Rivolta contro le molestie

L’anno della rivolta contro le molestie

La rivolta contro le molestie

le donne in rivolta contro le molestie
fonte: www.economist.com

L’anno delle battaglie contro gli abusi

Il 2017 è ormai giunto al termine e per ognuno di noi è arrivato il momento di fare un resoconto.  Molti avvenimenti hanno segnato la storia comune ed in questo bilancio un fatto sarà sempre legato a quest’anno. Si può chiamare la rivolta contro le molestie, o ancora, la rivolta delle donne, la loro ribellione. Alcune donne del mondo dello spettacolo si fanno portavoce di questo momento rivoluzionario ed iniziano ad accusare. Crolla il castello di sabbia in cui si nascondeva un nome su tutti: Harvey Weinstein. E da qui parte un effetto domino che vede cadere molteplici figure maschili. Tutte colpite dalla stessa accusa, ma in circostanze differenti. E poi le donne scendono in piazza, si espongono, si uniscono, sotto il simbolico #metoo. Donne comuni e donne celebri che veicolano il loro messaggio anche attraverso i social.  Un solo motivo: denunciare le molestie subite. Ma andiamo con ordine.

la rivolta delle donne contro Weinstein
Harvey Weinstein: l’uomo da cui è iniziato tutto.
Fonte: https://www.spytwins.com

Ottobre 2017: il Vaso di Pandora si apre

5 ottobre 2017.  Il New York Times pubblica un articolo d’inchiesta con numerose accuse di molestie contro Harvey Weinstein. Molestie ai danni di molte attrici di Hollywood, troppe. Nomi noti tra cui: Rose McGowan, Eva Green, Gwynet Paltrow, Angelina Jolie, Cara Delevingne, Heather Graham, Lupita Nyong’o, Lena Headey, e l’italiana Asia Argento. Ma il numero di vittime e di coloro che accusano Weinstein continua a crescere ogni giorno di più. Nel mese di ottobre, dunque, sembra uscire allo scoperto quello che in molti chiamano il “segreto di Pulcinella”. Il comportamento che prima veniva accettato in silenzio, ora non ha più protezioni. E l’ondata di scandalo che travolge Hollywood non si ferma qui. Dopo Weinstein, altre celebrità vengono accusate per aver avuto comportamenti inappropriati di natura sessuale(e non solo verso le donne). Kevin Spacey, infatti, è stato incolpato da un altro attore per tentativo di abuso sessuale. In risposta a ciò, Spacey ha deciso di fare coming out. Alcuni tra gli altri sono Ben Affleck, Ed Westwick, Ryan Seacrest, Christian Bale, Kevin Costner ed il comico Louis C.K. Ma la lista potrebbe continuare ancora a lungo, il Vaso di Pandora è ormai aperto.

L’Italia celebra la rivolta per le donne?

18 dicembre2017. Esce l’attesa copertina del Time dedicata alla “persona dell’anno” (person of the year). Non è una persona sola. Sono le Silence Breakers. Ashley Judd, Taylor Swift, Alyssa Milano, Tarana Burke, Selma Blair. Cinque donne con cinque storie differenti, tutte con ruolo significativo nella rivolta contro le molestie.  Cinque donne che hanno rotto il velo di silenzio che circonda di vergogna e timore coloro che subiscono abusi e violenze. Accanto a loro un braccio misterioso, appartiene ad una donna che ha denunciato in anonimato. In America le donne che, esponendosi, hanno fatto la differenza finiscono in copertina e vengono celebrate nella memoria di questo 2017. E in Italia che succede? Tra le figure decisive nel distruggere il “terrore-Weinstein” abbiamo il merito di essere rappresentati da un’italiana: Asia Argento. Dovremmo esserne fieri? A quanto pare no, perché l’opinione pubblica preferisce giudicare la condotta personale (più o meno apprezzabile) di chi ha il coraggio di esporsi. Ed accoglie con un certo scetticismo le accuse di attrici e aspiranti tali contro importanti nomi italiani. Ancora una volta, soffermandosi troppo sulle vittime e giudicandole,  quasi sia troppo rischioso dare loro il beneficio del dubbio.  

le donne che hanno rotto il silenzio, in rivolta contro le molestie
Copertina “Time”. Fonte: http://time.com/5052362/time-person-of-the-year-2017-arm-cover/

Cosa accadrà nel 2018?

Nel 2017 un vero e proprio movimento si è fatto strada nella lotta contro l’abuso di potere. Perché è qui il punto. Le molestie non riguardano solo il mondo dello spettacolo, ma il mondo in generale. Quando un uomo abusa di un’altra persona, lo fa perché sente di essere superiore. Sente di avere potere su di lei. E questo potere spesso è dato dai soldi, dalla posizione che ricopre o dal ruolo che riveste. E’ troppo semplice obiettare sul come e perché chi si è sentita abusata abbia aspettato tanto a denunciare  o non abbia avuto il coraggio di reagire subito, o addirittura se la sia andata a cercare. Piuttosto che svilire una questione tanto delicata con polemiche sterili, sarebbe bene guardare al passo in avanti che è stato fatto: le donne (e non solo) rompono il silenzio. C’è chi si ostina a credere che non sia giusto scambiare per molestia quella che probabilmente voleva essere un’avance (termine normalmente usato con accezione positiva). C’è chi generalizza pensando che i due termini siano praticamente sinonimi e che in questo periodo usare una molestia subita sia un pretesto per raggiungere i propri scopi. Forse sarebbe necessario chiarire che le avances non hanno nulla a che fare con le molestie, perché non sono costrizioni e non mirano a far sentire impotenti chi le riceve. Finché l’atteggiamento non cambierà e qualcuno continuerà a sentirsi in diritto di usare il proprio potere per molestare un’altra persona, sarà sempre giusto continuare a parlarne. E se il 2017 sarà ricordato come l’anno della rivolta contro le molestie, speriamo che nel 2018 non cali nuovamente il silenzio.

 

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