Rumore sordo

Rumore sordo


Nell’Istituto dei sordi di Torino non regna il silenzio. Ad ogni passo percorso nei lunghi corridoi colorati si percepiscono varie sensazioni: dalla mensa arriva il profumo di ragù, la caffetteria gestita da non udenti odora di pizzetta dimenticata nel fornello e, ovunque, si sente il rumore di sottofondo che potremmo udire in una qualsiasi scuola. A stare qualche ora con loro si comincia a gesticolare parlando. Le gestualità della Lingua dei Segni sono contagiose. Pensavamo che, entrando, ci saremmo immerse nel silenzio, come in una sorta di santuario eppure i sordi sono chiassosi, muovono le mani velocemente accompagnandole con la voce. E poi ridono, si stuzzicano e si prendono in giro a vicenda.

Quello che si può dire con una frase di dieci parole loro lo riassumono in un gesto avvolto da un silenzio che è solo apparente.


    

Marianna tiene un laboratorio di cucina per i ragazzi del centro diurno. In una prima parte la ricetta viene spiegata utilizzando la Lingua italiana dei segni, poi si passa ai fornelli. Nella stanza aleggia un buon odore di cioccolato. 



‘BioAgriDeaf’ – il bar gestito dai ragazzi sordi.






Silenzio!


Testi e fotografie a cura di Livia Fioravanti e Giulia Fuisanto

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