Nadal e il podio

Ciclone Nadal sul Roland Garros e sul tennis

Un Rafael Nadal senza rivali umilia la concorrenza al Roland Garros, proponendosi come uno dei protagonisti al prossimo Wimbledon.

Chissà quanto l’aveva sognato. Chissà quanto ci aveva pensato. La volée non troppo elementare sbagliata da Wawrinka, la rete che accoglie la pallina, il pubblico che si alza in piedi urlando il tuo nome, tu che ti accorgi che risulta inutile continuare a correre. È fatta, hai vinto. Ti getti a terra, vuoi sentire il calore della terra, vuoi che questa ti penetri nella maglietta e che ci resti per un po’, vuoi godertelo sto momento. Chissà se l’aveva proprio immaginato così il momento della Decima. È sempre un istante, a breve ci si rialza, ma è un istante che vale tutta la tua carriera. Vincere un titolo dello slam è il sogno di ogni tennista. Ripetersi al secondo ti dà la convinzione di non essere una chimera. Vincerne 10 di slam è un risultato è da leggenda. Ma vincerne 10 sulla stessa superficie è semplicemente inenarrabile, va oltre l’umano, sfera nella quale Rafael Nadal da ormai più di 10 anni ha stabilito fissa dimora. Rafa chiama Terra e Terra risponde, un connubio di cui sentiremo parlare per molto. Se c’era bisogno di altre prove, ora siamo sicuri che possiamo andare tranquilli con l’appellativo The King of Clay. Quello che però è giusto chiedersi però è: sarà anche il King of Wimbledon quest’anno?

I numeri sulla terra rossa

I numeri sulla terra sono impressionanti, da soli potrebbero descrivere lo stapotere dello spagnolo in tutti questi anni. Su 462 partite giocate sulla terra battuta Nadal ne ha perse soltanto 44, arrivando a una percentuale pazzesca del 91% di vittorie sulla terra (con così tante partite giocate un unicum assurdo). Non solo, quando ci si gioca il titolo dello slam al Roland Garros, Rafa risulta ancora più performante, essendo riuscito nell’impresa di aver perso solamente 2 partite (contro Soderling e Djokovic), incrementando la percentuale di vittorie fino a quasi il 98% (79 vittorie su 81). E poi ci sono le cosiddette Decimas, ovvero tutte le volte che è riuscito a conquistare lo stesso torneo per dieci volte. Ci è riuscito con l’ATP 500 di Barcellona, con ATP Masters 1000 di Montecarlo e con il Grande Slam del Roland Garros. Tutti tornei sulla terra rossa. Risultando il primo della storia in ognuna delle tre categorie di torneo. In soli 13 anni di effettiva carriera. Con annessi e connessi degli infortuni degli ultimi anni. Paranormale.

Roland Garros 2017

I Nadal
I Nadal delle varie edizioni del Roland Garros

Non solo, la stagione sulla terra di quest’anno ha un valore ancor più incredibile rispetto che agli altri anni. Come nel 2010, è riuscito nel risultato di vincere 4 dei 5 tornei sulla terra, e l’ha fatto perdendo in totale 1 partita e 4 set in totale. Al Roland Garros poi non ha concesso nulla. Non un set (già la terza volta in carriera), disputando 0 tie-break, e mai arrivando al 7-5. Ha perso in totale 35 game in tutto il torneo (qualcuno può arrivare a perderne così tanti anche in un solo match).

Il cambiamento

Tutto questo avvenuto dopo un periodo di vera e propria magra per lo spagnolo tanto da aver atteso la vittoria di uno slam per ben 3 anni. Mancava il feeling col proprio fisico, con la racchetta, col mondo del tennis. Gli avversari sono cresciuti nel frattempo e gli fornivano un ostico impedimento sempre più insormontabile. Gli infortuni sono stati parte fondamentale in tutto questo. Il 2017 ha portato il cambiamento tanto sperato, almeno sulla terra battuta. Dalle parole del suo stesso coach Moya, Nadal si è concentrato sia sull’aspetto tecnico che in quello fisico. È migliorato il diritto (ma se era il suo colpo migliore!?), è migliorata la seconda di servizio, ha aumentato il peso della racchetta. Dall’altro lato ha curato molto la nutrizione e il riposo, realizzando che ormai ha raggiunto un’età tennistica avanzata e che certi tipi di preparazione, allenamento e gioco non sono più sostenibili. Una rivoluzione simile a quella di Federer.

E gli avversari…?

In tutto questo, gli avversari – a parte Federer ovviamente – sono rimasti a guardare e hanno fornito un’alternativa poco valida allo spagnolo sulla terra. Imbarazzanti sono sembrati i momenti dei vari Murray, Djokovic, Wawrinka, ovvero coloro che ad inizio anno era previsto essere i favoriti d’obbligo per i vari tornei del 2017. Il fatto ha sicuramente concesso a Nadal grande spazio di azione presentandogli sulla strada avversari di valore inferiore rispetto alla normalità. Quanto visto da parte di Thiem e Zverev di sicuro conforta per il futuro ma al momento non è abbastanza per contrastare il King of clay.

E Wimbledon? Ottimismo..

Quanto sta accadendo porta a un Wimbledon estremamente interessante, come mai lo è stato in questi ultimi anni. La figura di Nadal ci arriva in maniera totalmente rimodellata rispetto a quella degli anni recenti, la condizione fisica, tecnica e mentale lo rendono davvero uno dei favoriti per la vittoria finale. Inoltre la costanza che lo ha contraddistinto da inizio anno è un fattore importante, c’è un’alta probabilità che la concentrazione non lo abbandoni e che affronti Wimbledon bene dall’inizio. I tornei sul cemento, la cosa  più simile che ci sia all’erba in quanto a velocità, nonostante le sconfitte, sono stati comunque positivi in quanto persi con onore contro il più forte del momento, Roger. Infine c’è la cabala, ogni volta che ha vinto il Roland Garros senza mai perdere un set ha sempre vinto anche Wimbledon (2008 e 2010). Che tocchi a lui anche quest’anno?

Pessimismo…

Dall’altro lato però arriva Federer, il nemico numero 1 per Nadal. Roger è riposato e concentrato da mo’ sui prati di Wimbledon; i miglioramenti che lo stesso Nadal ha apportato al suo gioco non l’hanno troppo influenzato, tanto da concedersi già un clamoroso 3-0 negli scontri diretti del 2017. Un altro pericolo per Nadal sarà sicuramente il cambio di superficie; soprattutto nella prima settimana si giocherà sull’erba vera e propria, superficie veloce e poco adatta al tennista maiorchino: gli accoppiamenti del tabellone saranno fondamentali per lui. Da ultimo non sono da sottovalutare gli avversari, che per certo non possono essere considerati semplici outsider. Murray ha disputato un discreto Roland Garros e gioca in casa. Anche Wawrinka dal canto suo è desideroso di confermare quanto di buono visto all’Open di Francia. E Djokovic vorrà dimostrare, su superficie amica, che la fine del 2016 e l’inizio del 2017 sono solo parte di un incubo lungo ma finito.

Previsioni

Fare delle previsioni certe per quanto riguarda Wimbledon è atto di estrema insicurezza e ormai alquanto inutile, soprattutto alla luce di quanto già accaduto da inizio 2017. Se però dovessi spendere un cent per una scommessa, eviterei di scegliere Nadal: sarebbe una scelta dettata dall’euforia del momento e basata su dati non ancora completi. Se si dovessero pesare pro e contro più che probabilmente i contro vincerebbero a man bassa.

Ma potrei sbagliarmi, e di molto anche, le sorprese – e quest’anno ce ne sono molte di potenziali – sono sempre dietro all’angolo. Nel frattempo godiamoci sto fenomeno e basta.

Filippo Tessarollo

 

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