Roger, the Greatest Of All Time

Federer, il più forte di sempre

L’ennesima vittoria ad uno Slam porta a considerare sempre più Roger Federer come il G.O.A.T., il miglior giocatore di tutti i tempi


Federer in lacrime
Federer in lacrime dopo il commovente discorso di ringraziamento al termine della finale

Lacrime di gioia

Arriva il tuo momento. Devi spiegare a circa 15000 persone attorno a te il motivo per il quale hai appena vinto il tuo ventesimo Slam. Ripeti i soliti ringraziamenti, trattieni a stento le lacrime. Il pubblico ti interrompe con un’ovazione ad ogni grazie, come ai discorsi di ringraziamento delle nostre lauree più malsane. Poi ti concedi l’ultimo, necessario, ‘thank you’ al tuo team. E qui scoppi a piangere come un bambino. Il pubblico, in piedi da 5 minuti, urla ancora più forte. Le telecamere staccano su tuo padre, tua madre e tua moglie. Ljubicic, uno dei tuoi tecnici, guarda a terra, quasi a nascondere le proprie emozioni. Rod Laver, che a quello stadio avrebbe anche dato il nome, con in mano un più che improbabile cellulare ti sta facendo una foto (Laver fa una foto a Federer?!?!?). Lo speaker riprende la parola a fatica, il microfono riesce a fare veramente poco rispetto alla situazione. Cilic sembra quasi contento di aver avuto l’onore di perdere contro di te.

Ma chi sei? Cosa hai fatto a sto tennis? King Roger, altre parole non servono. History in the making.

L’Australian Open 2018

Per 13 giorni dell’Australian Open il torneo di singolare femminile è stato di gran lunga il più interessante e il più ricco di contenuti. La rinascita di Kerber, l’avanzata di Wozniacki e Halep, le meravigliose sfide nelle semifinali e nella finale hanno sovrastato il torneo maschile, che ha visto i suoi protagonisti alquanto opachi. Il 14esimo giorno però il dio del tennis ha deciso di riprendersi la ribalta vincendo lo slam numero 20, cosa che rende questi Australian Open indimenticabili.

La finale e il torneo in generale non sono stati tra i più esaltanti della sua carriera. Alcuni problemi al servizio, una brillantezza fisica non estremamente evidente e avversari non sempre trascendentali hanno fatto sì che il percorso di Federer a Melbourne abbia destato un’attenzione appena al di sopra del normale. In finale il re ha scricchiolato più volte sotto il ritmo incalzante dell’ottimo Cilic.

I numeri di una carriera

Eppure ha vinto. Ha vinto contro tutti. Ha vinto contro l’età (37 anni ad Agosto). Ha vinto contro la pressione di dover essere sempre il più forte. E questo verbo lo utilizza da 15 anni, contro avversari che certo non sono rimasti a guardare, a scapito di infortuni e calendari sempre più zeppi di tornei.

I numeri da soli fanno paura. 20 titoli Slam. 6 Australian Open, 1 Roland Garros, 8 Wimbledon, 5 US Open (questi li ha vinti consecutivi). Il 27 % degli Slam giocati in questo stupefacente nuovo millennio portano la sua firma. Negli slam cui ha partecipato dal 2003 ha raggiunto la semifinale per il 70% delle volte. 96 tornei totali vinti. 27 tornei Master 1000. 1 Coppa Davis. 6 Finals conquistate. E un rispetto da parte del 100% di tutti gli addetti ai lavori, tennisti e pubblico.

Il carattere di un campione

Già perché forse il rispetto è la statistica che più Federer gradisce. Tutti lo amano. Tutti lo cercano. Tutti lo acclamano. E d’altra parte come non giustificare una cosa simile? La sua modestia e la sua umiltà sono doti che da sempre gli vengono riconosciute. Come il suo modo incredibile di essere nel giusto, sempre, mai dando l’impressione di imporre il proprio parere. L’onestà poi di dire le cose così come sono lo rendono un punto di riferimento senza peli sulla lingua e senza per primo mancare di rispetto ad alcuno. E infine questo suo essere eroe di tutti i mondi, internazionale, straconosciuto, lo issano al più alto piedistallo del mondo del tennis.


Federer col trofeo
Federer alza il trofeo del suo ventesimo Slam in Australia

G.O.A.T.

Già, perché a questo punto è necessario parlare di storia. Federer è il più forte tennista di tutti i tempi. Lo dicono i numeri, lo dicono i colleghi, lo dicono gli addetti ai lavori, lo dicono le leggende, lo dice Laver, il vero G.O.A.T. (Greatest of All Time) è lui. Nessuno lo può scalfire da quel trono. Non ci sono Nadal o Djokovic che in questo momento possano insidiarlo dal presente, né Laver o Borg dal passato.

E sinceramente siamo più che onorati di ritrovarci a condividere la sua stessa era.

 

Filippo Tessarollo

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