Aleppo: uomo con bandiera siriana alzata in mezzo alle macerie (fonte: LAPRESSE)

Russia, Stati Uniti, Corea del Nord e Siria: un piano inclinato

Dopo l’attacco americano alla base di Al Shayrat in Siria, le reazioni di Mosca e Pyongyang

In poche parole: i rapporti tra Stati Uniti e Russia si sono pericolosamente incrinati, Kim Jong-un ha dichiarato di aver trovato una legittima giustificazione alla dotazione di armi atomiche, Trump minaccia di risolvere a modo suo la questione nordcoreana. Nel frattempo le bombe in Siria continuano a cadere.

Stati Uniti e Russia

Quei 59 missili lanciati dagli USA, che hanno preso di mira la base di Al Shayrat da cui erano partiti gli aerei con le armi chimiche che hanno compiuto la strage di Khan Sheikhoun, hanno provocato non pochi potenti. Il primo a criticare la vicenda è stato Putin. Secondo lui la strage provocata dalle armi chimiche è semplicemente stato un pretesto per sferrare un attacco già deciso. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che l’attacco è stato un “colpo colossale arrecato proprio ai processi che portavano alla ricomposizione pacifica” della crisi siriana.

Base aerea di Al Shayrat
Base aerea di Al Shayrat

La risposta americana è stata rapida. Da una parte l’indagine del Pentagono sul coinvolgimento della Russia nell’attacco chimico. Dall’altra il discorso di Nikki Haley, l’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite, durante la riunione straordinaria del consiglio di sicurezza. In quest’occasione ha dichiarato che l’attacco missilistico in Siria è stata “una risposta calibrata” e che sono pronti a portarne altri. Inoltre ha invitato la Russia ad agire responsabilmente in Siria, ma soprattutto a riconsiderare la sua alleanza con Assad.

Risultato? I rapporti tra le due potenze si sono incrinati (ancora di più). È stato chiuso, per volontà del Ministero della Difesa russo, il “telefono rosso”. Era una linea diretta, tra Russia e Pentagono, per prevenire incidenti tra gli aerei militari in Siria.

La minaccia atomica di Kim Jong-un

La seconda conseguenza diplomatica dell’attacco missilistico alla base di Al Shayrat è arrivata con una dichiarazione di Kim Jong-un. L’8 aprile 2017, infatti, il leader supremo nordcoreano ha affermato che l’attacco americano in Siria è una legittima giustificazione alla dotazione di armi atomiche. Secondo Kim Jong-un la prepotenza degli Stati Uniti nell’intervenire militarmente in un paese, è ragione di preoccupazione. La giustificazione deriverebbe dal fatto che esiste una necessità di proteggersi “da un’aggressione imperialista” americana. E “protezione”, in questo caso, significa rafforzamento del programma nucleare e ulteriore dotazione di ordigni nucleari. Ovviamente anche test di esplosioni, che dal 2006 sono stati cinque per la Corea del Nord. Ora ne stanno preparando un sesto. È anche in atto un programma missilistico che ha l’obiettivo di creare un vettore balistico intercontinentale sul quale collocare una testata atomica: la gittata di un’arma del genere coprirebbe migliaia di chilometri.

Kim Jong-un, Leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea
Kim Jong-un, Leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea

La reazione americana nei confronti di una Corea del Nord sempre più minacciosa, chiaramente, non è stata caratterizzata da toni bassi. Nell’incontro del 7 aprile tra Trump e Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese, il tycoon ha di fatto dichiarato: o ci pensa la Cina a tenere a bada Kim Jong-un o interverranno gli USA, anche con azioni militari.  

Piano inclinato

Intanto continuano i bombardamenti nelle città siriane. Sabato scorso l’ultimo raid aereo effettuato da jet russi ha colpito il villaggio di Urum al-Joz, provocando 18 civili morti, tra cui 5 bambini. Così riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani. E poi ovviamente c’è il bombardamento chimico nella provincia di Idlib, risalente a martedì mattina scorso. Lo stesso che è stato oggetto di tante dolorose immagini nei social. Lo stesso che ha causato l’attacco missilistico americano. Attacco che rappresenterebbe un buon motivo per il leader supremo nordcoreano per spaventare il mondo con le armi atomiche. Eccolo il piano inclinato, una reazione a catena sempre più veloce e terribile. Chissà quale sarà la prossima conseguenza.

Certo è che mentre i potenti litigano, i miserabili intanto muoiono. Come sempre.

Samuele Nardi

Rispondi