un tempo si diceva: “tanti nemici, tanta fama”. Salmo sembra aver interpretato alla perfezione il celebre detto, i suoi colleghi/rivali no.

Alfredo Montalto

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